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La gronda non si discute?

La gronda non si discute?

Il sindaco Doria, come è gusto che faccia un amministratore di un territorio, si è recato in Valvarenna al fine di verificare alcune “criticità” presentate dagli abitanti del posto in merito alla realizzazione della cosiddetta Gronda autostradale.
E proprio sul posto, il primo cittadino si è reso conto di come alcune opere previste nella vallata, già oggetto di passati disastri idro-geologici, rappresenti un rischio troppo elevato per le persone e per il territorio.
Problemi già emersi fin dalle fasi iniziali del dibattito pubblico organizzato dal Comune, ma sempre trascurati da amministratori forse un po’ troppo interessati a “promuovere” la “grande opera” gronda, come risolutrice di tutti i problemi di Genova, non solo di traffico ma anche economici, turistici, di lavoro, etc.., ma sempre molto attenti a non fornire dati di merito.
Il neo sindaco ha esposto dubbi che un qualsiasi cittadino, informato di criticità evidenti, di problemi troppo pesanti per essere accettati dalle persone e da territori già martoriati dal cemento, avrebbe esposto.
E fin qui tutto normale, anzi normalissimo.
Ma ecco che a distanza di poche ore arrivano i moniti dei vertici locali del PD.
Qualcuno, con troppa ingenuità potrà dire: un partito di sinistra….vicino ai cittadini..ai lavoratori…gli abitanti di un territorio in pericolo….se interviene è per difendere questi!
No!E’ per mettere subito in riga il nuovo sindaco e fargli presente che “No, la gronda autostradale non si tocca!”
Un partito che, dopo decenni di egemonia totale su quei territori interessati dal passaggio della gronda, vede, nell’ultima tornata elettorale, crollare drasticamente le percentuali di preferenza, proprio a favore di quelle forze politiche che si sono dimostrate contrarie alla realizzazione dell’opera, dovrebbe portare, al suo interno, una riflessione.
Prendere un momento di pausa per comprendere se le scelte fatte fino ad oggi, e a volte portate avanti dal proprio precedente sindaco, in contrasto anche agli indirizzi del partito, siano le scelte che le persone, i cittadini, vogliono o siano le solite “volontà calate dall’alto”, a favore di interessi di pochi.
In pratica la stessa situazione che accade a livello nazionale, dove i partiti, forti dei propri poteri consolidati e della posizione raggiunta dai loro vertici, portano avanti interessi che appaiono troppo distanti da quelli della gente comune, creando con quest’ultima un divario sempre più incolmabile.

E allora, in una situazione come questa, dove si continua a prendere come riferimento un “débat public”, falsato (la scelta del cosiddetto tracciato 2, quello scelto dall’allora sindaco Vincenzi, era stata anticipata già alcuni mesi prima del completamento del dibattito dall’amministratore di Autostrade) e di cui poche persone si sono preoccupate di verificarne il reale svolgimento, dove si continua ad ignorare i pareri contrari dei numerosi esperti che sono intervenuti, a livello nazionale, in merito all’utilità di quest’opera (basti citare il prof.Beria e il prof.Ponti del Politecnico di Milano, l’arch.Vitadini dell’Università di Venezia, solo per fare alcuni nomi), dove si tengono celate le informazioni in merito all’andamento del traffico autostradale (il governatore Burlando in una recente intervista ha parlato di un calo del 9%), dove si minimizza su quantità movimentate di circa 12 milioni di metri cubi di materiale di scavo, di cui oltre la metà contenente rocce di natura “amiantifera”, cioè amianto, di cui non vengono fornite sufficienti informazioni né sulla sicurezza del sistema di trasporto, né sulla destinazione di conferimento finale, dove le maggiori osservazioni tecnico-critiche al progetto di Autostrade per l’ottenimento della Valutazione di impatto Ambientale (la cosiddetta VIA), sono arrivate dai comitati e da associazioni come il WWF, invece che dagli organi preposti (Comune, Regione e Provincia), apparsi troppo superficiali su temi come il dissesto idro-geologico, il trattamento dei rifiuti di amianto e la salute delle persone, ebbene, in una situazione come questa cosa si deve fare per avere garanzie da quelle persone, i nostri amministratori – il cui fine primo è il bene della comunità – che appaiono troppo distratte verso altro ?
Il coordinamento dei comitati contrari alla realizzazione della gronda proseguirà la propria strada, concentrandosi oltre che sugli iter amministrativi e sul ricorso promosso al T.A.R. atto a dimostrare l’assurdità di quest’opera, sull’informare le persone sui problemi e sulle alternative che esistono.
Perché ogni cittadino, consapevole ed edotto possa essere in grado di valutare, da solo, quale sia la strada corretta per migliorare la qualità della propria vita e di quella della comunità in cui vive.

Questo è anche un invito al nostro Sindaco a visitare le nostre vallate.

Il coordinamento dei comitati della Valpolcevera

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