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Archive for dicembre 2014

Rogo al Matitone: tra i documenti andati in fumo quelli dell’osservatorio Gronda

nogrondaIncredibile: l’impianto antincendio del Matitone, il grattacielo di 24 piani simbolo della città, dove lavorano 1600 persone e hanno sede gli uffici del Comune di Genova, inclusi i locali destinati a vigili e Protezione civile e quelli dell’Osservatorio sulla Gronda di Ponente, lunedì sera (proprio due giorni prima di una commissione consiliare sulla contestata opera)  era fuori servizio.
A questo punto c’e’ da chiedersi quali siano i documenti che sono andati distrutti e capire se qualcuno abbia voluto occultare informazioni sensibili.
L’incendio si e’ sviluppato all’undicesimo piano, dove ha sede la divisione Mobilità di Palazzo Tursi, e anche i documenti relativi all’osservatorio sulla Gronda sono andati distrutti (dichiarazioni dei funzionari alla commissione consiliare).
E’ necessario approfondire la questione

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

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Rilanciamo l’alternativa al partito del cemento e della privatizzazione

Sono sempre piu’ evidenti i guasti che una politica fondata su interessi privatistici ha nelle vite dei liguri.
I servizi pubblici (trasporti, sanita’, rifiuti, manutenzioni, servizio idrico) sempre piu’ privati di risorse e di linee guida per risolvere i problemi della gente.
I finanziamenti concentrati su Grandi Opere (Gronda e Terzo Valico) impattanti sul territorio con danni a salute e ambiente.
Una politica del lavoro sottomessa alle multinazionali (Piaggio, Esa Ote) o comunque agli appetiti di imprenditori privati o all’insipienza di amministratori nominati dalla lottizzazione (Fincantieri, Ilva, Agnesi), con sindacati e lavoratori costretti a difendere con le unghie livelli di salario e di occupazione.
Una precarizzazione che impedisce la programmazione di una vita a migliaia di ragazzi e addirittura a un consigliere comunale di Genova di svolgere appieno il suo compito.
Mi pare necessario che le forze sociali e politiche non si accontentino di pietire qualche briciola alla mensa di Pd-Pdl.
Costruiamo insieme l’alternativa.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Dalla battaglia della Gronda a via Fieschi

nogrondaIeri la maggioranza del consiglio comunale di Genova ha confermato, ostinatamente, la propria intenzione di procedere con l’approvazione del progetto definitivo della Gronda di Ponente.
Abbiamo nuovamente sottolineato le insufficienti indagini e soluzioni per il trattamento delle rocce amiantifere, il tombinamento di alcuni rivi, la posa in alveo di alcuni piloni, lo slurrydotto (un fangodotto di materiale amiantifero) che verra’ posato nell’alveo del torrente Polcevera con piu’ di 500 piloni, l’impatto non decisivo sul traffico del nodo stradale genovese (solo il 20 per cento e’ di attraversamento), la riluttanza del ministro delle infrastrtutture Maurizio Lupi nel procedere ai consistenti aumenti di pedaggi autostradali, la titubanza della stessa Societa’ Autostrade, le ricorrenti alluvioni che hanno coinvolto il territorio genovese.
Tre anni fa contrastai duramente l’approvazione del progetto preliminare.
Non ho cambiato opinione.
Ho proposto di valutare una moratoria delle opere piu’ impattanti (Gronda e Terzo Valico prima di tutti, ma anche parcheggi come quello di Bosco Pelato e via Cadighiara) e l’utilizzo delle risorse per il risanamento idrogeologico e sociale della nostra città.
Ho proposto di procedere con le opere che tutti i soggetti coinvolti nel dibattito pubblico hanno condiviso come il rifacimento del nodo di San Benigno e la rettifica dell’autostrada A7.
Tutto inutile: Pd, Pdl, Udc, gruppo misto (progresso ligure), lista Musso non sentono ragioni.
Per loro 3 disastrose alluvioni in un mese non modificano in nessun modo la loro politica.
E’ un peccato.
A questo punto sarebbe opportuno che tutti i soggetti che vogliono una politica a favore del territorio si coalizzassero, abbandonando gli orgogli di partito.
Questo e’ momento per poter provare a vincere le regionali.
Tirarsi indietro per logiche autistiche sarebbe un grande favore al Partito del Cemento.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

LEGAMBIENTE: emendamenti al PUC di Genova 2014

andre3LEGAMBIENTE: emendamenti al PUC di Genova 2014

1) Inserimento delle misure di mitigazione del rischio idrogeologico nella normativa e nella tavola unificata del PUC in scala 1:5000 avente valore giuridico di destinazione d’uso del suolo

Le misure riguardano:

a) La regolamentazione dell’uso del suolo nelle aree a rischio; le fasce fluviali;
il mantenimento delle condizioni di assetto del territorio e dei sistemi idrografici ivi compresi i rivi minori e i rii senza nome.

b) Gli interventi di riforestazione e di miglioramento dell’uso agricolo del suolo; gli interventi integrati di rinaturalizzazione e recupero dei suoli; opere di idraulica forestale, sul reticolo idrografico minore nelle aree non urbanizzate e opere di ecoidraulica urbana nelle aree urbanizzate.
Questo significa mettere in atto una serie di interventi atti astombinare i corsi d’acqua in modo compatibile con la struttura storica degli insediamenti e/o risanarli riportando i corsi d’acqua a condizioni di deflusso della piena stimata.

c) Le opere di consolidamento delle frane e di sistemazione dei versanti aggiornate alle recenti alluvioni; le opere di modellamento e stabilizzazione del fondo alveo, di trattenuta del trasporto solido; le opere di difese spondali longitudinali e trasversali nonché arginali e di ricanalizzazione dei corsi d’acqua minori.
La previsione ambientalmente compatibile di: scolmatori, bacini o casse di laminazione e relative opere sussidiarie di funzionamento e gestione.
In particolare si dovrà inserire nella tavola unificata del PUC il disegno dello scolmatore della Sciorba e non solo quello del Fereggiano (quest’ultimo da attuarsi solo se compatibile).
Tutte le opere sopraddette devono costituire un insieme organico integrato da trattare con tecniche di ingegneria naturalistica e di architettura del paesaggio. La normativa afferente l’assetto idrogeologico e la mitigazione del rischio deve prevedere piani di delocalizzazione e trasferimento degli insediamenti a rischio, con individuazione delle aree sia di origine sia di destinazione.
Tutto ciò non può essere ricondotto alla mera assunzione dei Piani di Bacino, che comunque escludono, in parti rilevanti della città: i rii minori, i rii a rischio e quelli fortemente a rischio; come è stato evidenziato dagli ultimi disastrosi accadimenti di questo autunno. Leggi tutto…

Puc di Genova: ci vuole una moratoria sulle grandi opere impattanti

nogrondaConsiderato che i recenti disastri alluvionali (3 alluvioni nel mese di Novembre 2014, dopo quelle dell’ottobre 2010 Sestri Ponente e del novembre 2011 Valbisagno ) che hanno colpito duramente non solo la Liguria ma anche altre regioni, dimostrano ancora una volta quanto sia urgente e indifferibile intervenire sia per la messa in sicurezza del territorio, sia per una efficace prevenzione;

Considerato che nell’ultimo mese si sono verificate 3 disastrose alluvioni sul territorio ligure, delle quali (Valbisagno e val Cerusa) causate da corsi d’acqua che si trovano sul percorso della Gronda e che quindi saranno interessati dagli scavi per tale infrastruttura ;

Per quanto riguarda la Gronda Autostradale di Ponente
Sottolineato come siano emerse, all’interno del dibattito pubblico perplessita’ trasportistiche per un’opera pensata per dare una risposta all’attraversamento del nodo genovese (quando, invece, la maggior parte del traffico autostradale è interno al nodo stesso) e sottovalutazione del rischio sanitario indotto dallo scavo di rocce amiantifere, dell’inquinamento acustico e ambientale;

