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Valbisagno il cemento non si ferma

CORRIERE MERCANTILE
06-11-2012

Nonostante i dissesti il cemento non si ferma
Tanti gli interventi di edificazione previsti o già in corso nella vallata
ANNAMARIA COLUCCIA

La busvia attende ma il cemento no. È quello che, in varie forme, nei prossimi anni si consoliderà o “crescerà” in Valbisagno, la valle dei torrenti e delle alluvioni, dove, secondo valutazioni ormai ampiamente condivise,  proprio l’espansione del cemento, in un passato anche recente, è una delle cause che hanno moltiplicato e moltiplicano gli effetti distruttivi delle piogge torrenziali. Ma, anziché essere teatro di un’inversione di tendenza nelle politiche urbanistiche, la Valbisagno è, invece, interessata, ad oggi, da una serie di operazioni – già autorizzate nella fase già progettuale o in quella di variante urbanistica – che non sono destinate a segnare un cambiamento di rotta o a ridurre la cementificazione della vallata e che, proprio per questo, suscitano le proteste e le preoccupazioni degli abitanti, da tempo in attesa di spazi e di servizi che, invece, non arrivano. A cominciare, appunto, da quel sistema di trasporto pubblico in sede propria atteso e promesso da decenni. È proprio dei giorni scorsi l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale della Liguria che ha respinto la richiesta di sospensiva dei lavori in corso per realizzare l’operazione “firmata” da Co-opsette e Bricoman nell’area ex Italcementi, in via Ponte Carrega, destinata ad ospitare un insediamento produttivo-artigianale e due strutture di vendita di materiali di costruzione, ferramenta, bricolage. La variante urbanistica che ha reso possibile questo intervento, introducendo nell’area anche la destinazione commerciale, è stata approvata dal consiglio comunale a settembre dell’anno scorso, fra le contestazioni delle associazioni di commercianti, e il nuovo insediamento continua a suscitare anche le proteste degli abitanti che denunciano, fra l’altro, l’ennesima cancellazione di un’area verde.
Attività commerciali sono previste poi anche nell’area dell’ex officina Guglielmetti, ceduta tempo fa a Talea, braccio commerciale di Coop Liguria. I lavori non sono ancora iniziati ma sembra che il progetto sia ormai in dirittura d’arrivo.
È un mix di funzioni – residenze, servizi, parcheggi, verde e negozi -invece quello che prevede il piano di trasformazione urbanistica dell’ex mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, ancora in attesa, però, del via libera del Comitato di bacino del Bisagno, che deve esaminare la compatibilità degli 850 posteggi interrati previsti con le nuove norme anti-alluvione varate dalla Regione dopo i tragici eventi di un anno fa. Ma i progetti di nuovo cemento per la vallata non finiscono qui. L’ex fabbrica La Piombifera di via Lodi, a Molassana, è destinata a lasciare il posto a un nuovo complesso residenziale, con parcheggi pertinenziali e aree sistemate a verde: nel febbraio scorso il consiglio comunale ha dato, infatti, il preventivo assenso alla variante urbanistica che consente il cambio di destinazione d’uso di questa che era un’area industriale.  E circa 160 nuovi appartamenti, con 250 posteggi sotterranei, 20 mila metri quadrati di parco, e poi negozi e servizi, sono previsti nell’area ex Boero, ancora a Molassana, dove dovrebbero essere stati ultimati gli interventi di bonifica e dove pare che siano stati già venduti gli spazi commerciali.
E poi, allontanandosi un po’ di più dal Bisagno, verso San Fruttuoso, il futuro, con il nuovo Piano urbanistico comunale, potrebbe portare nuove residenze anche nelle aree attorno a piazza Terralba e piazza Martínez.
Gli abitanti chiedono anche opere di riqualificazione e spazi verdi e sociali.
Salvare Ponte Carrega demolizione e chiedere al Comune una serie di interventi per la messa in sicurezza e la riqualificazione dei quartieri vicino all’area dell’ex Italce-menti. Sono alcune richieste condivise dai comitati di cittadini della Valbisagno che si sono riuniti giovedì sera per fare il punto dalla parte della vallata e sugli interventi in corso. Una richiesta è appunto quella di salvare Ponte Carrega, il ponte più antico conservato sul Bisagno, dalla demolizione prevista, invece, dal progetto del Comune di allargamento di un tratto di strada sulla sponda destra del Bisagno per realizzare la futura busvia. Progetto che prevede anche la realizzazione di nuovi muri d’argine sul Bisagno, con un intervento contestato anche dalle associazioni ambientaliste. I cittadini chiedono poi che gli oneri di urbanizzazione per l’intervento in corso nell’area ex Italcementi, siano investiti su Ponte Carrega e in piazzale Adriatico, come compensazione per questa stessa operazione chiedono anche la messa in sicurezza del rio Mermi e la creazione spazi verdi e sociali per gli abitanti.

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