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Archive for dicembre 2015

Capodanno con brindisi all’Acquasola

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CAPODANNO CON BRINDISI ALL’ACQUASOLA

Il circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova ancora un po’ brillo per i festeggiamenti per la vittoria in tribunale con la condanna dei cementificatori del parco invita tutti gli amici i comitati le associazioni e i cittadini che con noi si sono battuto in questi 12 anni e tutti coloro che con noi hanno gioito per la salvezza del parco a un brindisi di capodanno al parco dell’ACQUASOLA. Per brindare insieme alla vittoria ottenuta e alle prossime battaglie vittoriose che ci aspettano per il 2016.
Appuntamento alle h.23.00 di giovedi 31 dicembre al parco.

Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova

https://www.facebook.com/events/476008629238969/

Acquasola: quel che insegna battersi e coronare un sogno

andrealberoACQUASOLA: QUEL CHE INSEGNA BATTERSI E CORONARE UN SOGNO
DAL SECOLOXIX  23-12-2015
ANDREA AGOSTINI

Era il 2003 ed eravamo in tre : io, Renata, una generosa signora amante degli animali, e Gianni, un impiegato del Comune. È cominciata così e nessuno di noi pensava, a quel tempo, che sarebbe durata 12 anni e che avremmo vinto. Ed invece è andata così. Quando ti trovi contro il Municipio, il Comune, la Provincia, la Regione, quasi tutti i partiti e una immensa fetta di tecnici, finti controllori, ossequiosi servi del padrone di turno e magari anche qualche (ma pochi) personaggio in buona fede, i privati, i grandi avvocati, i giuristi delle istituzioni sempre pronti a costituirsi in tribunale contro di noi, i tecnici delle istituzioni e delle agenzie di
controllo a controfirmare tutto, a sostenere le pubbliche sparate dello sprovveduto di turno, tipo i dieci milioni di danni a carico del Comune o la ricaduta sul portafoglio di tutti i consiglieri comunali di azioni di revoca (questo è stato un elemento decisivo: mi è stato chiesto pubblicamente in consiglio comunale di garantire un fido ai consiglieri in caso di danni da pagare, cosa che ho puntualmente e pubblicamente accettato, ma c’è stato
chi non ha avuto fiducia ), beh quando le condizioni di partenza sono queste, la strada è tutta in salita.
Eppure un pezzo per volta, un gradino e un soldino per volta, dopo dodici anni siamo qui a dire “Abbiamo vinto!”. Era un sogno, ma se ti
batti per un sogno vale sempre la pena, se si avvera è uno sballo! Sono cose che molti burocrati, politici, tecnici e persone normalissime non capiscono, menti azzerate da decenni di sconfitte, carriere costruite sull’incapacità palese ma collusivamente mai denunciata, sull’impunità garantita. Ebbene la sentenza sull’Acquasola oggi fa giustizia, dice che avevamo ragione, altre sentenze confermeranno le nostre ragioni in molte battaglie in corso, perché è chiaro: se ti batti e sei disposto ad andare fino in fondo, se non tradisci i tuoi ideali, alla fine vinci tu.
Quindi godiamo e prepariamoci alle molte sfide che ci attendono, perché i nostri avversari sono sempre lì: i cementificatori, i giuristi asserviti al pensiero unico del cemento, i tecnici culturalmente fermi alla loro tesi di laurea pronti a cambiare fede e cavallo al momento opportuno, i politici incapaci, sono sempre lì ad ammini-
strare. Non uno dei numerosi votanti come un sol uomo a favore del cemento ha ammesso pubblicamente il proprio errore, ci ha ringraziato perla lotta fatta, nel migliore dei casi parlano di svolte, di guardare al futuro, di lasciar perdere il passato (il loro).
Beh, non credeteci : chi non ha il coraggio di ammettere i propri errori, chi dà la colpa agli altri, chi fa finta di niente, è pronto a rifarlo. Per la coerenza ci vuole coraggio, anche di ammettere i propri errori, lor signori non ce l’hanno e continuano or qui or là, a
piazzarci cemento, a costituirsi contro i cittadini, a fare accordi di caminetto, a frequentare gli studi privati dei grandi architetti per uscirsene con qualche altra mirabolante magia per perpetuare il loro ruolo di illusionisti.
Ma ancora una volta, che siamo in tre, in trecento o in tremila ci trovano, ancora una volta varrà la pena di battersi per sconfiggere i piazzisti della politica e i loro servi, siamo già in piazza, in tribunale, sui giornali e ancora una volta pagheranno loro.
