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Archive for dicembre 2011

Terzo valico Genova/Milano: comunicato di Antonello Brunetti

Allora, una dozzina di persone mi ha chiesto di indire una riunione a Castelnuovo Scrivia per valutare insieme la situazione a fine dicembre 2011 della A.V. Terzo Valico (finanziato con 6,2 miliardi di euro dalla Passera scopaiola, esattamente quanto il governo di Supermario ha fatto su con i tagli sulle pensioni).

Obiettivo:

– confronto fra chi si oppone all’opera a Genova e chi ha animato nell’Alessandrino in passato l’associazione A.F.A.
– chiarificazione delle situazioni sui due versanti
– creazione di un gruppo di lavoro comune
– avvio di ipotesi di iniziative tra le quali una prima assemblea pubblica da decidere (quando e dove)

Ci troveremo MERCOLEDI’ 4 GENNAIO a Castelnuovo nella SALA PESSINI: uscita al casello autostradale di Castelnuovo, entrata in paese dopo il semaforo di via Marconi, piazza centrale con castello e chiesa, duecento metri verso la piazza delle scuole elementari e lì ecco la Sala Pessini a fianco dell’ingresso delle Scuole.

Inizieremo puntualmente alle ore 21 ed entro le 23 dobbiamo concludere affinchè chi viene da lontano possa rientrare per mezzanotte.

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500 ore contro la guerra

I furbetti genovesi del terzo valico fanno festa Il Cipe ha sbloccato 1,2 miliardi per l’opera

La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto: i cantieri possono partire, anche se per completare l’opera (intorno alla quale è nata una lobby potentissima) serviranno almeno 6, 2 miliardi
di Ferruccio Sansa

Evviva! Il Terzo Valico può partire. Il Cipe ha dato il via libera al finanziamento di 1,2 miliardi. E’ il secondo lotto, il più importante: la galleria. La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto. Insomma, si possono aprire i cantieri. Anche se per completare l’opera serviranno almeno 6, 2 miliardi. Se tutto va bene, cosa che in Italia non succede praticamente mai. A Genova è tutto un festeggiamento. Amministratori (di centrosinistra e di centro-destra), industriali, banche plaudono al progetto. A favore della grande opera infatti è nata una vera e propria lobby che comprende tutti. Difficile dissentire o semplicemente chiedere chiarimenti.

La parola d’ordine è: il Terzo Valico s’ha da fare. A cominciare da Luigi Grillo: “Incontrando il ministro Passera avevo sollecitato il finanziamento del secondo lotto costruttivo del Terzo Valico ferroviario. Oggi posso esprimere la mia grande soddisfazione”, ha dichiarato il potentissimo presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato (condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per lo scandalo Antonveneta). Ma forse in tanti dimenticano che il senatore spezzino era stato indagato proprio in un’indagine sugli scavi pilota nella linea Tav Genova-Milano. Si parlò di truffa aggravata (cento miliardi di lire). Tra gli altri indagati l’allora amministratore delegato Tav, Ercole Incalza, poi Marcellino Gavio e il suo braccio destro Bruno Binasco. Finì con la prescrizione, Grillo e i coindagati furono tra i primissimi a beneficiare della “ex Cirielli”.

Ma è solo un tassello. Perché al di là degli aspetti tecnici e finanziari del progetto, sarebbe interessante analizzare che cosa ci sta dietro. Tanto per cominciare c’è il general contractor, cioè Cociv. Il consorzio è formato da Impregilo (Benetton, Ligresti, Gavio), dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ. Tra gli azionisti anche la Biis. E qui ecco la seconda questione che a qualcuno fa stocere il naso: la banca per gli investimenti del gruppo Intesa era guidata fino a poche settimane fa da quel Mario Ciaccia che oggi da vice-ministro si trova a dare il via – a tempo di record – alla nuova infrastruttura. Ma a Genova tutto tace. Del resto a luglio nel capoluogo ligure andò in scena una manifestazione inedita: cinquecento persone sfilarono in giacca e cravatta per le strade del centro portando al Prefetto una lettera che chiedeva l’avvio dei lavori. In quella piccola folla c’erano i volti che da decenni guidano Genova: il sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, poi i vertici della banca Carige (tra i soci Gavio, nel cda membri delle famiglie Scajola e Bonsignore, nonché Marco Simeon vicino a Tarcisio Bertone) e gli imprenditori che contano.