Tenuto conto che la proposta di Gronda Autostradale preoccupa per la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici insiti nel progetto. In particolare per quanto riguarda restringimenti di alvei di torrenti e occupazioni di parte degli stessi:
• Slurrydotto per portare lo smarino verso il porto di Sampierdarena: lo slurrydotto correrà nel greto del Polcevera per 6,5 km sostenuto da circa 540 pali posti a 3 metri dalla sponda destra Polcevera.
• Tombinamenti rii, che per aggirare il divieto di tombinamento previsto dalla normativa sono chiamati “attraversamenti”: rio Lavino in Val Varenna di 38 metri; rio Rovena, Genova – Est di 56 m; rio Senza Nome, Galleria Voltri 83 m; rio Ronco, Bolzaneto 134 m; rio Senza Nome, Galleria Borgonuovo (Voltri) di 81 m; rio Senza Nome, Galleria Morego 23 m
• Piloni in alveo: torrente Secca Sud e Leira Ovest
Per quanto riguarda il Terzo Valico
tenuto conto del parere unanime del Consiglio Regionale del Piemonte che ha approvato una mozione in cui chiede di “proporre al Governo la possibilità di impiegare risorse gia’ stanziate per il Terzo Valico per il ripristino urgente, nonche’ la messa in sicurezza, delle opere danneggiate dalla calamità, con particolare riferimento alla rete viaria e infrastrutturale.”
Considerati i dissesti gia’ causati dai cantieri, tra cui il deragliamento del Frecciabianca 9764 e diversi allagamenti, oltre al “By-pass” di Pontedecimo, che prevede la costruzione di 15 piloni tra il torrente Polcevera ed il suo affluente Verde per “bypassare” l’abitato di Pontedecimo e permettere il transito dei camion diretti alla cava di Cravasco.
impegna Sindaco e Giunta a:
chiedere una sospensiva dell’iter della Conferenza dei Servizi, al fine di pervenire a una Moratoria delle Opere impattanti, aggiornando studi e pareri alla luce dei recenti e repentini cambiamenti climatici.

proporre al Governo la possibilità di impiegare risorse gia’ stanziate per il Terzo Valico per il ripristino urgente, nonche’ la messa in sicurezza, delle opere danneggiate dalla calamità, con particolare riferimento alla rete viaria e infrastrutturale.

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Doria nomina assessore allo sviluppo economico uno degli scrittori del Jobs Act

antoniosmallLa nomina del consulente di Matteo Renzi Emanuele Piazza a assessore allo Sviluppo Economico e al Patrimonio non abitativo del Comune di Genova ha il dono della tempestivita’.
Infatti proprio venerdi centinaia di migliaia di persone scenderanno in piazza contro le politiche anti umane del Governo Renzi e, in particolare, contro il Jobs Act, che Emanuele Piazza ha contribuito a scrivere.
E’ un netto spostamento a destra del governo della citta’ e imbarazza molto (anzi irrita pesantemente) chi ritiene lo Statuto dei Lavoratori sia stato un baluardo per la civilta’ del nostro paese.
Preoccupa la futura politica economica della Giunta Doria: come si comportera’ il neo assessore di fronte alle vertenze Esa Ote, Finmeccanica, Ilva, Fincantieri?
Implemetera’ ancora di piu’ le scelte liberiste che lo hanno visto protagonista nella gestione di societa’ del Gruppo Iren in cui ha lavorato? ( Lng Medgas Terminal srl, Astea Energia spa, Gesam Gas Spa, inoltre ha fatto parte dell’assemblea del Fondo Pegaso)

antonio bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Bruno al sindaco: “Perché quegli insegnanti di religione?”

antoniosmallBruno al sindaco: “Perché quegli insegnanti di religione?”

INTERPELLANZA al sindaco Marco Doria sugli insegnanti di religione, assunti nelle scuole d’infanzia del Comune. L’ha presentata il consigliere Antonio Bruno, capogruppo di Federazione della Sinistra, a seguito della notizia riportata da Repubblica sui costi del personale che insegna religione cattolica negli asili comunali e che Tursi deve sostenere finanziariamente e in modo esclusivo.
«Considerato che nella previsione di spesa per le assunzioni a tempo determinato dell’anno 2014, categoria C, si legge che per gli insegnanti di religione della scuola dell’infanzia sono previste 18 ore settimanali per un costo totale di 220.765 euro su un totale di spesa a tempo determinato di 890.661 euro», scrive Bruno, e considerato, spiega il consigliere, che per il 2015 il costo dei 18 insegnanti assunti da Tursi non si modificherà e peserà sulle casse comunali di 200.696 euro, «si interpella il sindaco per sapere se il Comune è obbligato a sostenere questa spesa o se sia possibile una diversa ripartizione di questi fondi, anche in considerazione dell’elevato disagio sociale a causa della crisi che stiamo vivendo».

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