Perchè ogni tanto (non sempre ) la giustizia è giusta e arriva.
L’autore è vice presidente circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova
VIZIANO: ” POLITICI RESPONSABILI MA A PAGARE E’ LA CITTA’
“Alla fine chi ci ha perso nella vicenda del parcheggio dell’Acquasola è la città, mentre la principale imputata, la politica non ha pagato”. La denuncia è di Davide Viziano, imprenditore edile genovese, presidente del gruppo che porta il nome della sua famiglia, cintrario fin dall’inizio al progetto del megasilos sotto l’Acquasola. E’ indignato per l’epilogo della vicenda: Io ho sempre pensato che fosse sbagliato costruire quel parcheggio a rotazione – ricorda – . Meglio sarebbe stato, se mai, un parcheggio per residenti. Ma la conclusione di questa vicenda è paradossale, perchè a pagare il prezzp più alto è la città, visto che il Comune deve risarcire con circa 2 milioni l’impresa costruttrice e che il parco è ridotto a un letamaio.E adesso il tribunale ha condannato quattro funzionari pubblici e l’imprenditore, mentre la politica, che ha le responsabilità più gravi, è sparita dall’orizzonte”
Viziano si riferisce alla sentenza di lunedi scorso che ha condannato a 6 mesi di reclusione ( la pena è sospesa per la condizionale), la rappresentante legale della Sistema Parcheggi, Maria Teresa Gambino, gli ex sovtintendenti Giorgio Rossini e Maurizo Galletti, e gli ex funzionari di Sovrintendenza e Comune , Rita Pizzone e Giorgio Gatti, per aver violato una norma del codice dei beni culturali. “Il danno ambientale c’è se si fanno le cose male – osserva Viziano – Comunque le responsabilità di tutto questo sono della politica, che ha deciso di far costruire sotto un parco storico un parcheggio a rotazione, facendo una scelta sbagliata. E , invece – sottolinea – pagano un imprenditore che stava facendo realizzare un progetto autorizzato, e quattro funzionari pubblici. Il funzionario del comune non aveva certo il potere di bloccare un’opera approvata anche dal consiglio comunale, così come non poteva impedirlo la funzionaria della Sovrintendenza e gli ex sovrintendenti forse avrebbero potuto esaminare meglio il progetto, ma non sono certo loro i responsabili di quanto è accaduto. Quanto agli ambientalisti, adesso dovrebbero occuparsi anche della risistemazione del parco”. Ma ora che il danno è fatto, bisogna almeno imparare qualcosa da questa vicenda.
“La prima lezione è che si devono fare cose che abbiano un senso e, secondo me, un parcheggio a rotazione sotto l’Acquasola non lo aveva – osserva Viziano-. Ma se la politica avesse fatto meglio, almeno ci si sarebbe potuti fermare prima ed evitare che il parco si degradasse così. E poi bisogna smetterla di litigare ogni volta che in questa città si deve fare qualcosa, e dire basta ad opere di bassa qualità. Si devono fare bene cose che abbiano un senso”.
annamaria coluccia

 

MOZIONE su Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera

antonioOGGETTO: MOZIONE su Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera

Il Consiglio Comunale,

premesso che in Valpolcevera alcuni soggetti hanno elaborato il progetto “Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera”, che prevede:

  • coinvolgimento dei portatori di interesse: Comuni e Municipio della Valpolcevera, associazioni dei coltivatori, associazioni dei consumatori, gruppi di acquisto solidale (GAS), altre associazioni, scuole, università, addetti alla ristorazione collettiva; possibilmente i Comuni interessati e la Regione Liguria;
  • iniziative di tipo informativo, culturale e di “marketing sociale” nei diversi Comuni e Municipi del territorio, al fine di creare nella popolazione una maggior consapevolezza delle importanti funzioni sociali e di difesa del territorio e, d’altra parte,  dei rischi per la salute e la sicurezza alimentare e dei rischi di tipo idrogeologico connessi con l’abbandono di questa attività;

iniziative concrete di sostegno alle attività dell’agricoltura contadina, mirate a rendere economicamente sostenibili tali attività, attraverso agevolazioni alla produzione e alla distribuzione dei suoi prodotti.

