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Legambiente: Bisagno, lavori in corso con progetti “fuori legge”

andrea alberoLEGAMBIENTE DENUNCIA: BISAGNO LAVORI IN CORSO CON PROGETTI “FUORI LEGGE”

DENUNCIA DI LEGAMBIENTE. LE CAMPATE DELLA NUOVA COPERTURA HANNO MISURE INFERIORI Al LIMITI
Bisagno, lavori in corso con progetti “fuori legge”
Il secondo e terzo stralcio del 2° lotto sono stati approvati con deroghe di Provincia e Regione
ANNAMARIA COLUCCIA

dal secoloxix 22-11-2015

UN’OPERA ancora da completare ma un progetto già parzialmente in deroga rispetto alle norme nazionali. È il progetto di rifacimento della copertura del Bisagno, dalla Foce a Brignole, per il quale sono in corso i lavori del secondo stralcio del secondo lotto e dovrebbe essere bandita a breve la gara per appaltare i lavori del terzo e ultimo stralcio. E proprio i progetti di questi ultimi due stralci sono stati approvati in deroga a un decreto ministeriale del 2008.
A denunciare questa “anomalia” è Legambiente dopo che di recente il professor Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al Politecnico di Milano, in una conferenza tenuta a Genova proprio sul Bisagno, ha acceso i riflettori sulle prescrizioni che regolano la costruzione di ponti stradali e, quindi, anche l’intervento di adeguamento idraulico-funzionale della copertura del Bisagno. Il provvedimento in questione è il Decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 sulle “Norme tecniche per le costruzioni”: nel paragrafo dedicato alla compatibilità idraulica di ponti che interessino corsi d’acqua, si stabilisce infatti che «di norma il manufatto non dovrà interessare con spalle, pile e rilevati il corso d’acqua attivo
(…). Qualora eccezionalmente fosse necessario realizzare pile in alveo, la luce minima tra pile contigue, misurata ortogonalmente al filone principale della corrente, non dovrà essere inferiore a 40 metri. Soluzioni con luci inferiori potranno essere autorizzate dall’Autorità competente, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici”.
La nuova copertura del Bisagno, però, non risponde a questi criteri, perché il tratto già costruito, quello in costruzione e quello ancora da realizzare sono stati progettati con pile in alveo e con quattro campate di 12 metri l’una, come il vecchio ponte, quindi con dimensioni inferiori a quanto stabilito dalla legge. È vero che il progetto del primo lotto è stato approvato prima che fossero approvate le nuove norme, ma questo non vale per i lavori in corso e per quelli che verranno. «Forse almeno gli ultimi stralci si sarebbero potuti progettare secondo la nuova legge, in modo da avere in futuro almeno un tratto della copertura a norma» ha osservato Rosso.
Da Tursi, però, Stefano Pina-sco, direttore del settore manutenzione infrastrutture e verde pubblico, difende la scelta fatta, per altro ampiamente condivisa, visto che per seguire la realizzazione di quest’opera
la Presidenza del Consiglio dei ministri si è affidata anche a commissari delegati. Pinasco ricorda che i lavori del primo lotto e del primo stralcio del secondo lotto furono appaltati
alla fine del 2004, quindi prima del 2008, mentre i progetti definitivi ed esecutivi del secondo e terzo stralcio sono successivi (l’esecutivo del terzo stralcio è di quest’anno) e sono stati approvati, infatti, con deroghe della Provincia, per il secondo stralcio, e della Regione per il terzo. «Avendo già realizzato più di metà dell’opera con quattro fornici e – spiega Pinasco – avendo a Brignole anche l’imbocco del ponte della ferrovia con quattro fornici, non avrebbe avuto senso realizzare
in modo diverso soltanto un tratto della nuova copertura. Perdi più – aggiunge – l’aumento della luce della campata avrebbe comportato anche l’aumento di spessore delle travi, creando un dente che avrebbe costituito un ostacolo dal punto di vista idraulico. Nella fase di costruzione poi -conclude – le demolizioni necessarie per modificare il numero dei fornici avrebbero costretto a creare un supporto nell’alveo per tenere su l’impalcato e non interrompere completamente la viabilità, e questo è vietato dalle norme. E, infatti, Provincia e Regione non hanno avuto problemi a concedere le deroghe».
Duro, invece, il commento di Andrea Agostini, del circolo Nuova Ecologia di Legambiente: «Ancora una volta un’opera pubblica, che per altro tutti dichiarano essere indispensabile per la sicurezza idraulica del Bisagno, è stata approvata parzialmente in deroga alle leggi – commenta -Eppure dal 2008 c’è stato tutto il tempo per adeguarsi alle nuove norme…».

 

 

 

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