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Archive for ottobre 2015

Città metropolitana: Doria sostituisce un assessore di destra con un assessore …. di destra

antonioterzovalicoProseguendo nell’accordo bipartizan (da Forza Italia a SEL) che gestisce la città metropolitana di Genova, il Presidente della città metropolitana (il sindaco di Genova Marco Doria) sostituisce l’assessore all’urbanistica Roberto Levaggi (di Forza Italia) assegnando le deleghe all’urbanistica e ai trasporti della Città metropolitana ai consiglieri delegati Gian Luca Buccilli (UDC) (seguirà così anche l’urbanistica oltre al personale) e a Gianni Vassallo (PD) (che aggiunge i trasporti alla viabilità e ai lavori pubblici) e ha nominato nuovo consigliere delegato Adolfo Olcese, sindaco di Pieve Ligure di una lista civica di centro destra, che per l’ente seguirà lo sviluppo economico e le attività di programmazione scolastica, deleghe finora affidate a Vassallo.

C’e’ poco da dire, se non che centro destra e centro sinistra sono sempre piu’ indistinguibili e che sarebbe opportuno una reale alternativa.

Antonio Bruno

Tracollo AMT: è la politica del centro sinistra a Genova

amtI dati del tracollo di passeggeri trasportati (oltre 3 milioni di passeggeri in meno) e il calo di entrate nelle casse di Amt (un milione di euro) dal primo semestre del 2015 al primo semestre del 2014 sono la fotografia della politica della Giunta di Marco Doria relativa al trasporto pubblico.
La Giunta di centro sinistra pare rassegnata, se non addirittura consenziente, con la politica governativa che non garantisce il 65 per cento dei costi come da legge Burlando.
Ma è la stessa politica di mobilità la grande assente, tanto da far sospettare in un’attente politica volta a favorire  la svendita di questo servizio pubblico ai privati.
Continuare a tagliare le corse dei bus, aumentare in maniera omogenea abbonamenti e titoli di viaggio, iniziare a sgretolare il biglietto integrato bus-treno con l’introduzione anche di un biglietto solo bus, sono politiche che hanno reso vano i risparmi dovuti ai contratti di solidarieta’ dei lavoratori.
Inoltre nessuno degli impegni per favorire il trasporto pubblico (proposti della lista Doria in occasione di una delle tante delibere che dava il via libera alla privatizzazione) sono stati portati avanti.

ordine del giorno

IL CONSIGLIO COMUNALE

Considerato che lo strumento fondamentale per la riduzione dei costi del T.P.L. è l’aumento dell’efficienza del servizio tramite interventi come:

• incremento della velocità commerciale di almeno 4 km/h;
• adozione di corse preferenziali lungo le principali direttrici cittadine, fino al raggiungimento di circa 50 km di estensione;
• piano organico di semaforizzazione preferenziale;
• estensione dell’attuale integrazione tariffaria tra A.M.T., F.S., ed A.T.P. con l’inclusione di Bike e Car Sharing e parcheggi di interscambio;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a mettere a punto una delibera di dettaglio riguardo all’adozione e la temporizzazione di provvedimenti sul piano della mobilità urbana finalizzati al miglioramento della velocità commerciale, una migliore integrazione complessiva tra i mezzi del trasporto pubblico e la valorizzazione del T.P.L.

Proponente: Nicolella (Lista Marco Doria)

approvato con n. 21 voti favorevoli; n. 5 voti contrari (P.D.L., Lista Enrico Musso ); n.6 astenuti: Anzalone, De Benedictis, Mazzei (I.D.V.); Gioia, Repetto (Gruppo Misto U.D.C); Rixi (Lega Nord Liguria).

Città metropolitana: Doria sostituisce un assessore di destra con un assessore …. di destra

Proseguendo nell’accordo bipartisan (da Forza Italia a SEL) che gestisce la città metropolitana di Genova, il Presidente della città metropolitana (il sindaco di Genova Marco Doria) sostituisce l’assessore all’urbanistica Roberto Levaggi (di Forza Italia) assegnando le deleghe all’urbanistica e ai trasporti della Città metropolitana ai consiglieri delegati Gian Luca Buccilli (UDC) (seguirà così anche l’urbanistica oltre al personale) e a Gianni Vassallo (PD) (che aggiunge i trasporti alla viabilità e ai lavori pubblici) e ha nominato nuovo consigliere delegato Adolfo Olcese, sindaco di Pieve Ligure di una lista civica di centro destra, che per l’ente seguirà lo sviluppo economico e le attività di programmazione scolastica, deleghe finora affidate a Vassallo.
C’e’ poco da dire, se non che centro destra e centro sinistra sono sempre piu’ indistinguibili e che sarebbe opportuno una reale alternativa.

Antonio Bruno

Genova in coda a Smart city: chi si puo’ stupire?

smartSolo l’assessore comunale Emanuele Piazza può stupirsi della classifica delle città “smart” cioe’ ecologicamente sostenibili che ci vede al ventinovesimo posto, superata da Milano, Roma, Venezia, Bologna e da tutte le città del Nord Italia a causa della gestione dei trasporti, dei rifiuti e alla mancanza di verbe urbano. Stupiscono, invece, i richiami dell’assessore al porto, al turismo e all’innovazione.
E’ proprio il porto uno dei fattori principali di degrado sociale e ambientale con pesanti servitu’ di aree sottratte alla citta’, pesante inquinamento acustico (soprattutto nella Zona di Palmaro e Pegli lido) e dell’aria nel centro citta’ con i fumi delle navi incontrollati e nella zona di Multedo e Sampierdarena con impianti petroliferi e petrolchimici.
Inoltre, e’ sotto gli occhi di tutti la politica della giunta di centro sinistra che penalizza il trasporto pubblico, astenendosi da misure facilitatrici come le corsie riservate e i posteggi di interscambio e attacca i lavoratori di AMT un giorno si e l’altro anche.
Infine segnalo l’anomalia del Piano d’Azione per l’energia sostenibile (SEAP) che ha al primo punto della riduzione dell’inquinamento la produzione di energia da rifiuti con gassificatore, quando, non solo il gassificatore ma anche il biodigestore, non sono piu’ previsti in territorio genovese da AMIU e amministrazione comunale.

Antonio Bruno

Martedì in consiglio comunale Genova discussione contro incentivo inceneritori dello Sblocca Italia

MOZIONE

VISTO l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015;
PREMESSO CHE con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’ inquinamento atmosferico ( metalli pesanti, diossine, particolato
ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.
Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona);
ESSENDO gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali;
ESISTENDO scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla;

Per tutte queste considerazioni

IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:

DIFFIDA dall’usare il sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica;
CHIEDE al Governatore della Liguria e al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali;
ADERISCE alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e on line “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com);
APPOGGIA la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti); b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti; c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione; d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.

Bruciare la legna sulle spiagge. Bruttissima idea della regione

andrea alberoBruciare la legna sulle spiagge. Bruttissima idea della regione

Come spesso succede , troppo spesso, i nostri amministratori ragionano da ragionieri e da colf inaffidabili (quelli che mettono la polvere sotto i tappeti perchè cosi’ si fa prima e costa meno fatica) e non da responsabili del bene pubblico del benessere del territorio e della salute dei cittadini. Bruciare legna in roghi sulla spiaggia è un processo che non puo’ che portare danni. La legna che invade le nostre spiagge dopo le intese mareggiate è legna impregnata di sale , a volte mista a plastica, a volte sottoposta a trattamenti – vernici ed altro -, permettere di bruciarla sulle spiagge è molto pericoloso in primis perchè quel fuoco produce diossine che inesorabilmente sulle ali del vento finiranno nei polmoni dei cittadini che risiedono fronte mare , ma anche perchè qualunque residuo di incendio è molto, ma molto più nocivo del prodotto bruciato e quei residui contaminati resterebbero sulle spiagge sugli argini dove poi i cittadini andrebbero a prendere il sole, a fare il bagno a giocare con la sabbia. Come ben sa ogni tecnico non esiste diossina non nociva a qualunque livello, esistono dei parametri legali – molto opinabili invero, ma legali – che stabiliscono le quantità minime legalmente accettabili. Ma qui non stiamo parlando di strutture industriali , parliamo di spiagge , parliamo di ovvi e prevedibili accumuli negli anni e di abitanti che farebbero il bagno e si tufferebbero in un mare con presenza di polveri nocive.
Non si puo’ raccontare nemmeno la favola che tutto sarà sotto controllo. Prevedere una analisi sistematica delle diossine e dei residui tossici degli incendi è molto costoso , non certo una procedura standardizzabile con le esigue risorse finanziarie di arpal o assessorati all’igiene.
Cosi’ diciamo ai ragionieri. Avete idea di quanto costerebbe l’analisi delle ceneri e la portata a discarica speciale dei residui tossici? No, miei cari ragionieri. Ma se volete fare le cose a modo questi conti vanno fatti e vedrete che se si vuol rispettare la legge costa meno portare la legna e le plastiche in discarica coi camion. Certo se semplificare , liberare, risparmiare, vuol dire liberi tutti (di fare quel che vogliono) allora è un altro discorso. Ma di questo miei cari amministratori vi troverete a rispondere in altre sedi.

Andrea Agostini

sbloccare i sopralluoghi nelle mense scolastiche di Genova, dopo ritrovamento lama in un’insalata

In seguito al gravissimo fatto accaduto nella scuola Tommaseo di Sestri Ponente (lama tagliente nell’insalata servita a tavola) e le dichiarazioni della dirigente coinvolta che confermano i disservizi di inizio anno, chiedo che le Commissioni Mensa possano riprendere immediatamente ad eseguire i sopralluoghi nelle mense. Poichè la carica di CM ha durata triennale e viene meno solo nel caso in cui il CM decida di rinunciarvi, ritengo illegittimo privare i CM del potere di controllo nel periodo più delicato dell’anno.

Antonio Bruno

Categorie:Comunicati stampa
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