Home > Beni Comuni, Comunicati stampa > Un altro pezzo di Genova che se ne va a quando la Lanterna?

Un altro pezzo di Genova che se ne va a quando la Lanterna?

Un altro pezzo di Genova che se ne va a quando la Lanterna?
Andrea Agostini

L’identità della nostra città e data anche dal suo paesaggio, dalla stratificazione storica che si è venuta a determinare nei secoli. In ogni edificio storico è contenuta una frazione della nostra identita’ collettiva che è un bene pubblico inalienabile e che non ha prezzo. Purtroppo ancora una volta l’alleanza informale ragionieri del comune – sovrintendenza – funzionari dell’urbanistica – amministratori pubblici è riusciata in quello che non sarebbe possibile. Vendersi un pezzo di storia di Genova per far quattrini da buttare nella voragine. Come se dopo che ci saremo venduti anche la lanterna – e siamo su quella strada con annessa variante di destinazione d’uso per farci un grattacielo con residenze e servizi – qualcuno dal cielo ci restituisse la nostra storia , ci permettesse di recuperare la qualità della vita che dovrebbe essere il segno di una città e che ci stanno vendendo pezzo a pezzo.
Si perché villa Raggio è tutto questo. Una bellissima villa , un parco, era diventato un centro per la riabilitazione ortopedica, un centro di salute mentale. Funzioni preziose per un bene pubblico preziosissimo. Be’ secondo i nostri amministratori dovremmo scordaci tutto questo. Villa privata, adeguatamente ampliata e ristrutturata, box nel parco e piscina nel giardino. Voi potreste dire beato chi se lo puo’ permettere……E invece no, nessuno potrebbe permetterselo era un bene pubblico, una villa storica vincolata , un bene ambientale non eliminabile, una villa storica non frazionabile in appartamenti, un giardino storico in cui il regolamento comunale vieta espressamente di costruire box, un polmone ambientale per la città. E invece…. Siccome la delibera è stata approvata la mattina del 7 dicembre e il puc il pomeriggio la villa non è più vincolata. Come se i funzionari del comune non sapessero che stavano svendendo un bene pubblico che il comune nel pomeriggio intendeva vincolare. Stiamo scherzando? Qui la compartimentazione – storica piaga degli uffici comunali – non centra niente. Tutta Genova sapeva che quel giorno si sarebbe approvato il Puc e fare una delibera che lascia libero campo alla speculazione non è un atto di disattenzione, è un reato, certo un reato di lesa cultura, di lesa storia, di lesa bellezza , di ignoranza della cultura urbanistica e storico ambientale, per quelli penali e contabili mi rimetto alla magistratura. Non è la prima volta che l’asse informale ragionieri , geometri, urbanisti, e sovrintendenti si muove in favore della speculazione , dell’interesse privato a danno dell’interesse pubblico. Ma si puo’ andare avanti cosi’, con iter privilegiati per gli speculatori danarosi, autorizzazioni sul filo di lana, silenzio degli organi di controllo e della magistratura?

Andrea Agostini
Presidente Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: