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Antonio Bruno: i 3 miliardi di debito di Iren dimostrano il fallimento della fusione Iride Enia

Iren, “debiti per oltre 3 miliardi di euro”
Antonio Bruno (Federazione della Sinistra) denuncia la condizione economica della multiutility.

Quando il 29 aprile 2009 votai contro la fusione Iride – Enia non avrei mai immaginato che ci volessero men odi tre anni per confermare le perplessita’ che manifestavo verso un’operazione pericolosa per la democrazia, l’occupazione e i servizi pubblici. Il mantenimento del 51% di maggioranza pubblica non mi pareva una condizione sufficiente per poter controllare settori cosi ‘ importanti per la vita dei cittadini (servizio idrico, energia e rifiuti, fuori Genova).
Oggi sappiamo che ci sono:
– 2,6 miliardi di euro consolidati (anche grazie al rigassificatore di Livorno) – 30 settembre 2011;
– 250 milioni di debito del Comune di Torino (bollette non pagate dalla giunta Chiamparino, Corriere della Sera, 17 gennaio 2012;
– 225 milioni di debiti dovuti all’acquisizione di Edipower (il 20,5% di 1,1 miliardi di debito di Edipower);
– impegno finanziario per concludere il controllo della stessa Edipower ammonta in teoria a 164 milioni (il 20,5% di 800 milioni per acquisire Edipower;
Quindi siamo ad almeno 3 miliardi e 200 milioni di rosso.
E ancora:
– investimenti bloccati; proposta di fusione con la super indebitata A2A (5,1 milioni di debiti e quindi nessuna cedola per gli azionisti);
– rating di Borsa sostanzialmente sospeso;
– valore dalla quotazione in borsa dimezzato e, pertanto, dividendi verso l’azzeramento.
– secondo Il Sole 24 ore del 12 gennaio 2012I i mercati hanno sospeso il giudizio su Iren, in attesa di capire a quanto si consoliderà il debito .
A questo punto e’ lecito chiedersi se nel 2012 saranno ridistribuiti utili.
Ma non c’e’ solo l’aspetto finanziario.
Iren e’ completamente sottratta al controllo pubblico; il 51 % di capitale pubblico, spezzettato in diversi soggetti, non ha garantito neanche l’informazione in merito alla vendita di immobili per 150 milioni.
Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali hanno letto la pubblicita’ sul Corriere della Sera del 22 febbraio.
Investimenti ridotti, diminuzione dell’occupazione, tariffe alle stelle sono altri sintomi di una situazione non sana, non democratica, da ripensare totalmente.
E’ necessario mettere in campo una forte iniziativa politica contro la Multiutility del Nord e avviare processi di ripubblicizzazione dei servizi pubblici.

Antonio Bruno
capogruppo Sinistra Europea – PRC Comune di Genova (Federazione della Sinistra)

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