Archive

Archive for marzo 2014

Grazie alla Corte dei Conti si può difendere la Gestione Publbica del trasporto pubbico locale

antoniosmallLe notizie rimbalzate sulla stampa secondo le quali la Corte dei Conti avrebbe bocciato la legge  regionale che prevedeva la gara per il trasporto pubblico locale regionale, rilancia la possibilita’, consentita dall’Unione europea, di un affidamento in house dei servizi di trasporto. Cioè: Amt Spa e i suoi bilanci ritornano nella pancia del Comune, e con essa i lavoratori. E’ una buona notizia, perche’ rimette in discussione le politiche di privatizzazione di servizi pubblici essenziali come e’ il trasporto pubblico.
Bisogna pero’ smontare una diceria: il vincolo del blocco delle assunzioni a cui sarebbe sottoposto il Comune.
Questa norma introdotta dagli ultimi governi per vanificare il pronunciamento e’ incostizionale e, soprattutto, non e’ stato ancora approvato il regolamento attuativo.
Si cambi, quindi, politica, si abbandoni la politica della svendita ai privati e al profitto del trasporto pubblico locale e lo si rilanci con una moderna politica della mobilita’.

La Talpa della Valpolcevera non costruira’ nessuna galleria dove passera’ il treno

antoniotavL’annuncio dell’arrivo della gigantesca talpa meccanica, che, a giugno,  entrerà al lavoro sulla montagna in Valpolcevera per lavori connessi al Terzo Valico puo’ contenere un grosso equivoco: che essa serva a costruire un nuovo traforo sarà lungo 53 km, di cui 37 in galleria, in 12 Comuni e due Province, Genova e Alessandria.
Invece, i lavori finanziati sono “solo” di 1.6 miliardi di euro, che servono per opere accessorie, tra cui alcune gallerie di servizio.
Questi lavori dovrebbero durare 10 anni !!!
Le (due) gallerie dove dovrebbe passare il treno ad alta velocita’ invece non sono finanziate e inizieranno (sempre che non ci sia un governo che intende utilizzare bene le poche risorse per pendolari e merci reali) tra almeno 10 anni !!!!
Non c’e’ niente di ineluttabile e siamo ancora in  tempo per dirottare finanziamenti sull’ammodernamento dei 5 valichi esistenti tra Liguria e Val Padana e sul trasporto dei pendolari.
Di ineluttabile c’e’ l’ostinazione a volere iniziare (non si sa se concludere) un’opera bocciata tre volte in sede di Valutazione di Impatto Ambientale e resa possibile solo dalla Legge Obiettivo del Governo Berlusconi.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Il manuale del perfetto edificatore. Quattro fiabe e una considerazione finale.

nocementoLa doverosa premessa a questo racconto è che come in tutte le fiabe questa è una narrazione di fantasia, nulla di ciò che leggerete corrisponde al vero e se qualcuno dovesse riconoscersi nei protagonisti, nei luoghi, nelle tipologie sappia che è frutto di fantasia,ogni accostamento alla realtà non deve essere preso in considerazione.
Prima fiaba. Avete un terreno con un edificio uso agricolo non avvicinabile se non a piedi? Niente paura. Costruite la necessaria strada a vostro conforto. Ovviamente subito dopo vi dovete pentire dell’abuso , vi dovrete autoaccusare, dovrete chiedere di condonare e versare il giusto.
Con la stessa procedura costruirete un muraglione in cemento ( per sostenere la casa ). Poi aprirete delle finestre in quel muraglione. A questo punto il vostro rustico uso agricolo potrà essere legittimamente convertito ad uso abitazione con l’aumento di volumi previsto dalla legge. Se pensate di avere in futuro molti bambini aggiungete pure un vano in più seguite la procedura e tutta andrà per il verso giusto. Poi ovviamente un paio di mansardine per ospitare gli amici potranno essere aperte sul tetto e con la stessa procedura potrà sorgere anche una bella piscina. Se la tipologia di verde non vi aggrada ecco che con una richiesta di modifica e il necessario versamento potrete levare il bosco di castagni e metterci un uliveto. E alla fine vi godrete la casa dei vostri sogni perfettamente organizzata per le vostre necessità e condonatissima.

