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Archive for novembre 2015

Il ribaltamento a mare a Sestri non si può fare

andreaterzovalicoLEGAMBIENTE: IL RIBALTAMENTO A MARE A SESTRI NON SI PUO’ FARE CI SONO 12 OLEODOTTI SOTTO
dal secoloxix di venerdi 27-11-2015

SESTRI PONENTE
Fincantieri, freno da 10 milioni sul ribaltamento
Genova. Dieci milioni di euro per spostare i dodici oleodotti che passano sotto l’alveo del rio Molinassi, a Sestri Ponente. Ci sono anche questa cifra e questi lavori nei retroscena della palude nella quale annaspa e rischia d’incagliarsi il progetto di ribaltamento a mare di Fincantieri.
ANNAMARIA COLUCCIA

ECCO PERCHE PALAZZO SAN GIORGIO RALLENTA IL PIANO FINCANTIERI

Sestri, il conto di 10 milioni per spostare gli oleodotti frena il ribaltamento a mare
L’Autorità portuale deve risarcire i privati ma teme il giudizio della Corte dei conti. Cociv: ma lì vanno messe le terre di scavo
DIECI milioni di euro per spostare i dodici oleodotti che passano sotto l’alveo del rio Molinassi, a Sestri Ponente. Ci sono anche questa cifra (o poco meno) e questi lavori nei retroscena della palude nella quale annaspa e rischia d’incagliarsi il progetto di ribaltamento a mare di Fincantieri. Questa sarebbe, infatti, da oltre un anno a questa parte, la ragione principale – non detta o solo sussurrata qua e là – del lento procedere di un iter che dovrebbe essere molto più avanzato: i soldi con i quali l’Autorità portuale dovrebbe indennizzare i gestori (fra gli altri Eni, Iplom, Praoil, Sige-mi) dei 12 grossi oleodotti per le spese di spostamento delle condotte. Leggi tutto…

Il comune di Genova non attivato su rischio attentati a impianti petroliferi e petrolchimici

Ieri ho chiesto in un’interrogazione a risposta immediata in Consiglio Comunale quale siano le misure assunte per tentare di difendere impianti petroliferi e petrolchimici (nella nostra città a Multedo, San Quirico e Fegino) e se non fosse il caso di informare la popolazione circostante di eventuali piani di evacuazione e procedure da rispettare. La risposta da parte della Giunta Comunale è stata che la materia (difesa degli impianti petroliferi e petrolchimici) non è di competenza comunale e silenzio rispetto a eventuali procedure di protezione civile. Al di là della risposta burocratica, mi pare di capire che l’argomento non sia all’ordine del giorno della nostra Civica Amministrazione.

Antonio Bruno

Chiarimenti in merito all’eliminazione dai fondi POR di alcuni lavori riguardanti la Fascia di rispetto di Prà

antonioterzovalicoRisposta dell’Assessore Crivello al mio art. 54 relativo all’eliminazione dai fondi POR di alcuni lavori del Parco di levante della Fascia di Rispetto di Prà.

Con il Decreto del Direttore Generale n. 323 del 3.11.2015 la Regione Liguria ha preso atto della rimodulazione proposta dal Comune di Genova per il Progetto integrato di Prà, mediante la quale si inseriscono, come consentito dalla normativa del programma e in quanto coerenti con gli obiettivi dello stesso, interventi già realizzati tra 2007 e 2013 compresi nell’ambito.
Questi interventi oltre a concorrere alla riqualificazione e al riassetto idrogeologico dell’ambito, consentono di incrementare la spesa già sostenuta e di raggiungere la quota che deve essere spesa entro il 2015.
L’inserimento dei nuovi interventi non lascia scoperti altri interventi già finanziati, come il Parco di Levante, in quanto  si tratta di opere già finanziate e realizzate con risorse del Comune.
Permangono quindi i finanziamenti già dedicati al Parco di Levante, che sono già stati impegnati, tanto è vero che è in corso di affidamento la realizzazione delle opere, procedimento che non avrebbe potuto essere intrapreso sena la completa copertura finanziaria dei lavori.
Il Parco di Ponente e la riqualificazione dell’Aurelia quindi sono opere da tempo finanziate e verranno realizzate oltre la scadenza del POR (dicembre 2015), a partire dal 2016, portando a completo compimento gli obiettivi di riqualificazione del programma.
Del resto, anche da un punto di vista attuativo, sarebbe stato impossibile aggiungere altri cantieri nella zona della fascia, senza interrompere del tutto la viabilità e rendere impossibile la vivibilità dell’area. 

Appalti Iren … senza chiarezza, senza trasparenza

antonio2smallL’atteggiamento inerte della Giunta Doria verso i lavoratori degli appalti Iren è sconcertante.
L’azienda partecipata procede ad assegnare appalti al massimo ribasso, senza alcuna clausola sociale, con evidenti rischi di lavori non fatti a regola d’arte e permettendo così l’infiltrazione di gruppi non trasparenti provenienti da altre regioni.
Il Sindaco non può trincerarsi dietro la scusa che Iren è una SpA privata; ha il dovere di vigilare sul regolare svolgimento dei lavori in città tramite i suoi rappresentanti nel cda.
Se il Comune non riesce a controllare Iren forse sarebbe meglio pensare alla ripubblicizzazione di questi servizi.
Non so se quando Jose Bergoglio scrive a proposito della politica subordinata a finanza e tecnocrazia si riferisca al nostro Sindaco, certo è che sarebbe bene che un Sindaco di centro sinistra tutelasse i lavoratori.

Antonio Bruno

Legambiente: Bisagno, lavori in corso con progetti “fuori legge”

andrea alberoLEGAMBIENTE DENUNCIA: BISAGNO LAVORI IN CORSO CON PROGETTI “FUORI LEGGE”

DENUNCIA DI LEGAMBIENTE. LE CAMPATE DELLA NUOVA COPERTURA HANNO MISURE INFERIORI Al LIMITI
Bisagno, lavori in corso con progetti “fuori legge”
Il secondo e terzo stralcio del 2° lotto sono stati approvati con deroghe di Provincia e Regione
ANNAMARIA COLUCCIA

dal secoloxix 22-11-2015

UN’OPERA ancora da completare ma un progetto già parzialmente in deroga rispetto alle norme nazionali. È il progetto di rifacimento della copertura del Bisagno, dalla Foce a Brignole, per il quale sono in corso i lavori del secondo stralcio del secondo lotto e dovrebbe essere bandita a breve la gara per appaltare i lavori del terzo e ultimo stralcio. E proprio i progetti di questi ultimi due stralci sono stati approvati in deroga a un decreto ministeriale del 2008.
A denunciare questa “anomalia” è Legambiente dopo che di recente il professor Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al Politecnico di Milano, in una conferenza tenuta a Genova proprio sul Bisagno, ha acceso i riflettori sulle prescrizioni che regolano la costruzione di ponti stradali e, quindi, anche l’intervento di adeguamento idraulico-funzionale della copertura del Bisagno. Il provvedimento in questione è il Decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 sulle “Norme tecniche per le costruzioni”: nel paragrafo dedicato alla compatibilità idraulica di ponti che interessino corsi d’acqua, si stabilisce infatti che «di norma il manufatto non dovrà interessare con spalle, pile e rilevati il corso d’acqua attivo
(…). Qualora eccezionalmente fosse necessario realizzare pile in alveo, la luce minima tra pile contigue, misurata ortogonalmente al filone principale della corrente, non dovrà essere inferiore a 40 metri. Soluzioni con luci inferiori potranno essere autorizzate dall’Autorità competente, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici”.
La nuova copertura del Bisagno, però, non risponde a questi criteri, perché il tratto già costruito, quello in costruzione e quello ancora da realizzare sono stati progettati con pile in alveo e con quattro campate di 12 metri l’una, come il vecchio ponte, quindi con dimensioni inferiori a quanto stabilito dalla legge. È vero che il progetto del primo lotto è stato approvato prima che fossero approvate le nuove norme, ma questo non vale per i lavori in corso e per quelli che verranno. «Forse almeno gli ultimi stralci si sarebbero potuti progettare secondo la nuova legge, in modo da avere in futuro almeno un tratto della copertura a norma» ha osservato Rosso.
Da Tursi, però, Stefano Pina-sco, direttore del settore manutenzione infrastrutture e verde pubblico, difende la scelta fatta, per altro ampiamente condivisa, visto che per seguire la realizzazione di quest’opera
la Presidenza del Consiglio dei ministri si è affidata anche a commissari delegati. Pinasco ricorda che i lavori del primo lotto e del primo stralcio del secondo lotto furono appaltati
alla fine del 2004, quindi prima del 2008, mentre i progetti definitivi ed esecutivi del secondo e terzo stralcio sono successivi (l’esecutivo del terzo stralcio è di quest’anno) e sono stati approvati, infatti, con deroghe della Provincia, per il secondo stralcio, e della Regione per il terzo. «Avendo già realizzato più di metà dell’opera con quattro fornici e – spiega Pinasco – avendo a Brignole anche l’imbocco del ponte della ferrovia con quattro fornici, non avrebbe avuto senso realizzare
in modo diverso soltanto un tratto della nuova copertura. Perdi più – aggiunge – l’aumento della luce della campata avrebbe comportato anche l’aumento di spessore delle travi, creando un dente che avrebbe costituito un ostacolo dal punto di vista idraulico. Nella fase di costruzione poi -conclude – le demolizioni necessarie per modificare il numero dei fornici avrebbero costretto a creare un supporto nell’alveo per tenere su l’impalcato e non interrompere completamente la viabilità, e questo è vietato dalle norme. E, infatti, Provincia e Regione non hanno avuto problemi a concedere le deroghe».
Duro, invece, il commento di Andrea Agostini, del circolo Nuova Ecologia di Legambiente: «Ancora una volta un’opera pubblica, che per altro tutti dichiarano essere indispensabile per la sicurezza idraulica del Bisagno, è stata approvata parzialmente in deroga alle leggi – commenta -Eppure dal 2008 c’è stato tutto il tempo per adeguarsi alle nuove norme…».

 

 

 

Le borse esultano dopo la strage di Parigi

antoniobruno

Le borse esultano dopo la strage di Parigi

Oggi il Sole 24 Ore intitola “Energia e difesa trascinano le Borse”. L’euro è sceso a 1,06 sul dollaro.
La Fed dovrebbe aumentare i tassi. Finmeccanica che produce armi aumenta le quote azionarie.
L'”oracolo di Ohama” Warren Buffet assicura che l’effetto guerra vero e proprio non è ancora iniziato. Oggi la Borsa di Parigi è la maglia rosa delle Borse europee che sono tutte in crescita.
Smettetela di parlare di lotta tra civilta’ e terrorismo.
Rialziamo la testa, sgomberiamo le nostre menti.

Antonio Bruno

Presidio a De Ferrari lunedì 16 novembre ore 18

Con sgomento subiamo e assistiamo agli attacchi terroristici che questa notte hanno scosso Parigi facendo vittime innocenti. A nome delle cittadine, dei cittadini e delle realtà e delle comunità di ogni fede ed origine, impegnate per la promozione di una convivenza pacifica nel nome del rispetto e delle libertà, condanniamo questi atti criminali e ingiustificabili, indipendentemente dalla loro motivazione, dove e quando, e da chiunque commessi. Ribadiamo la nostra determinazione a controbattere e arginare ogni forma di terrorismo, espressione di indisponibilità al dialogo e irrazionalità. Esprimiamo profondo cordoglio e solidarietà alle famiglie e agli amici delle vittime e dei feriti da questi atti odiosi, come pure alle persone scosse da questi attacchi, invitando tutte e tutti a rinsaldare la nostra unità in nome di valori universali che nessuno può scardinare generando terrore. Una nostra unità che bisogna rinnovare ogni giorno per isolare gli estremisti ed ogni forma di estremismo che, oltre a causare vittime, logora le relazioni umane producendo contrapposizioni insensate frutto di paure e ansie. Condanniamo inoltre ogni tentativo di sciacallaggio, solito di certe realtà sociali e politiche, intente nel seminare odio in cerca di una visibilità senza alcuna proposta concreta atta a comprendere gli atti stessi e tantomeno garantire una sicurezza sociale della cittadinanza.
Invitiamo la cittadinanza a unirsi a noi ManoNellaMano, Lunedì 16 novembre alle ore 18 in Piazza De Ferrari, per riaffermare la solidarietà umana come valore imprescindibile e dare un messaggio di speranza a chi in questo momento, in preda alla paura, generalizza ed estremizza nell’accusare quella maggioranza che vive in pace.
Portiamo colore, portiamo parole di pace in piazza: chi vorrà potrà leggere un messaggio di pace rivolto alle vittime del terrorismo dentro e fuori dall’Europa.
Chiediamo a chiunque voglia aderire di aggiungere il nome della propria organizzazione e rivolgere il messaggio ad altri.

Ass. Nuovi Profili
Ass. Coordinamento Cittadini ItaloMarocchini
Ass. Unione Immigrati Senegalesi.
Movimento Fratelli&Fratellastri
I pacifisti e le pacifiste dell’Ora di silenzio per la Pace
Associazione L’Altra Liguria

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