I resoconti di quel giorno non lasciano molto spazio alle voci fuori del coro. Eppure c’è chi, per dire, ha avanzato perplessità sulla nomina a commissario governativo per il Terzo Valico di Walter Lupi, all’epoca indagato e poi condannato a un anno in primo grado per l’utilizzo privato di un villino di proprietà del Demanio quando era Provveditore alle Opere Pubbliche della Lombardia e la Liguria. Era la persona più adatta per questo compito? Ma a Genova è difficile manifestare dubbi come questo. “Il Terzo Valico costa 6, 2 miliardi, cioè 115 milioni a chilometro, dieci volte più che in Spagna. Una spesa lievitata dell’ 800 per cento”, racconta Stefano Lenzi, responsabile relazioni istituzionali del Wwf. Non solo: c’è la preoccupazione per lo smaltimento delle sostanze estratte dalle montagne nella costruzione della galleria. E ci sono dubbi sulla reale utilità del progetto: l’opera infatti prevede la realizzazione di 53 chilometri di ferrovia, fino a Tortona.

Dopo, però, i treni tornerebbero sulla vecchia linea. Ancora: le previsioni di traffico per la linea tra Genova e Milano erano di 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container) per il 2006, ma oggi siamo ancora a 1, 8 milioni. E la linea attuale ne regge 3 milioni. Infine il nodo della sicurezza ambientale: i materiali di scavo, 800 mila metri cubi, dovrebbero essere riversati nella discarica genovese di Scarpino già al collasso. E’ stato lo stesso Lupi ad avanzare dubbi: “Visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Una questione non secondaria. Non è, però, del tutto chiaro nemmeno se la linea sarà utilizzata per le sole merci o per il traffico passeggeri. Dubbi, tanti, che andrebbero chiariti prima di costruire.

da Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2011

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Le “buone regole” di Marco Travaglio: da Berlusconi-Mills alla Tav

 

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Sampierdarena e l’urbanistica de mj c……

Stavolta ci sono riusciti dando un qualcosa a qualcuno, chi un asilo nido, chi un parcheggio, chi uno spazio per la raccolta differenziata sono riusciti a raccogliere l’unanimità. A Sampierdarena si farà l’ennesima speculazione cementizia. Proprio davanti alle torri di Fiumara: Una paccata di cemento per continuare ad alimentare la speculazione, per svuotare ancor di più i negozi di prossimità del quartiere, per aumenrare la popolazione residente – senza servizi in più – , ad intasare via Pacinotti che è già la strada più intasata della città e comunque a massacrare una delegazione importante e storica abbandonata dall’amministrazione al degrado ambientale e sociale.
In quella via c’è un tasso di inquinamento dell’aria cosi’ alto che c’è l’unica centralina che sfora quasi tutti i giorni, correttivo? Blocco del traffico?, Parco verde? Zona pedonale? Ma no auto, auto…residenze residenze…strutture di vendita strutture di vendita.
In un quartiere dove stanno già costruendo due grattacieli a S.Benigno, un altro vicino alla Lanterna, è in previsione la costruzione di un intero quartiere residenziale in via Reti, un mega parcheggio pseudo interrato dentro il muraglione di via Cantore, il Tunnel Sotto il porto, la nuova strada superveloce a 6 corsie a mare gli urbanisti de mj c….. potevano pensare a fare un parco? A sistemare il nodo di S. Benigno ( in cui una volta tanto tutti i comitati, le associazioni e Autostrade Spa si sono trovati concordi ) ? Costruire ascensori e cremagliere per la collina? Ma no, ma no, ci siamo sbagliati la Nuova Stagione è identica ( solo più incompetente ) della vecchia. La soluzione è sempre cemento in favore dei grandi gruppi economici e dei costruttori.
Veramente uno sfascio, una assenza di cultura urbanistica, di saggezza politica, di innovazione imprenditoriale.
Da far paura.

Andrea Agostini
Presidente Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova

Via Pacinotti: c’e’ speranza in questa città?

Il 10 gennaio andra’ in discussione un preventivo assenso per la promozione di una variante al puc 2000 finalizzata all’area ex Enel di Genova Sampierdarena (via avio).

In poche parole si tratta di acconsentire a procedere a una variante urbanistica per costruire:

1. edificio di 13 (tredici) piani fuori terra pe ruffici e commercio (20.317 mc)
2. edificio di 4 piani (ampliamento di quello esistente) lungo via Dondero e via Pacinotti (4.890 mc)
3. due corpi edilizi, il primo alto 3 piani fuori terra, il secondo 8 (0tto). 33.594 mc, prevalentemente residenza (58 alloggi)
4. due corpi edilizi; il primo alto tre (3) piani, il secondo alto 9 piani (nove) 9.435 mc, prevalentemente residenza (17 alloggi)
5. scuola infanzia di 1.000 mq
6. autorimessa interrata su tre livelli.

Al primo piano sosta pertinenza degli uffici e del commercio del primo edificio, degli spazi commerciali del punto 2, degli uffici localizzati nel 3 punto e della scuola materna. 1820 mq sara’ parcheggio di pertinenza del concessionario auto previsto nel 3 punto.. 15 posti auto saranno a rotazione per il vicino mercato.

al secondo piano i posti auto di pertinenza dela residenza e per gli uffici inps previsti nel edificio 3

al terzo piano 105 box e 150 posti auto sul mercato libero.

Tutto questo e’ stato approvato all’unanimita’ dal municipio che chiede un’area giochi vicino alla scuola e che l’altezza degli edifici di nuova costruzone non dovra’ superare quella degli edifici confinanti con l’area.
Mi dicono che i comitati degli abitanti del luogo non si oppongono e che le associazioni ambientaliste propongono l’implementazione di sistemi innovativi di raccolta differenziata.
Ora, in questa citta’ comitati e associazioni stanno sviluppando una feroce (e opportuna) opposizione alla strada sterrata (al momento) di s.ilario, a parcheggi previsti nell’area della valletta san nicola, al parcheggio ell’area interstiziale verde di via Preve etc.

A ponente, invece, passa tutto senza alcuna opposizione.
C’e’ bisogno a Sampierdarena di nuovi uffici, nuove residenza in un’area tra la Fiumara e via Molteni?
Dove e’ finito il senso della misura?
C’e’ speranza in questa CITTA’?

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova

Terzo Valico, una truffa ai cittadini e uno schiaffo ai pendolari

Dal 1 gennaio prossimo scatta l´aumento degli abbonamenti dei treni (più 5%) e dei biglietti che rincareranno del 10% rispetto al costo attuale. Previsti tagli alle corse se non arrivano nuovi finanziamenti. Eppure, nonostante non vi siano soldi per garantire un servizio essenziale come il trasporto ferroviario, Monti, tramite il CIPE, ha sbloccato 1,1 miliardi di euro per il secondo lotto del Terzo Valico, dando così il via definitivo a questa Grande Opera Inutile ove sono previsti investimenti complessivi di 6,2 milardi di euro!! Alla faccia dei nostri treni pendolari!

E’ giusto o sensato tutto ciò? quando,

1. il 95% dei pendolari ferroviari si muove su percorsi brevi, utilizzando treni sporchi, malandati, in ritardo o soppressi. Solo il 5% usa l’Alta Velocità. Le Ferrovie invece stanziano i soldi (che paghiamo noi con biglietti e tasse!) al contrario, il 95% per l’AV (oltre 60 miliardi di euro) e solo il 5% per i pendolari.

2. Erano 5 milioni i container che erano stati previsti dal progetto del 1991 sulla Milano-Genova per il 2005, invece sono stati appena 1,7 milioni i container arrivati in porto nel 2010 e di questi solo 49.000 attraversano l’Appennino via treno verso la Pianura Padana e Rotterdam.

3. Già oggi le 3 linee di valico esistenti (le 2 linee dei Giovi e la Voltri – Ovada) senza quasi nessun intervento hanno una capacità di trasporto di 3,5 milioni di container.

4. I costi previsti per il terzo valico sono di 6,2 miliardi di euro, 115 milioni a chilometro: un costo al km cinque volte tanto quello dell’alta velocità in Francia!

5. E’ assurdo costruire una nuova linea solo per trasportare velocemente vagoni merci vuoti, mentre Il trasporto merci richiede in primo luogo organizzazione, efficienza e interventi negli scali.

6. Servirebbero invece interventi di fluidificazione della linea esistente Genova-Milano per ridurre i tempi di percorrenza dei treni passeggeri, interventi che da soli potrebbero portare il tragitto da Genova a Milano a poco più di un’ora, a costi enormemente minori del terzo valico.

Ma Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova hanno una forte responsabilità in questo spreco di denaro pubblico, avendo spinto con forza il terzo valico, senza aver mai fatto serie valutazioni costi benefici. Invece di chiedere soldi allo stato per quest’opera ed esultare di gioia per per il suo finanziamento, dovrebbero avere come priorità recuperare risorse per finanziare il trasporto pubblico, a rischio di tagli enormi dal 2012, e pianificare in modo serio la mobilità.

I cittadini, i pendolari e gli utenti di Trenitalia vorrebbero più treni nelle varie fasce orarie, pulizia, manutenzione, rispetto dell’utente, stazioni efficienti e biglietterie funzionanti, non hanno bisogno di ulteriori sperperi di denaro pubblico. O forse per qualcuno l’importante è finanziare i “soliti amici”, cui è stato appaltato il tutto senza gara con il pretesto che i finanziamenti sarebbero venuti dai privati e dalle banche? Banche e privati, in realtà, non hanno tirato fuori un euro. 20 milioni di euro stanziati per il 2012 per il trasporto pubblico locale, contro gli oltre 1600 milioni per il terzo valico: dirottiamo questi soldi per i servizi e le opere che servono!

NO AL TERZO VALICO DELLE BUGIE!!!

L’Altra Ferrovia-NO TERZO VALICO
altra ferrovia@libero.it

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