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Legambiente: Valbisagno. 50 milioni ? ahi ahi!!!

Legambiente: Valbisagno. 50 milioni ? ahi ahi!!!

E’ notizia di ieri che l’amministrazione cittadina si appresta a proporre progetti da finanziare per un valore complessivo di 50 milioni. La fretta e la vecchiaia sono pero’ cattivi consiglieri. Fare le cose in fretta per cantierare qualcosa subito e di corsa serve forse a dare in pasto alla stampa e ai cittadini ignari una idea di attivismo positivo, di operatività che è ben lontana dalla realtà. Se a questo si aggiunge la vetustita’ ( di eta’ , ma particolarmente culturale ) dell’assessore e dei tecnici che stanno occupandosi della cosa il disastro è perfetto. Le linee di indirizzo europeo sugli interventi idrogeologici e sulla mobilità parlano chiaro: da una parte rinaturalizzazione dei fiumi, basta grandi opere e cemento, dall’altra supporto al trasporto su ferro e penalizzazione ( entro il 2050 eliminazione ) del traffico privato in città. E cosa fanno i nostri tecnici? Propongono di cementificare l’unico pezzo di Bisagno non ancora cementificato, restringere l’alveo, buttare giu’ quattro ponti ( di cui due storici che dovrebbero essere tutelati, ma su questo la sovrintendenza ligure non e’ molto affidabile avendo dato il peggio di se in numerosissime occasioni ) e rifarne due. Tutta l’operazione è fondata sull’idea che sia propedeutica alla tramvia Prato-Brignole da sempre cavallo di battaglia dei cittadini e delle associazioni ambientaliste in valle. Purtroppo come al solito si spendono soldi pubblici sulle ali dei sogni col risultato di fare gli interessi dei privati e comunque ottenere effetti disastrosi certi. Il perchè è presto detto. Arginare il Bisagno non fara’ che aumentare la compressione dell’acqua e la sua forza distruttiva che puntualmente si scaricherà a valle. Costruire sull’argine una corsia a sbalzo avrebbe un unico senso se fosse legata alla possibilità di fornire finalmente alla valle un trasporto in sede fissa che solo il tram può dare e non la bus via, ma questo deve essere anche legato ad un idea di mobilità che manca, inserendo nel documento la richiesta dei finanziamenti per la travia stessa come pure la suddivisione per lotti di intervento come il recente processo di partecipazione aveva evidenziato. Cosa succedera’ dunque? Si finirà per costruire una nuova corsia sulla pelle del Bisagno e dei cittadini che ci vivono accanto e su quella corsia si aumentera’ il traffico veicolare privato diretto ad intasare il centro cittadino. E si perchè come la recente vicenda amt ci insegna il comune porta avanti una politica di razionalizzazione che in primis colpisce il personale ed in secundis taglia le linee. Il tutto alla faccia della priorità al trasporto pubblico. Certo una parte consistente di questo aumento di viabilità è tutto concentrato in una zona dove a piano regolatore sono previsti imponenti interventi di cementificazione supermarket e nuove residenze a cui con la viabilità attuale in pochi potrebbero arrivare senza code chilometriche. In sostanza un intervento con poche idee e confuse sulla mobilità che favorirà anche la cementificazione, dei grandi gruppi commerciali senza l’ombra di un interesse pubblico basato su documenti, finanziamenti, roba scritta e vera per capirci. Intanto facciamo questo poi faremo il resto è destinato a trasformarsi nella volontà politica della amministrazione in : intanto favoriamo il trasporto privato, la speculazione edilizia e la grande distribuzione amica. Se avanza qualcosa faremo di più ( su questa stessa linea cultural – operativa ). Siccome un po’ di soldi ci sarebbero forse vediamo di investire in una operazione di sinistra. Visto che l’operazione edilizio-speculativa sull’area ex Boero è fallita perchè al solito i privati quando si tratta di soldi vogliono quelli pubblici ( i loro sono solo i dividendi ), il comune gli da un aiutino: milioni sarebbero destinati alla costruzione ex novo di 30 alloggi di edilizia residenziale pubblica dove verranno ricavati 60 alloggi che saranno vincolati a canone moderato per ( solo ) 15 anni. Ma non si era detto che ci sono centinaia di alloggi pubblici vuoti e non assegnabili ai cittadini ( e per giunta di proprietà pubblica ) perchè in condizioni disastrose e non restaurabili per mancanza di fondi? Andiamo a finanziare un’operazione privata morta per resuscitarla in cambio di 60 alloggi a canone agevolato per 15 anni? Be se le linee di indirizzo programmatiche di questa amministrazione sono largamente condivisibili la pratica operativa di giunta e tecnici segue vecchi tracciati e senza tenere conto ad esempio di quello che è emerso dallo strumento di partecipazione sulla tranvia in val Bisagno continuando in uno stato di commistione, subordinazione e sostegno all’interesse privato fuori da qualunque indirizzo dettato ( e sottolineo ) non dagli ambientalisti ma da un’ Europa governata attualmente da una solida maggioranza di centrodestra.

Andrea Agostini
presidente circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova

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