Leggi tutto…

Il masochismo di cancellare l’integrazione treno+bus

antoniobrunoLeggo dai media che la settimana prossima cessera’ di esistere l’integrazione treno-bus che aveva portato negli anni novanta Genova ai primi posti del trasporto pubblico locale.
In tutto il mondo evoluto, le citta’ affrontano il tema dei trasporti come un contesto omogeneo e interdipendente; autobus, metro, treno, nave fanno parte di un sistema integrato che da’, soprattutto nelle grandi metropoli, una valida alternativa al trasporto privato in auto.
Rompere questa integrazione significa dare un ulteriore colpo all’efficacia del Trasporto Pubblico Locale e condannarlo a un lento e inesorabile declino.
Scarsa conoscenza del problema, superficialita’, rendite di posizione, populismo becero hanno inizaito a minare questo fondamentale istituto.
Infatti, il Consiglio comunale di Genova ha, l’anno scorso, iniziato a lo smantellamento dell’integrazione approvando un emendamento del Movimento 5 Stelle che ha diversificato il costo del biglietto integrato da quello semplice.
Invece, l’introduzione di tariffe integrate ha portato ad un incremento della domanda di trasporto pubblico e ad un contenimento dei costi di transazione, come quelli relativi all’emissioni di biglietti o alla fornitura di informazioni sul servizio.
Ritornare a titoli di viaggio differenti significa quindi penalizzare ulteriormente il trasporto pubblico, introducendo alla lunga un ulteriore deficit che si ripercuote sull’intero servizio, anche nelle zone non servite dal treno.
L’ASSTRA Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale di proprietà degli enti locali, delle regioni e di imprese private dice “aumento del 2.19% nel breve periodo e del 12.04% nel lungo periodo della domanda di trasporto pubblico dovuto all’introduzione di sistemi di integrazione tariffaria”.
E’ necessario che Regione e Comune trovino le risorse necessarie e costringano Trenitalia a non arroccarsi in difesa di posizioni che significano la diminuzione anche del trasporto pendolare.
Allego uno studio essenziale, elaborato da una dottoranda in economia e commercio dell’Università di Genova a supporto di queste analisi.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Polo Petrolchimico sotto la Lanterna (ritorno a 20 anni fa)

A distanza di 20 anni gli imprenditori del petrolchimico ci riprovano: la proposta e’ di creare un polo petrolchimico nella zona della Lanterna, al posto della centrale elettrica che verra’ dismessa nel 2017.
antoniobrunoQuesti impianti sostituirebbero il polo petrolchimico di Multedo (Carmagnani e e Superba), prevedendo un ampliamento delle attivita’.
Si ripropone lo scenario di venti anni fa, quando si proponeva di spostare a Calata Olii Minerali , ampliandoli, gli impianti situati nel centro di Multedo.
Prevedibili le reazioni: assenso del quartiere di Multedo, per il quale qualunque proposta e’ migliorativa rispetto alla situazione attuale.
Netta contrarieta’ delle popolazioni di Sampierdarena, del Lagaccio, di Oregina e del centro di Genova, che, forti anche delle valutazioni di Impatto Ambientali di 20 anni fa che dimostravano come nei giorni di scirocco si crea un pericolosissimo ristagno amplificato dall’anfiteatro dei monti dietro la Lanterna, ora come allora, insorgeranno contro questa proposta.
L’alternativa allo status quo (insostenibile per chi vive a Multedo) e’ quella di prendere atto della pericolosita’ e dell’insalubrita’ di Carmagnai e Superba e prevedere la loro dismissione accompagnata da un processo di riconversione produttiva “pulita”.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Genova ha bisogno di altre case e negozi in Piazzale Kennedy?

antoniobrunoLeggo sui media locali lo scontro politico tra Autorità Portuale e Comune di Genova sul waterfront.

