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Archive for marzo 2015

PERCHE’ IL PUC DI GENOVA APPENA APPROVATO E’ UNA IATTURA URBANISTICA E ( FORSE ANCHE GIURIDICA )

andreagrondaPERCHE’ IL PUC DI GENOVA APPENA APPROVATO E’ UNA IATTURA URBANISTICA E ( FORSE ANCHE GIURIDICA )

Il comune di Genova ha da poco approvato il nuovo testo del Piano Urbanistico Comunale che è il risultato di un lavoro di due giunte, uno stuolo di tecnici un numero impressionante di sedute di consiglio ed è in effetti un pacwork urbanistico che non rappresenta in alcun modo un disegno, un’idea di città ma solo la sommatoria di numerosi interessi privati cuciti insieme senza alcun ordine senza rispecchiare nemmeno le ipotesi fondative enunciate. Oltretutto il PUC di Genova non è stato votato da una maggioranza qualificata ma da soli 18 consiglieri, pure due rappresentanti del Pd non se la sono sentita di votarlo. Perciò è un PUC passato solo grazie alla disponibilità della destra come già avvenuto per la gronda e senza essere il parto di una maggioranza che con tutta evidenza non c’è più avendo Doria dilapidato tutta la credibilità conquistata con la grande vittoria ottenuta alle primarie e alle elezioni ed essendosi già attovagliato alla nuova maggioranza similgovernativa nella gestione della Città Metropolitana. In attesa che anche sul bilancio si arrivi a un prevedibile identico risultato ( se si riuscirà a votarlo prima di luglio ed è quello preventivo!) ci limitiamo ad alcune considerazioni su cui confidiamo che la regione esprima un parere di non ottemperanza. Leggi tutto…

Altra Liguria: assemblea cena e musica presso Music For Peace

21marzo

Si ricorda che sabato 21 a partire dalle ORE 17:00 si terrà l’assemblea dei soci per:

elezione del presidente
elezione dei coordinatori del Comitato Genova
Organizzazione del coordinamento regionale

Alle 18:30 ci sarà una riunione con Giorgio Pagano e gli altri soggetti per l’organizzazione della campagna elettorale

Seguirà cena di autofinanziamento a 12€ è festa con musica.
Invitiamo tutti a partecipare e confermare entro questa sera (Giovedi 19) perchè (per non sprecare il cibo) i volontari di MFP devono fare la spesa venerdi. Ovviamente è sempre ammessa una certa tolleranza nel numero dei partecipanti ma vorremmo raggiungere gli 80 per il piacere della compagnia e per ridurre parte delle spese.

Menu Italo-greco, proprio in onore a L’Altra Liguria!
Tutto vegetariano.

Torte di verdura
Pasticcio di pasta al forno con verdure
Snakopita (spinaci in pasta filo)
Patate con Zaziki
Torte della casa

Appello per la Liguria da Giorgio Pagano

altraligA tutti i Liguri
Alcuni giorni fa ho dato la mia disponibilità a candidarmi a Presidente della Regione Liguria. La mia era solo una disponibilità: aspettavo che la società civile, le forze sociali, e anche le forze politiche della sinistra, formulassero il loro giudizio, e io ne avrei preso atto, anche se fosse stato sfavorevole. Dopo il grande incontro di San Torpete, e il pronunciamento a mio favore di tante voci, grandi e piccole, oggi posso dire che sì, mi candido, per mettere al servizio della mia regione l’esperienza acquisita in tanti anni trascorsi da Sindaco di una città importante della Liguria, da cooperante internazionale, da pianificatore territoriale e da organizzatore di iniziative culturali.
Ci sono molte cose da fare, subito.
C’è da mettere in sicurezza il territorio, e da recuperare il grande distacco rispetto alle altre Regioni più avanzate nel campo della pianificazione territoriale e paesaggistica.
C’è da cambiare non la quantità ma la qualità dell’intervento pubblico, perché è passato il tempo delle grandi opere inutili e costose, che servono solo ad arricchire sempre gli stessi, ed è venuto il momento di un grande piano di piccole opere, mirate a restituire alla Liguria la sua maggiore risorsa, la bellezza, e a creare nuovo lavoro per i nostri giovani.
Ci sono da risolvere i problemi dell’industria ligure, che deve essere sempre più tecnologica ed ecologica, e sostenuta nei suoi settori più innovativi.
Ci sono da risolvere i nodi della sanità, la maggiore industria regionale, per esempio abolendo l’assurdo privilegio concesso ai pochi primari interessati.
C’è da riformare il welfare, varando il reddito minimo di autonomia e superando l‘attuale frammentazione degli interventi.
Con un metodo di governo: la programmazione partecipata con le istituzioni locali, le forze sociali e i cittadini. Tutto il contrario del mix centralismo regionale/clientelismo localistico che ha dominato in questi anni.
Ma soprattutto c’è da ridare una speranza, e una concreta occasione di cambiamento a tutte le Liguri e i Liguri che vivono come un’umiliazione collettiva il degrado dei servizi pubblici, l’affarismo imperante, l’oscuramento complessivo dell’immagine della Regione. A riportare al voto i cittadini disgustati dalla politica del centrodestra e del centrosinistra non possono essere né l’erede del sistema che ci ha amministrati per molti anni né il rappresentante della nuova destra xenofoba e clientelare. Per fare tutto questo occorre una Liguria altra e diversa, che ritrovi in sé, fin dalla formazione delle liste dei candidati, le migliori competenze e la passione di tutti coloro che, in questi anni, si sono battuti contro la cementificazione, le ingiustizie sociali, il declino economico e morale.
Bisogna dar vita a una grande lista civica, sociale e popolare, con un programma di rottura radicale nei confronti del passato.
Il progetto della coalizione civile, sociale e popolare non ha finora trovato una convergenza con quello di una parte della sinistra politica. Continuerò a ricercare questa convergenza, in modo trasparente e pubblico. Non solo per evitare la dispersione delle candidature ma anche e soprattutto perché nuovo civismo e nuova sinistra hanno davvero bisogno di incontrarsi e di fondersi. Offro la mia disponibilità a un progetto unitario: ma esso deve essere capace di coinvolgere non solo le forze politiche ma anche e soprattutto la grande maggioranza dei cittadini che vuole rompere con un sistema che ci ha portato al declino.

Giorgio Pagano

Comune di Genova e Municipio Valpolcevera se ne fregano degli espropri del Cociv a Pontedecimo

tavsaiaduaLa Presidente del Municipio Valpolcevera Iole Murruni risponde in maniera reticente e burocratica al consigliere Davide Ghiglione, che chiedeva informazioni su controverse dichiarazioni del Co.Civ. (18 febbraio 2015) “l’immissione in possesso, effettuata in data odierna in Zona Pontedecimo Via Coni Zugna 1, è legittima in quanto esperita secondo quanto previsto dal Testo Unico Espropri DPR 327/20011 e s.m.i. e si è conclusa con successo”, nonostante tale evento non si sia mai realizzato e gli incaricati del Co.Civ non si siano avvicinati al terreno in questione. La Presidente si limita a riportare le dichiarazioni del dott. Paolo Arvigo, Responsabile Espropri dell’area tecnica – direzione Urbanistica SUE Grandi Progetti che avrebbe dichiarato (stento a crederlo) di non essere a conoscenza delle modalità operative adottate, perchè trattasi di attività autonoma del Cociv nell’ambito della procedura espropriativa adottata. In poche parole, fuori dal bizantinismo burocratico, il Comune di Genova e il municipio Valpolcevera hanno abdicato totalmente (se ne fregano) alla tutela di cittadini e territorio di fronte al contestato e chiaccherato (e indagato) collegamento Fegino-Tortona (opera da oltre 6 miliardi di euro). In attesa di riuscire a costruire un’alternativa di governo che cancelli opere insensate e devastanti, mi limito a indignarmi e di chiedere a chi cerca di rimanere umano di fare altrettanto.

