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Archive for novembre 2014

Riprende la mobilitazione contro la gronda

nogrondaRiprende la mobilitazione contro la gronda

Ieri, sabato 29 novembre, presso il circolo PRC della Valpolcevera di Ge-Rivarolo, si è tenuta una partecipata assemblea in cui sono stati evidenziati il tracciato, i pericoli ed i cantieri, legati al progetto della Gronda di Ponente.
Riterniamo che presentare una delibera, con la scusa della tutela degli abitanti interferiti, da mandato alla Giunta di approvare il progetto definitivo nella prossima Conferenza dei Servizi, dopo un mese in cui si sono verificate tre alluvioni, sia una provocazione.
Vista l’imminente discussione nei Municipi coinvolti (Centro Ovest, Valpolcevera, Medio Ponente e Ponente) ed in Consiglio Comunale di questa delibera, ci appelliamo a tutti i movimenti, comitati, associazioni ambientaliste, perché sia rimessa in campo una vigorosa mobilitazione capace di ribadire ancora un secco NO a questa ennesima “grande” opera inutile e dannosa!

Antonio Bruno, capogruppo FdS Comune di Genova
Davide Ghiglione, capogruppo FdS V Municipio Valpolcevera

La Gronda: tutti gli scempi del progetto ufficiale

nogronda

Sabato 29 novembre 2014 h 17.30
Circolo Prc Valpolcevera
Via Rivarolo 60r

Riprende la mobilitazione contro la Gronda Autostradale di Ponente, nuovo tratto autostradale che bypasserebbe Genova da Est a Ovest della lunghezza di circa 30 chilometri dal costo presunto di oltre 3,3 miliardi di euro, pagabili con l’innalzamento dei pedaggi autostradali.
Presentare una delibera che, con la scusa della tutela degli abitanti interferiti, da mandato alla Giunta di approvare il progetto definitivo nella Conferenza dei Servizi del 15 dicembre, dopo un mese in cui si sono verificate TRE alluvioni e’ una provocazione.
Molte sono le  perplessita’ trasportistiche per un’opera pensata per dare una risposta all’attraversamento del nodo genovese (quando, invece, la maggior parte del traffico autostradale è interno al nodo stesso) e sottovalutazione del  rischio sanitario indotto dallo scavo di rocce amiantifere, dell’inquinamento acustico e ambientale;
La proposta di Gronda Autostradale preoccupa per la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici insiti nel progetto.
In particolare per quanto riguarda restringimenti di alvei di torrenti e occupazioni di parte degli stessi:
Slurrydotto per portare lo smarino verso il porto di Sampierdarena: lo slurrydotto è previsto correre nel greto del Polcevera per 6,5 km sostenuto da circa 540 pali posti a 3 metri dalla sponda destra del Polcevera.
Tombinamenti rii, che per aggirare il divieto di tombinamento previsto dalla normativa sono chiamati “attraversamenti”: rio Lavino in Val Varenna di 38 metri; rio Rovena, Genova- Est  di 56 m; rio Senza Nome, Galleria Voltri 83 m; rio Ronco, Bolzaneto 134 m; rio Senza Nome, Galleria Borgonuovo (Voltri) di 81 m; rio Senza Nome, Galleria Morego 23 m
Piloni in alveo: torrente Secca Sud e Leira Ovest
Si ritiene opportuna almeno una sospensiva dell’iter della Conferenza dei Servizi, al fine di pervenire a una  Moratoria delle Opere impattanti, aggiornando studi e pareri alla luce dei recenti e repentini cambiamenti climatici.

Si allega manifesto dell’iniziativa.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Inchiesta AMIU: adesso si capisce perche’ non ci ascoltavano

amiuLe ultime informazioni sull’inchiesta della procura di Genova su AMIU mi convincono che le resistenze alle proposte avanzate da me, come da altri consiglieri, per arrivare al piu’ presto possibile al 65 % di raccolta differenziata NON erano arretratezze ideologiche.
Un’azienda PUBBLICA gestita per interessi di privati e gruppi di potere non poteva convertirsi alla gestione dei rifiuti concentrata su riduzione, riuso, riciclaggio.
E cosi’ siamo rimasti al palo della raccolta differenziata e del recupero di materiale, gestiti da privati !!
Occorre sostituire tutto il management, cambiare completamente rotta, prevedere un controllo anche da parte di rappresentanti dei cittadini.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Comunicato stampa su progetto definitivo Gronda Autostradale di Ponente

nogrondaE’ all’attenzione dei municipi e, in tempi brevi,arrivera’ in Sala Rossa a Genova il parere del Comune di Genova per il progetto definitivo della Gronda Autostradale di Ponente.

Accanto alle perplessita’ trasportistiche di un’opera pensata per dare una risposta all’attraversamento del nodo genovese, quando, invece, la maggior parte del traffico autostradale è interno al nodo stesso, alla sottovalutazione del  rischio sanitario indotto dallo scavo di rocce amiantifere, dell’inquinamento acustico e ambientale  emerge con forza l’IMPATTO IDROGEOLOGICO.

Nell’ultimo mese si sono verificate 3 disastrose alluvioni sul territorio ligure;

Tenuto conto che la proposta di Gronda Autostradale preoccupa per la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici insiti nel progetto.
In particolare per quanto riguarda restringimenti di alvei di torrenti e occupazioni di parte degli stessi:

Slurrydotto per portare lo smarino verso il porto di Sampierdarena: lo slurrydotto è previsto correre nel greto del Polcevera per 6,5 km sostenuto da circa 540 pali posti a 3 metri dalla sponda destra del Polcevera.

Tombinamenti rii, che per aggirare il divieto di tombinamento previsto dalla normativa sono chiamati “attraversamenti”:
rio Lavino in Val Varenna di 38 metri; rio Rovena, Genova- Est     di 56 m; rio Senza Nome, Galleria Voltri 83 m; rio Ronco, Bolzaneto 134 m; rio Senza Nome, Galleria Borgonuovo (Voltri) di 81 m; rio Senza Nome, Galleria Morego 23 m

Piloni in alveo: torrente Secca Sud e Leira Ovest

parrebbe scontato e quasi banale approvare una Moratoria delle Opere impattanti, aggiornando studi e pareri alla luce dei recenti e repentini cambiamenti climatici.
Si blocchi pertanto l’iter di approvazione e l’indizione della Conferenza dei Servizi!
E si inizi ad affrontare i veri problemi della Liguria.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Dalla parte di lavoratori e utenti Amt

Manifesto affisso dal Gruppo da oggi. Con i lavoratori e l’utenza contro le scelte che viaggiano verso la privatizzazione

manifestoamt

Bruno (Fds) contro gli annunci del sottosegretario Delrio “Senza patto di stabilità, comuni sempre più indebitati”

antoniosmallBruno (Fds) contro gli annunci del sottosegretario Delrio “Senza patto di stabilità, comuni sempre più indebitati”

«DELRIO: sotto il fango, niente»: Antonio Bruno, consigliere comunale Fds, attacca la visita del sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio a Genova, lunedì, dopo gli ultimi eventi alluvionali del 15 novembre. Secondo Bruno, sollevare i sindaci dal patto di stabilità, misura in realtà chiesta espressamente dai primi cittadini di tutti i Comuni liguri colpiti, significherà portare proprio i Comuni ad indebitarsi sempre di più, contraendo mutui di cui, secondo Bruno, dovranno poi pagare gli interessi, aggravando la propria situazione economico finanziaria. «Delrio ha affermato che i Comuni alluvionati avranno più libertà rispetto ad altri sul Patto. Ha anche sottolineato che per i Comuni sarà possibile accendere nuovi mutui a tasso zero, per 3 miliardi — dice Bruno — Insomma, il governo ha deciso di non stanziare alcun nuovo finanziamento, magari era la volta buona di tagliare privilegi, spese militari, speculazioni finanziarie, grandi opere impattanti sul dissesto del territorio. E concede ai Comuni alluvionati l’opportunità di contrarre altri mutui. Sarebbe divertente, se non fosse drammatico». Insomma niente soldi e una prospettiva di indebitamento sempre maggiore. «Le rate di ammortamento di questi mutui graveranno sulle spese correnti delle amministrazioni per decenni — attacca Bruno — chi ne farà le spese? scuole, servizi sociali, trasporto pubblico: è una scelta scellerata».

( m. bo.)
genova repubblica
mercoledi 19.11.14

Legambiente: Anche Viziano dice no ai box a Borgoratti e noi ci vediamo giovedi alle 18 per continuare la lotta

cadighiaraLegambiente: Anche Viziano dice no ai box a Borgoratti e noi ci vediamo giovedi alle 18 per continuare la lotta.

IL COSTRUTTORE
Viziano, il re dei box interrati “Ma io in via Cadighiara un parcheggio non lo farei…”

da repubblica.it
MICHELA BOMPANI
«li un parcheggio in quel punto, in via Cadighiara, io, non lo farei»: non è il leader di Legambiente che lo dichiara, ma uno dei più importanti costruttori di Genova, Davide Viziano, che ha realizzato in città diversi parcheggi interrati (e sta per realizzarne uno su un ex terreno comunale, in via XII Ottobre). E così, con un cortocircuito, il comitato dei residenti e gli ambientalisti, per una volta, applaudono il costruttore.In via Cadighiara, infatti, il Comune ha autorizzato la realizzazione di un park per 200 posti auto: sono insorti i residenti e Legambiente, indicando la pericolosità del luogo che, infatti, è puntualmente franato, un mese dopo l’alluvione del 9 ottobre. E anche dentro Tursi c’era battaglia trasversale, tra consiglieri di maggioranza e di opposizione compatti e contrari alla realizzazione del park su terreno privato, indicando, con i residenti, le evidenti fragilità idrogeologiche della zona. Intanto il comitato degli abitanti ha presentato esposto in Procura, denunciando la pericolosità del parcheggio.
«L’intervento è innanzitutto complicato e difficile — dice Viziano — se si vuole realizzare il parcheggio, è ovvio, si può, ma per costruirlo in totale sicurezza, su quel terreno, l’intero progetto lieviterebbe enormemente i suoi costi. Questo significa che l’opera, per stare in piedi economicamente, finirebbe per realizzare posteggi che sarebbero venduti a prezzi completamente fuori dal mercato, molto cari». Le quotazioni di un box auto in via Cadighiara sono di circa 50.000 euro, indica Viziano, ma entro quella cifra, dovendo affrontare un cantiere molto oneroso, non si potrebbero vendere.
E poi, riflette ancora Viziano, prima di fare un progetto, «è sempre necessario fare uno studio sull’effettiva necessità di parcheggi in quel luogo. Davvero servono lì? E così tanti?». Se si salta la cosiddetta indagine di mercato, prima di realizzare un’opera di quella portata, si rischia il flop, assicura Viziano: «E un cantiere lasciato a metà, perché diventa troppo oneroso e non ci sono più i soldi per finirlo, e viene abbandonato, per il territorio finisce per essere ancor più pericoloso di una frana».

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