Di particolare interesse la notizia del possibile fallimento della Fiera Internazionale di Genova, ultimamente gestita da una delle aree piu’ radicate del Partito Democratico.
L’operazione di salvataggio, leggiamo, comporterebbe l’introduzione di attività commerciali,, nuove case e strutture ricettive.
Ovviamente, bisogna valutare attentamente le proposte e, soprattutto, inserirle in una programmazione complessiva della città e del fronte mare dal Porto Antico a Piazzale Kennedy.
Pero’, non si puo’ non sottolineare come le notizie di stampa contrastino pesantemente con la deliebra recentgemetne votata dal Consiglio Comunale di accettazione della Valutazione Ambientale Strategica prodotta dalla Regione Liguria.
In quel documento votato poche settimane fa, il Consiglio Comunale ha condiviso come obiettivo il bilancio zero del consumo di suolo e il recupero dell’immenso patrimonio edilizio, piuuttosto che la creazione di nuovi insediamenti residenziali.
La citta’ sente la necessita’ di nuovi appartamenti e nuovi supermercati?
Mah, a me pare francamente una pazzia.
Un ripercorrere vecchie strade speculative per salvare rendite di posizione e tutelare posizioni partitiche.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Delibera sul PUC: importanti passi avanti, molta strada ancora da percorrere

salviamoilpaesaggioDICHIARAZIONE DELLA RETE IF E DI SALVIAMO IL PAESAGGIO IN SEGUITO ALL’APPROVAZIONE DELLA DELIBERA DI INDIRIZZO SUL PUC

Delibera sul PUC: importanti passi avanti, molta strada ancora da percorrere

L’iter di discussione ed approvazione della delibera di indirizzo sul PUC ha visto riconosciuto il valore di un’interlocuzione rispettosa e puntuale con la società civile, anche se sul piano dei contenuti è ancora insoddisfacente .
Dopo molti mesi di lavoro martedì 4 marzo il Consiglio Comunale ha approvato la delibera di indirizzo sul PUC, modificata per ottemperare alle richieste avanzate dalla Regione Liguria attraverso la VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
Avremmo desiderato delle modifiche più incisive, capaci di condizionare in modo chiaro e definitivo lo sviluppo di Genova dei prossimi anni nel senso della messa in sicurezza del territorio, del benessere e della salute dei cittadini, della valorizzazione delle aree agricole come risorsa pregiata per il rilancio del lavoro e di produzioni locali di qualità, indisponibile alla speculazione.
Consideriamo tuttavia il percorso fatto un buon inizio . Apprezziamo il cambiamento di tono e di consapevolezza che ha accompagnato il dibattito , così come la disponibilità del Consiglio a confrontarsi con il Coordinamento di reti e comitati contro il consumo di suolo sui contenuti puntuali degli emendamenti. Li avremmo voluti diversi e più coraggiosi, pur riconoscendo che alcune richieste sono state recepite.
Auspichiamo che la disponibilità a un confronto produttivo si mantenga per tutto il percorso di messa a punto del Piano Urbanistico Comunale.
Vigileremo territorio per territorio, con particolare attenzione ai Distretti di Trasformazione e alla Linea Verde , perché i principi apparentemente condivisi non vengano traditi e perché la progettazione del territorio garantisca ai cittadini il rispetto dei loro diritti e la possibilità di un futuro caratterizzato da uno sviluppo sostenibile e duraturo.
Le reti IF (rete per l’altraeconomia) e Salviamo il Paesaggio hanno partecipato, insieme a diversi comitati territoriali, a tutto il percorso di interlocuzione col Comune, sia negli appuntamenti organizzati nei Municipi che nel lungo dibattito in Commissione Territorio. Auditi due volte, abbiamo portato documenti e contributi politici e tecnici e argomentato le nostre posizioni anche avvalendoci dell’esperienza maturata in altre regioni italiane.
Per aumentare la consapevolezza sui temi in discussione e la partecipazione di tutti i cittadini al percorso di confronto col Comune di Genova, abbiamo organizzato la Tavola Rotonda “La Pianificazione territoriale: come affrontare il tema del consumo di territorio”, a Palazzo Tursi, il 4 dicembre 2013 e la raccolta firme “Stop al consumo di territorio” che ha raccolto l’adesione di 53 fra reti, comitati e associazioni di Genova e della Liguria e diverse migliaia di firme.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: