Home > Amt, Comunicati stampa, Consiglio Comunale, Gronda, No Tav > Considerazioni sui primi tre mesi di consiglio comunale a Genova

Considerazioni sui primi tre mesi di consiglio comunale a Genova

Quando Marco Doria e’ stato proposto, come candidato alle primarie del centro sinistra per le elezioni del sindaco di Genova, da un gruppo di intellettuali e politici, alcuni dei quali con esperienze politiche vicine al Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, fui molto dubbioso sulla politica dell’ascolto di Doria.
Mi pareva che non si mettesse in discussione il sistema economico e sociale che il neo liberismo ha disegnato per Genova e che si rischiasse un’operazione cosmetica, un tentativo sobrio e cortese di coinvolgere i genovesi nei dettagli di un quadro gia’ deciso in altro luogo. Al contrario, molti esponenti della societa’ civile e anti liberista, molti miei amici, molti compagni di strada hanno salutato con entusiasmo la candidatura di Marco Doria, appoggiata anche dalla Comunita’ di San Benedetto al Porto. E cosi’ tra alcuni passi importanti, come quello di non considerare piu’ indispensabili le Grandi Opere (in particolare la gronda autostradale) e necessari punti di incontro con la quasi eslusiva forza di governo in citta’ (il PD) si e’ arrivati alla vittoria delle elezioni e alla novita’ di un consiglio comunale in cui, per la prima volta, i movimenti sociali eleggono 9 esponenti nella maggioranza( 6 lista Doria, 2 Sel, 1 Fds) e 5 grillini.
Di particolare importanza la consistenza numerica nella maggioranza.
Non sfugge a nessuno che se Lista Doria, Sel e Fds concordassero su alcuni punti irrinunciabili, queste istanze troverebbero applicazione oppure l’alternativa sarebbe il ricorso a nuove elezioni, eventualita’ altamente improbabile perche’ vedrebbero sicuramente la sconfitta del centro sinistra.
In questo contesto risulta comprensibile lo scompiglio generato da una mozione firmata da Fds, Sel e molti consiglieri della lista Doria in cui si chiedeva la moratoria sul Terzo Valico (la TAV ligure piemontese).
Non e’ sfuggito ai poteri forti il rischio, al di la’ del merito della proposta (non troppo estremista).
Nel frattempo, nel giro di una settimana, la Giunta Genovese e’ riuscita a far approvare al Consiglio Comunale una delibera di indirizzo sul trasporto pubblico, che nonostante premesse rassicuranti e indoramenti cosmetici, prevede entro il 30 settembre il taglio del costo del lavoro, individuando nei lavoratori il problema, e l’avvio di un processo di privatizzazione, sull’esempio della vendita del 100 per cento delle azioni della societa’ di trasporto pubblico fiorentina a un’altra di Trenitalia da parte del sindaco Renzi.
Quello che e’ piu’ sconcertante e’ che il processo di riprivatizzazione della genovese AMT avviene dopo l’esperienza fallimentare della vendita del 41 per cento delle azioni alla societa’ francese Transdev e a pochi giorni dal pronunciamento della Corte Costituzionale che confermava il plebiscitario voto popolare contro l’obbligo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali.
E anche all’indomani di un incontro tra consiglieri regionali e comunali di Sel, Lista Doria e Fds che avevano concordato su diversa strategia.
Se è bastato un non troppo originale ricatto di far fallire AMT (Beppe Pericu fece lo stesso per il caso Transdev) a rimettere la mordacchia all’anomalia genovese, cosa ci dobbiamo aspettare quando si trattera’ di affrontare Gronda autostradale, revisione del Piano Urbanistico Comunale, inceneritore – gassificatore, rispetto del referendum in merito all’eliminazione della remunerazione del capitale investito nella bolletta ?
Dove sono stati smarriti i propositi e i documenti sulla partecipazione, la politica dal basso, l’inclusione?
Il rischio evidente e’ che ancora una volta il piccolo cabotaggio, la demagogia, il partito preso prevalgano sulla buona politica, alimentando sfascio e antipolitica populista.
Per fortuna non tutti a sinistra si sono piegati.
Non e’ vero che “sono tutti eguali”!!
Cio’ detto, anche per ragioni anagrafiche, penso di avere superato la sindrome adolescenziale dell’opposizione a tutti i costi.
Continuo a ritenere utile costruire un’alternativa di governo per questa citta’.
Ho spiegato come la composizione del consiglio comunale di Genova ne darebbe una forse irripetibile opportunita’.
Forse come consiglieri non ne siamo capaci.
Se il movimento ampio e plurale si svegliasse e desse una mano, non sarebbe male.

Antonio Bruno, consigliere comunale Federazione della Sinistra

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: