Archivio

Archive for ottobre 2014

Disdetta contratti integrativi AMT: un grave atto che mette in discussione pace sociale e trasporto pubblico

bigliettoLa disdetta dei contratti integrativi dell’AMT mette in discussione il trasporto pubblico e la pace sociale, se di pace si puo’ parlare nella nostra citta’.
Non mi unisco al coro di chi ritiene i lavoratori dell’AMT bamboccioni e privilegiati.
Sono tra coloro che ritengono che i diritti e i salari vengano aumentati a tutti, piuttosto che diminuiti.
La responsabilita’ maggiore di questa situazione risiede nel governo, che accelera politiche di privatizzazione, strangolando regioni e enti locali, ma anche nella Regione Liguria che non ha attuato ancora l’accordo dello scorso autunno, non acquistando, ad esempio, gli autobus necessari a ringiovanire il parco automezzi dell’azienda genovese.
Anche la Giunta Doria si e’ distinta nel non promuovere politiche a favore del trasporto pubblico come corsie riservate, sempre previste e quasi mai implementate.
E’ necessario che le forze politiche di sinistra, prime tra tutte quelle che hanno condiviso l’esperienza della lista Tsipras, appoggino la lotta dei lavoratori dell’AMT e presentino proposte per la promozione del trasporto pubblico e non per la sua privatizzazione e marginalizzazione.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova
benincomune.weebly.com

Annunci

Togliere dal Terzo valico per aiutare alluvionati, bonificare Scarpino, mettere in sicurezza il Bisagno

notavLa Camera di Commercio di Genova calcola che i danni subiti dalle imprese a causa dell’alluvione siano di circa 100 milioni di euro.
50 sono i milioni di euro necessari a mettere in sicurezza l’area su cui e’ stata coltivata la discarica di rifiuti solidi urbani di Scarpino.
77 sono i milioni che mancano al completo rifacimento della copertura del Bisagno per aumentare considerevolmente la portata del torrente alla sua Foce.

Il decreto Sblocca Italia prevede un finanziamento di 200 milioni per il Terzo Valico (collegamento ad alta velocità Fegino – Tortona, dal dubbio valore trasportistico e dal forte impatto ambientale), comunque insufficiente a finanziare il terzo lotto.

Si utilizzino questi finanziamenti per affrontare gravi problemi come la bonifica di Scarpino, la messa in sicurezza del Bisagno e aiutare le aziende colpite dall’alluvione del 9 ottobre 2014.


antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Comunicato stampa – scontato NO alla Gronda

nogrondaIl vice sindaco di Genova Stefano Bernini ha confermato in Sala Rossa che il Consiglio Comunale di Genova dovra’ approvare il percorso definitivo della Gronda Autostradale di Ponente.

Annuncio in anticipo il mio “scontato” voto contrario.
Ribadisco che la Gronda Autostradale di Ponente e’ un nuovo tratto autostradale dalla località di Vesima a Genova Ovest di quasi 20 chilometri dal costo presunto di oltre 3 miliardi di euro, gravanti sui pedaggi autostradali.
L’intervento si sviluppa da est a ovest, mentre il traffico delle merci del porto di Genova si sivluppa da Nord a Sud e impatta in un territorio delicatissimo dal punto di vista idrogeologico. Gli studi trasportistici dimostrano che il traffico gravante su Genova e’ prevalentemente interno al nodo autostradale e non di attraversamento da est a ovest.

Per questi motivi il mio voto non potra’ essere che negativo e auspico che si attivi una ferma opposizione in citta’ e in consiglio comunale.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Irs su Parcheggio via Cadighiara

Genova, 28 ottobre 2014

Prot. RS 2014 301

Al Sig. Sindaco

Interrogazione a risposta scritta.

parcehggio via cadighiaraIl sottoscritto Consigliere,

venuto a conoscenza dello sbancamento propedeutico alla realizzazione di oltre 200 posti auto in via Cadighiara, di cui si allega foto;

tenuto conto che durante l’evento alluvionale dello scorso 9 ottobre ci sono stati gravi danni in via Pontetti e via Chighizola, dove parecchie macchine e moto sono state trascinate per decine di metri, quasi ovunque il manto asfaltato è stato danneggiato dalla forza dell’acqua e dai detriti, con crepe e buche sorte dappertutto;

interroga la S.V.

per conoscere, anche alla luce delle mutate condizioni climatiche e fragilità idorgeologiche del territorio, se non sia opportuno sospendere qualunque intervento di impermeabilizzazione del terreno, al fine di evitare pesanti danni a persone e cose e responsabilità di diversa natura

Il Capogruppo

Antonio Bruno

Comitato No Gronda su “Progetto Educational per la scuola primaria Destination Europe”

notavgrondaSpett.le
Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria
Via Assarotti 40
16122 Genova

uspge@postacert.istruzione.it
rosaria.pagano.ge@istruzione.it

e, p.c.

Spett.le COCIV
COCIV – Via Renata Bianchi, 40 – 16152 Genova

info@terzovalico.it

Egregio Direttore Generale,

in  relazione  all’iniziativa  promossa  da  COCIV  denominata  “Progetto  Educational  per  la  scuola  primaria Destination  Europe”,  finalizzato  a  “…costruire  consenso  attorno  alle  grandi  opere”,    alla  quale  in  questi  giorni  è  stato  dato  ampio  risalto  sui mezzi  di  comunicazione  locali,  desideriamo  esprimerle  il  nostro  forte  dissenso  sull’eventuale  utilizzo  della  scuola  pubblica  per  scopi diversi  dalla didattica, con la quale l’operazione in oggetto ci sembra avere finalità per nulla  correlabili.

Come  genitori  responsabili  ed  informati,  desideriamo  non  essere  estromessi  dal  nostro  ruolo di  educatori  e  vorremmo  che  i  nostri  figli  imparassero  ad  apprezzare  i  valori  della  sostenibilità e  del  rispetto  dell’ambiente  seguendo  gli  insegnamenti  delle  loro  famiglie.  Non  riteniamo  che  questi valori possano essere compatibili con le attività lucrative poste in essere da un Consorzio  di aziende private il cui scopo è costruire grandi opere che, a nostro avviso, mettono a rischio la  qualità della vita e dell’ambiente in cui i nostri figli dovranno costruire il loro futuro.

Riteniamo  che  spetti  ai  genitori  ed  alle  famiglie  adempiere  alla  difficile missione  di  trasmettere  la  giusta sensibilità  per questi  valori  morali,  e  sociali,  e  non  ad  una  preventiva  operazione di  “costruzione  del  consenso  verso  le  grandi  opere”    che  più  assomiglia  ad  una  precoce operazione di condizionamento pubblicitario nei confronti di giovani la cui presa di coscienza sulle problematiche ambientali e sociali è in piena fase di formazione.

Per tutto questo, considerato anche la delicatezza e la complessità del tema delle “grandi opere” – che è molto dibattuto e, talvolta, conflittuale sia nei rapporti con le Istituzioni che con chi, come il  COCIV,  pretenderebbe  di  realizzarle  –  e  constatato  come tale  progetto  sia  in  forte  contrasto con una delle principali  finalità della scuola pubblica, ossia l’acquisizione di «capacità di pensiero riflessivo  e  critico»  e  della  «autonomia  ed  indipendenza  di  giudizio»,  desideriamo  invitarla  a non  promuovere o diffondere nella scuola pubblica l’iniziativa “Destination Europe”, in quanto a nostro avviso profondamente incompatibile con le finalità educative dell’istituzione scolastica.

La  informiamo  che,  qualora  l’iniziativa  dovesse  essere  approvata  per  la  diffusione  in  qualunque scuola  di  ogni  ordine  e  grado  della  Liguria,  la  nostra  moralità,  l’attaccamento  all’ambiente,  al territorio  e  soprattutto,  l’amore  per  i  nostri  figli  ci  porteranno  a  percorre  con  il  massimo  della determinazione  ogni  via  legale  utile  a  scoraggiare  in  maniera  esemplare  questo  ed  ogni  altro tentativo di privilegiare altri valori di natura economica.

Coordinamento dei Comitati NoGronda!

LEGAMBIENTE: RENZO PIANO E IL CANALE A ZIG-ZAG DELLA TRIPLICE ALLEANZA

legambienteLEGAMBIENTE: RENZO PIANO E IL CANALE A ZIG-ZAG DELLA TRIPLICE ALLEANZA

Giovanni Spalla
dal secoloxix di mercoledi 22 ottobre 2014

PER LA TRIPLICE Alleanza Doria-Merlo-Burlando, il nuovo canale di Piano ha virtù taumaturgiche per lo sviluppo di Genova, il settore nautico e le riparazioni navali, tombando 5,5 ettari del bacino Duca degli Abruzzi.
Il disegno, al di là di fugaci suggestioni di “vision” e di principio “togliere più che costruire”, “ridare il mare allacittà”, non convince dal punto di vista urbanistico, idraulico, economico e pro-cedimentale: giudizio che esprimo anche a nome di Legambiente, Circolo Nuova Ecologia Genova.
Con l’intaglio del nuovo canale, Mandraccio-Fiera (2 km per 6 m per 20-80 m), si formano tre isole (Quartiere Molo, Riparazioni Navali, Fiera) con quattro ponti, una passeggiata e un nuovo insediamento lineare terrazzato a quattro piani, addossato al muraglione di corso Aurelio Saffi, destinato a residenze di lusso, commercio, alberghi e a più linee di trasporto, tra cui la Sopraelevata. A questa costruzione di 50.000 mq , si contrappone la demolizione di quella di 48.000 mq ex Nira.
Il canale, con sbocchi in acque ferme e sponde ad andamento discontinuo (strozzature minori di 10 metri), potrebbe avere problemi idraulici di ristagno.
Lo spazio acqueo, ottenuto demolendo i riempimenti, ammonta a 7,3 ettari e non ha le caratteristiche di un canale pubblico navigabile, come il Canal Grande di Venezia a cui enfaticamente ci si richiama, che mantiene una larghezza di 40-80 metri, quale via d’acqua ad alta percorrenza di battelli pubblici e privati.
Il bilancio tra demolizioni e costruzioni è questo: le superfici di riempimento del bacino Duca degli Abruzzi, pari a 5,5 ettari, sono il 75% di quelle di ricanalizzazione, pari a 7,3 ettari; i 50.000 mq sia delle nuove costruzioni lungo corso Aurelio Saffi sono quasi pari ai48.000 mq dell’ex Nira.
Il progetto, con un’enfasi tutta da ridimensionare, viene presentato come un’operazione capace di togliere più che di mettere. Il canale, in effetti, è un enorme parcheggio nautico o portic-ciolo turistico, che privatizza il litorale portuale, riduce le aree pubbliche e non lascia spazio, né ad una pista ciclabile, né a una tramvia a servizio della costa tra Voltri e Nervi.
Infatti, come nel blueprint, il disegno riporta una infinità di barche attraccate a disposizione dei presunti nuovi residenti.
Il progetto si basa su un’idea di città insostenibile, perché la proposta della Triplice Alleanza trasforma il litorale genovese: alla riconquista dello spazio acqueo da parte della città, corrisponde un’invasione di strade, di macchine e parcheggi lungo il canale.
Il progetto di canale a zigzag non dice se il tunnel sottomarino abbia ancora un ruolo oppure no, come siano accessibili le attività delle riparazioni navali e compatibili con le attività previste.
Il costo dell’intera operazione di 140 milioni è sottostimato perché dovrà comprendere interventi complessi tra i quali infrastrutture e impianti speciali, sdemanializzazioni, bonifiche suoli ex industriali.
Può l’AutoritàPortuale autofinanziarsi per realizzare l’opera e dare incarichi in conflitto di interessi?
Come mai nella carta dell’Assetto Urbanistico del PUC 2014 non c’è traccia di tale progetto, mentre rimane il tracciato del tunnel sottomarino?
E tempo di cambiare paradigma nella politica e nel governo del territorio, pensare in maniera non ingenua in un mondo globalizzato in crisi depressiva: ripianare bilanci pubblici attraverso introiti da speculazione edilizia causa dissesti sociali e territoriali.
E inaccettabile, in scadenza di mandato, impegnare finanze pubbliche su progetti vaghi.
L’idea nasce morta, frutto di un sogno infantile anche se fatto da vecchi!
Quelli che hanno fallito ad Erzelli, città e porto, non hanno avuto il coraggio di prendersi tutte le responsabilità dell’attuale dissesto idrogeologico, non sono stati capaci, nel quadro di un disegno urbano integrato consapevole, di costruire lo scolmatore della Sciorba, eliminando così le esondazioni del Bisagno, con costo minore dei danni alluvionali.
Il canale a zigzag è una chiara strumentalizzazione politica di archistar consenziente per conservare potere, proprio e degli eredi.

Categorie:Ambiente Tag:

Lettera aperta agli Amministratori di Genova e Liguria

nogrondaSono passati 3 anni. Era il 2011 e all’indomani della catastrofica alluvione di Genova arrivarono, tempestivi, i medesimi discorsi che anche oggi siamo costretti ad ascoltare. Si parlava, allora come oggi, di eccezionalità delle precipitazioni, di cantieri che andavano fatti e, mischiando l’accaduto con i soliti problemi economici del paese, si seguiva a pregare perché venissero realizzate tutte le opere che il territorio attende da decenni per la sua messa in sicurezza.

Oggi, come allora, nessuno è il colpevole e tutti hanno le soluzioni.

Ma questa volta ci si è spinti oltre: dare la colpa alle intricate vicende che avrebbero bloccato i lavori dello scolmatore del Bisagno, significare a tutti che, mai come oggi, nessuno è colpevole se non il fato, la burocrazia lenta e chissà, l’ARPAL e il suo “modello matematico”, che avrebbe potuto e dovuto informarci prima della catastrofe incombente. Certo, tutto vero forse, ma davvero nessuno è colpevole? Davvero si può reputare innocente questa maggioranza comunale e parlamentare?

Quantomeno a livello ideologico noi crediamo che questa giunta sia portatrice di grandi colpe.

La colpa gravissima di avere una visione miope e meschina del futuro e della natura, in cui tutto si può fare a debito, come se la natura e gli ecosistemi fossero una banca che ci farà pagare il conto e i suoi interessi in comode rate mensili. La colpa di camminare sui morti delle alluvioni ogni volta che si pensa solamente di stendere un solo metro quadro di cemento su questo territorio, oramai impermeabile tanto all’acqua quanto alle menzogne.

Pensare di costruire grandi opere come Terzo Valico e Gronda dopo gli avvenimenti catastrofici che ci attendono a cadenza annuale, per noi è sufficiente a reputarvi colpevoli o, quantomeno, incapaci di governare questa città. Perché la vostra incessante propaganda per queste opere dimostra una sola cosa: Non avete capito l’urgenza del dissesto idrogeologico di questa regione o non avete alcun interesse a porvi rimedio. In entrambi i casi fareste un’ottima figura a farvi da parte, per lasciar spazio a qualcuno che non veda il Comune di Genova come l'”Impresa Calcestruzzi e Cavalcavia”.

Non basterà uno scolmatore a risolvere i problemi della città, questo vi deve essere chiaro, perché la terra sta franando in ogni valle della città e le opere che voi vorreste costruire non vanno certo nella direzione della salvaguardia del territorio, come suggerisce il deragliamento del Frecciabianca, messo a rischio dalla frana distaccatasi proprio nei pressi del cantiere del Terzo Valico.

Avete ancora un’opportunità di ripensare a quanto si è ripetuto anche quest’anno, ma non vi saranno concesse molte altre possibilità, per cui vi sproniamo ancora una volta a bloccare tutte le Grandi Opere messe in progetto per questo fragile territorio; se non potete farlo, perché magari sosterrete di avere le mani legate, vi chiediamo di dimettervi; diversamente, domani più di oggi, non avrete alibi a cui appendervi.

Venerdì 17 ottobre avrà inizio la Conferenza dei Servizi della Gronda di Genova. Ci chiediamo con che coraggio e con che faccia vi metterete a discutere su come perpetrare l’ennesimo stupro ai danni della nostra città e dei suoi abitanti stremati, dopo averla per decenni sacrificata sull’altare della speculazione e dell’incuria e che oggi, per l’ennesima volta, si riscopre a piangere nuove morti e devastazioni.

Coordinamento dei Comitati No Gronda

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: