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Trasporto Pubblico Ligure: fermare la Gara che lo Privatizzera’ e rivedere la legge regionale

altraligLe ragioni per cui è stata approvata la legge di riforma del sistema del trasporto pubblico paiono più dettate dalla volontà di spalmare i debiti tra le aziende operanti sul territorio piuttosto che da una analisi effettiva della domanda di mobilità.
E d’altronde se in questo modo è possibile recuperare l’IVA non si comprende perché non lo si sia fatto prima.
Il giudizio che diamo di tale norma è comunque pessimo in quanto da una parte accorpa in modo artificioso (ossia senza alcuna necessità per il servizio e senza nessuna utilità per l’utenza) i vari bacini liguri e dall’altra obbliga alla gara del servizio (contraddicendo gli esiti referendari contro la privatizzazione dei servizi pubblici) ed alla sua gestione privatistica (prima gli utili), aspetto a cui siamo radicalmente contrari.
All’operatore entrante è delegata inoltre la riorganizzazione dei servizi e la lotta alle diseconomie ed alle presunte disparità di condizioni operative tra le varie aziende (servizio urbano e extraurbano, sulla costa e collinare, grandi centri e piccoli borghi) cercando di far passare nell’opinione pubblica che ciò sia sinonimo di “sprechi” e privilegi. E senza chiarezza per altro su risorse e procedure, posticipando nei fatti ogni soluzione al prossimo anno.
È grave, secondo noi, che chi ha la funzione di pianificare il trasporto pubblico deleghi tale funzione al soggetto attuatore, per di più che agisce secondo logiche privatistiche.
Questo è uno dei campi in cui la precedente amministrazione è stata più disastrosa arrivando persino a farsi scrivere da Trenitalia il Contratto di Servizio (le regole) e, ancora più grave, il Programma di Esercizio (quanti treni e quando).
L’unico aspetto realmente innovativo e condivisibile della riforma e l’idea di istituire una Agenzia della Mobilità, ma le funzioni di questa nuova struttura sono poche e confuse (tanto da renderla un altro carrozzone) e sono quasi antitetiche rispetto a quanto di buono è già in essere in moltissimi paesi europei e persino in Italia.
Quel che è necessario, è arrivare ad avere un’Agenzia sul modello di quelle presenti in Svizzera, che si occupano a tutto tondo della mobilità in un bacino omogeneo.
Tale Agenzia potrà così sviluppare un piano regionale che colleghi non solo la costa con orari ben sincronizzati, ma anche le vallate, tramite l’integrazione effettiva tra le diverse modalità di trasporto: ferroviario (rete di corta, media e lunga percorrenza), su gomma, mobilità dolce (pedonalità, ciclabilità), integrazione attualmente sullo sfondo delle scelte strategiche.
Si dovrà comunque partire dalla piena integrazione tariffaria che copra l’intera area della Liguria e possibilmente anche alcune zone limitrofe.

In sintesi si dovrà:

Rivedere radicalmente la legge regionale di riforma del trasporto pubblico e fermare le procedure di gara (no alla privatizzazione dei servizi pubblici)
Realizzare un’Agenzia, sul modello di quelle presenti in Svizzera, che si occupi di mobilità a tutto tondo, a cominciare dall’integrazione spinta fra i vari sistemi della mobilità e dall’economicità, accessibilità, fruibilità e trasparenza dell’intero sistema.

Antonio Bruno

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