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Archive for aprile 2015

La passeggiata degli “orrori” del Ponente

andrea

La passeggiata degli “orrori” del Ponente

Mercoledì 6 maggio 2015 ore 17:00, Legambiente organizza una passeggiata che parte da Pegli, passando per Multedo, fino a Sestri Ponente attraverso tutti gli “orrori” industriali e urbanistici di ieri, oggi e domani che affliggono il Ponente Genovese.
Una passeggiata contro tutte quelle realtà industriali del ponente pericolose per la salute, tutte quelle scelte urbanistiche e civili scellerate: speculazione edilizia, territorio abbandonato, strade urbane invase da camion, torrenti in continuo rischio esondazioni.
E’ importantissima la partecipazione di tutti per far sentire la nostra voce, per noi e per il futuro dei nostri figli!

Appuntamento Mercoledì 6 maggio 2015 ore 17:00
Ponte sul Varenna, Lungomare di Pegli

No alla miniera di titanio nel parco del Beigua. La regione si opponga

antonioterzovalicoLa Regione Liguria ha avviato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per indagini geologiche chieste dalla Compagnia Europea per il Titanio propedeutica a escavare questo  materiale dal Bric Tarine, che si trova nella zona tra Sassello e Urbe, zona protetta limitrofa al parco del Beigua.
E’ una bruttissima notizia, perche’ l’impatto di una miniera di Titanio a cielo aperto sarebbe devastante per il paesaggio, l’ambiente, la salute. E’ necessaria la piu’ ampia mobilitazione perche’ la Regione Liguria si opponga da subito a questo progetto, non facendosi adescare da mitigazioni e finanziamenti a fondo perduto.

Antonio Bruno

Interpellanza cava Terzo Valico

antonioterzovalicoIl sottoscritto consigliere comunale

Premesso che, a quanto pare, le cave prescelte per depositare le terre e le rocce da scavo del Terzo Valico (il cosiddetto “smarino”) sono state individuate da Comuni, Province, Regioni e Governo senza controllare che dentro le cave fossero già seppelliti rifiuti pericolosi;

Venuto a conoscenza che, fra le oltre 80 cave interessate dagli scavi per il Terzo Valico, l’unico controllo è stato fatto (da Arpa su richiesta del Comune di Tortona) nella cava Castello Armellino, tra Sale e Tortona, e questa conteneva rifiuti inquinanti;

Considerato che i controlli che sono stati previsti per impedire che tra le terre e rocce da scavo vengano infilati ulteriori rifiuti pericolosi (durante il viaggio o direttamente nella cava di destinazione) sono controlli a campione che, nel contesto, sono inutili perché lo smaltimento dello “smarino” avviene di continuo e quindi un eventuale rifiuto smaltito illegalmente a mezzanotte avrà sopra di se centinaia di tonnellate di “smarino” il mattino successivo;

INTERPELLA la S.V.

per chiedere che si verifichi che nelle cave interessate non ci siano già dei rifiuti pericolosi e che all’ingresso delle cave e durante il tragitto dei camion vengano effettuati dei veri controlli, per salvare falde acquifere che sono molto più “strategiche” del Terzo Valico e che valgono infinitamente di più.

Antonio Bruno

Irs su frana in via Ovada

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Commissione inchiesta su inquinamento prodotto dalla discarica di Scarpino

antonioterzovalicoIl quadro che emerge dalle inchieste della magistratura in merito all’inquinamento prodotto dalla discarica di Scarpino nel torrente Cassinelle (che attraversa il quartiere di Sestri Ponente per sfociare nel canale di calma del porto di Genova all’altezza della Marina di Sestri) è veramente inquietante.
Le denunce di abitanti, comitati, ambientalisti vengono clamorosamente confermate.
Da anni e’ in atto una vera emergenza ambientale nel Ponente Genovese.
Istituzioni preposte alla tutela della salute  appaiono tutte tese a minimizzare, nascondere i dati e coprire eventuali responsabilità.
E’ evidente che non si puo’ mettere la testa sotto la sabbia.
Occorre che il Consiglio Comunale istituisca una commissione di inchiesta per valutare le responsabilità politiche e le iniziative che devono essere intraprese perchè tale inquinamento cessi e si metta in sicurezza la discarica.

Antonio Bruno

Alienazione Case Liguria: Le case pubbliche appartengono ai cittadini che le hanno pagate

altraligLe case pubbliche non sono né della Regione, né di chi le gestisce.
Le case pubbliche appartengono ai cittadini che le hanno pagate con le loro tasse.
La decisione della Giunta Regionale di autorizzare ARTE Genova alla vendita di oltre 1900 alloggi pubblici, rischia di assestare un colpo definitivo al contrasto al disagio abitativo e alla necessità di abitazioni a canoni sostenibili e calmierati.
Con tale decisione la Regione Liguria decide di liquidare oltre il 10% dell’intero patrimonio abitativo pubblico presente in regione e quasi il 20% di quello in dotazione all’ex IACP in tutta l’area metropolitana del genovesato.
Come è stato a più riprese indicato, anche dalle più autorevoli fonti, persino di provenienza governativa, il patrimonio abitativo pubblico nel nostro Paese è largamente insufficiente, raggiungendo quasi solo la metà della media europea.
Altro che vendere!
Occorrerebbe semmai un piano straordinario per risanare quello che c’è e provvedere all’aumento del patrimonio abitativo ad affitti moderati, recuperando i troppi alloggi inutilizzati, frutto della speculazione edilizia e della rendita fondiaria, nonché immaginando un utilizzo a fini abitativi, per i nuclei familiari in maggiore sofferenza, dei beni demaniali in disuso.
Paradossale è che ARTE Genova e la Regione Liguria decidano di vendere oltre il 20% delle loro abitazioni, proprio quando cresce a dismisura il numero delle famiglie in graduatoria per ottenerne uno, raggiungendo -nel solo Comune di Genova- ormai la cifra record di oltre 4000 famiglie.
Contrariamente a quanto previsto dalla Legge, inoltre, viene fatto sapere che gli eventuali introiti di questa straordinaria e massiccia dismissione, non verranno destinati all’acquisizione di nuovi e migliori abitazioni, ma utilizzati per risanare il deficitario bilancio della ex IACP.
Purtroppo però, la prima responsabile di questo dissesto è proprio la Regione e la sua attuale Giunta che ha imposto alle Aziende dedicate all’edilizia abitativa popolare, acquisizioni e indebitamenti insostenibili per operazioni insulse e estranea alle finalità delle ex IACP come, per esempio, l’assunzione dei patrimoni delle Aziende sanitari.
Non è pensabile che l’insipienza politica e amministrativa dell’attuale Giunta regionale venga fatta pagare ai cittadini e, soprattutto, ai suoi settori più poveri.
Chiediamo pertanto il ritiro della delibera regionale, sottolineando inoltre che tali alloggi sono stati realizzati grazie alla tassazione del lavoro dipendente (ex Gescal) e che pertanto non sono beni privati, ma proprietà collettive che la Regione e le ex IACP devono conservare nelle migliori condizioni per le famiglie più bisognose di oggi e i poveri di domani.

Antonio Bruno
http://benincomune.weebly.com/ 339 3442011
Forum Sinistra Europea https://sinistraeuropeagenova.wordpress.com/
Altra Liguria http://www.altraliguria.it

Giunta Doria accelera su privatizzazione AMIU

antonioterzovalicoLa proposta della giunta Doria “approvazione piano razionalizzazione societa’ partecipate del comune genova ai sensi della legge di stabilita’” prevede l'”Ingresso i un partner industriale in AMIU (gestione integrata cicli rifiuti ndr) tramite operazioni di aggregazione societaria…” Si abbandona l’ipotesi di utilizzare fondi europei per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino e ci si rassegna a processi di privatizzazioni, non in sintonia con i referendum del giugno 2011 che portano il profitto nella gestione di settore delicato ambientalmente e socialmente. Diminuzione occupazione e aumento tariffe in vista.

Antonio Bruno

Amiu, l’ultimatum del Comune “Subito un partner o sono guai”

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