antonio bruno capogruppo Federazione Sinistra Comune Genova

Irs Borzoli

borzoliIl Sottoscritto Consigliere,

premesso che in relazione ai tragici avvenimenti che hanno coinvolto la popolazione di Borzoli, dovuti a incidenti, anche mortali, avvenuti nella viabilità della zona, l’Amministrazione Comunale assicura che  la galleria di collegamento Casello Aeroporto – Borzoli sarà terminata entro la fine del 2015;

considerato che tale collegamento, pur inserito all’interno di un’opera (collegamento ad alta velocità ferroviaria Fegino – Tortona) fortemente contestata dal punto di vista trasportistico, per la tutela della salute e l’integrita’ del territorio, è accettato dal territorio perche’ consente di sgravare l’abitato di Fegino e di Borzoli dal transito di TIR che costituiscono un pericolo costante;

visto, pero’, che la delibera di Giunta Comunale 37/2015 del l5 marzo 2015 “INFRASTRUTTURE FERROVIARIE STRATEGICHE DEFINITE DALLA LEGGE OBIETTIVO N° 443/01. TRATTA A.V./A.C. MILANO-GENOVA TERZO VALICO DEI GIOVI. APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE TRA COMUNE DI GENOVA E CONSORZIO COCIV, IN PROPRIO E IN RAPPRESENTANZA DI RFI, PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI LAVORI INTERFERENTI CON LA VIABILITA’ DI COMPETENZA COMUNALE” prevede un cronoprogramma in cui la “Nuova viabilità tratta via Borzoli-via Erzelli (Escluse Gall Naturali e Imbocchi – Include tratto Derrick GASB) risulterebbe conclusa nel gennaio 2016″, ma la “Nuova Viabilità tratta via Borzoli-via Erzelli (NV01) – AREA DERRICK verrebbe terminata il 1 ottobre 2017″:

interroga la S.V. per conoscere quale sia effettivamente la realta’ e se le date previste prevedano il  possesso e la piena disponibilità del comune, oppure si riferiscano esclusivamente alla conclusione dei lavori che dovranno essere poi collaudati.

antonio bruno
consigliere comunale Genova
Forum Sinistra Europea – FdS
http://www.altraliguria.it
benincomune.weebly.com

McDonald’s partner di Expo?

Crediamo di interesse portare a conoscenza i contenuti delle dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa da Vittorio Agnoletto ed Emilio Molinari di CostituzioneBeniComuni a proposito delle presenza di McDonald quale partner di Expo.

PRESENZA MCDONALD’S? COME SE ERODE FOSSE TESTIMONIAL UNICEF

“Dopo Nestlè, acqua ufficiale di Expo, dopo Coca Cola partner soft drink di Expo, ora sbarca alla “fiera del cibo” il simbolo stesso della cattiva alimentazione globalizzata, ovvero: McDonald’s. Sarà presente con un ristorante da 300 posti. Il più grande ristorante di Expo, e con il progetto «Fattore futuro» a sostegno della filiera italiana. Se la missione dichiarata dei dirigenti di Expo e dei molti, più o meno dubbiosi, aderenti a questo evento è “dare una risposta a all’esigenza vitale di garantire cibo sano, sicuro, che non produca obesità e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri”, rendere oggi questa missione compatibile con la partnership di McDonald’s e Coca Cola è cosa per stomaci molto forti”. Così Emilio Molinari e Vittorio Agnoletto, di Costituzione Beni comuni, esponenti entrambi dei movimenti anti globalizzazione. “Sarebbe come – proseguono – “far diventare Erode testimonial d’onore di Unicef”. E’ sufficiente ricordare, a proposito dell’industria del fast food, che gran parte del mangime di soia utilizzato per far ingrassare alla velocità della luce i polli è, infatti, coltivato in Amazzonia attraverso la distruzione di rilevanti porzioni di quella foresta che resta il principale polmone del Pianeta, e che 1Kg di carne e frattaglie tritate produce diversi Kg di anidride carbonica con un disastroso equilibrio fra rendimento alimentare ed inquinamento. Inoltre non è certo un segreto il contributo che questo tipo di alimentazione fornisce all’obesità e all’ipertensione, patologie caratteristche della nostra epoca. Speriamo sinceramente di non essere rimasti soli ad indignarci delle continue manifestazioni d’imbroglio culturale che caratterizzano Expo, dell’uso spregiudicato del termine “sostenibilità” e del furto del linguaggio dei movimenti che lo contestano, mentre si fanno scelte che vanno in direzione opposta e contraria. Sono tempi nei quali sembra non esistere più alcun tabù, ma noi vorremmo rivolgere ugualmente un appello alla riflessione a quanti, impegnati in prospettive alternative alla globalizzazione alimentare, hanno dato la loro adesione,seppure in forme diverse, al contenitore Expo, fornendole l’alibi di un impegno sociale per il bene comune del quale francamente si fatica a trovarne traccia”.

Il Puc della Decrescita Infelice: la mia dichiarazione di voto

antonio2smallAl crepuscolo della mia attivita’ politica mi tocca sottolineare come termini e parole possano essere ambigui.
Durante questo dibattito abbiamo sentito parlare di blocco della crescita e di consumo suolo zero.
Sono parole che, per un certo periodo, hanno avuto un fascino.
Infatti oggi molti le usano anche per descrivere iniziative non del tutto coerenti.
E’ il caso della proposta che abbiamo alle nostra mani.
Si parla di consumo zero del territorio, ma nello stesso tempo si dichiarano come obiettivi invarianti, fondati il piano due opere che di consumo ne fanno abbastanza: milioni di metri cubi di terra movimentati, ingentissimi riempimenti, viadotti, piloni in alveo, fangodotti di amianto in giro per il Polcevera.
Sto parlando, ovviamente, di Gronda e Alta velocita’ ferroviaria da Fegino a Tortona. Opere inserite aprioristicamente come fondanti il PUC, nonostante l’inconsistenza degli studi trasportistici e una seria analisi costi benefici.
E poi le case al Nuovo Galliera e il centro commerciale nella Nuova Sestri.
Di fronte a questo non possiamo accontentarci di qualche giardinetto in piu’ o di qualche previsione di casa in meno.
La mancanza di una prospettiva economica e sociale di integrazione con tutto il Mediterraneo, la subordinazione alle politiche di austerita’, l’accettazione della supremazia del privato sul pubblico, la condivisione delle delocalizzazioni nel sud del mondo e dell’arroganza delle multinazionali (vedi Esa Ote, Piaggio ad esempio) condannano questa citta’ alla Decrescita Infelice.
La decrescita dovuta alla voracita’ delle multinazionali e delle istituzioni finanziarie.
Tutto il contrario di quello che auspichiamo: come scrive un possibile candidato alle regionali: programmazione partecipata al posto della mera amministrazione e della gestione del consenso; rapporto limpido tra maggioranza e opposizione invece della cappa consociativa; economia della bellezza-un grande piano di piccole opere alternative alle grandi opere costose e inutili, lotta al dissesto idrogeologico, rilancio dell’entroterra, rigenerazione delle periferie, energie rinnovabili, turismo sostenibile, cultura creativa- al posto di quella del cemento; industria tecnologica ed ecologica al posto di quella inquinante; nuove forme di protezione sociale come il reddito minimo al posto del vecchio welfare… Novità e rottura, ma anche ancoraggio alla “tradizione” della difesa dei ceti popolari

antonio bruno
consigliere comunale Genova
Forum Sinistra Europea – FdS
http://www.altraliguria.it

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