tenuto conto che le proposte sopra accennate non riguardano solo la Valpolcevera, ma anche molte altre zone rurali della nostra città;

considerato che le finalità generali sono migliorare la sicurezza alimentare e la salute della popolazione della Valpolcevera e creare nuove opportunità di lavoro per i giovani; contribuire alla riduzione del rischio idrogeologico del territorio della Valpolcevera.

mentre gli obiettivi specifici:

-migliorare la conoscenza dell’agricoltura contadina e dei meccanismi di distribuzione dei suoi prodotti nel territorio della Valpolcevera

– favorire l’incontro fra l’offerta dei prodotti dell’agricoltura contadina e la domanda potenziale di tali prodotti in Valpolcevera

– favorire la sostenibilità economica delle attività di agricoltura contadina in Valpolcevera

sottolineato come un primo censimento delle attività agricole esistenti nel territorio della Valpolcevera risultano segnalare la presenza di circa 250 operatori


impegna Sindaco e Giunta a attivarsi anche di concerto con Regione Liguria

  • appoggiare tale iniziativa in vista dell’eventuale utilizzo in questi contesti di prodotti provenienti dall’agricoltura biologica o dall’ agricoltura contadina “di prossimità”, sia nei servizi di ristorazione che nelle mense scolastiche del territorio, favorendo la nascita di GAS (gruppi di acquisto solidale) presenti nel territorio e ponendo le basi per la creazione di mercati a chilometro zero.eseguire uno studio di fattibilità relativo all’ implementazione di sistemi di garanzia partecipata (SGP) per la certificazione della qualità e della salubrità dei prodotti dell’agricoltura contadina.
  • accompagnare percorsi di “denominazione comunale di origine” o De. C. O (legge 142 dell’8 giugno 1990) per l’attribuzione di un marchio di garanzia a prodotti aventi adeguate caratteristiche di qualità e tipicità.
  • sostenere la creazione di reti di impresa fra piccoli produttori dell’ agricoltura contadina, di modo che l’offerta dei prodotti possa avere le necessarie caratteristiche di qualità, regolarità di fornitura, efficienza dei sistemi di distribuzione.
  • verificare la possibilità di introdurre agevolazioni (in particolare fiscali) per quei negozi che destinano una parte del loro spazio alla vendita di prodotti locali, in considerazione del fatto che i piccoli negozi, soprattutto quelli di montagna, che resistono alla concorrenza dei grandi magazzini, sono da salvaguardare, in quanto costituiscono un vero presidio sul territorio contro lo spopolamento delle zone rurali.

Antonio Bruno (FDS)

Giampaolo Pastorino (Sel)

Legambiente: l’albero di Natale e la non cultura del verde di Doria e della sua giunta

andrealberoLEGAMBIENTE: L’ALBERO DI NATALE E LA NON CULTURA DEL VERDE DI DORIA E DELLA SUA GIUNTA
L’abete di Natale e l’incultura verde
ANDREA AGOSTINI

dal Secolo xix di lunedi 14 dicembre 2015

Parlare di abete a consumo zero a proposito dell’albero di De Ferrari è una affermazione che sottolinea la profonda incultura del sindaco Doria e della sua giunta per le tematiche ambientali e del verde. Un albero tagliato in val d’Aveto, in un’area dove non c’è una coltivazione di conifere come in val di Fiemme nostra precedente fornitrice di alberi natalizi, non solo porta una perdita secca di valore di verde in val d’Aveto, ma con il costo in termini di gas prodotti dai camion e di benzina per arrivare fino a Genova arriva a sommare un costo molto superiore a quello della val di fiemme dove l’albero viaggia su rotaie e c’è una programmazione tale per cui tanto si taglia , tanto si ripianta da decenni. Esattamente quello che non si fa a Genova e Provincia da mai.
Ma anche nelle piccole cose le evidenze sono eclatanti: cosa ci fa un oleandro piantato in via Casaregis, una via dive da decenni fanno bella mostra di se solo platani monumentali ? Anche qui l’oleandro costa meno del platano? E la Soprintendenza, la tutela del paesaggio, il regolamento comunale del verde ? Tutto nel wc e tirare lo sciacquone.
Così come l’Acquasola: erano 700.000 gli euro a disposizione, sono diventati 300.000 , ma i lavori continuano a non partire. E gli altri 400.000 come se li sono spesi?
Altro mistero gaudioso: come è possibile che un tecnico validi una proposta indecente come assegnare 300.000 euro all’anno agli Amici del parco di Pegli per gestire tutta la manutenzione: verde, laghetto,edifici, percorsi botanici? Oppure com’è che i milioni di euro per i parchi di Nervi sono spariti o son stati spesi chissà dove ( e parliamo di milioni, qualcuno avrà pur fatto un preventivo e la giunta garantita la copertura, o no? E come mai tecnici e politici sono ancora tutti li?),Intanto l’azienda che doveva rimettere a posto i parchi non è pagata da oltre un anno e i lavori sono sospesi [ certo li non ci dovrebbero fare un supermarket per “valorizzare l’area”, ma aspettate e vedrete].
Quando solleviamo questi ed altri problemi [ gli sponsor dell’oleandro e i loro capi] ci accusano di essere talebani. Meglio talebani che presuntuosi incapaci che buttano via i soldi o coniugano slogan a chilometro zero che non sanno neanche di cosa stanno parlando.
Noi ostinatamente vogliamo il verde, la trasparenza dei conti, il rispetto dei regolamenti comunali e della legge. Quello che questa e altre giunte precedenti ( ma i tecnici sono gli stessi) non hanno fatto ne all’Acquasola, ne a Nervi e nemeno in tante altre occasioni ne, con tutta evidenza, hanno intenzione di fare. [ e intanto tagliano, tagliano a centinaia alberi in tutta la città con un saldo passivo mostruoso alla faccia della smart city e della conferenza di Parigi]

vice presidente del circolo nuova ecologia legambiente genova

Sulla lettera dei Sindaci Arancioni va in scena il teatro dell’assurdo

I Sindaci “arancione” (Doria, Pisapia, Zedda) rilanciano il centro sinistra come unico antidoto alla crescita della destra (e dei 5 stelle che in Europa stanno con la destra, in Italia hanno connotati un po’ piu’ sfumati).
Fanno il loro mestiere.
In questi cinque anni hanno incarnato lo sforzo di gestire “in modo umano” la crisi economica, rassegnati a una versione, seppur temperata, delle ricette neoliberiste e privatizzatrici.
In questi cinque anni si è fatto chiarezza sulle dimensioni di questo fenomeno.
Eletti sull’onda di una genuina richiesta di partecipazione e cambiamento sostanziale dopo i referendum per l’acqua pubblica del giugno 2011, hanno sviluppato una politica che non ha fatto un passo avanti verso la ripubblicizzazione dei servizi pubblici e una gestione del territorio partecipata.
Quello che più sorprende, e che ci fa precipitare in un vero e proprio teatro dell’assurdo, è la reazione della parte sinistra delle coalizioni arancioni che rivendicano discontinuità con il Pd e che, momentaneamente?, scalciano di fronte a una riedizione delle coalizioni di cinque anni fa.
Sono le stesse, medesime persone che in questi anni hanno cercato di convincermi che è difficile governare all’epoca dela crisi (vero), che non si votava a favore della Gronda Autostradale (ma solo al parere favorevole al progetto definitivo della Gronda Autostradale….), che, per non  far vincere la destra, è meglio non fare troppo gli schizzinosi quando  qualche sfrattato da case di proprietà comunale si suicida e che la ripubblicizzazione del servizio idrico è un obiettivo impropronibile
La realtà è difficile, nessuno le nega, ma la destra estrema si inizia a combattere iniziando, prima di tutto, a essere puliti e trasparenti.

Antonio Bruno

Incontro a Genova su cop21

cop21

Venerdi 11 dicembre ore 17.30

Salone Rappresentanza Palazzo Tursi, via Garibaldi 9 – Genova

I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità.
Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo, dove molte popolazioni vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema,come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali.
La scienza e la tecnologia non sono neutrali, dipendono dalle scelte politiche ed economiche.
Nessuno vuole tornare alla preistoria, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, abbandonando al tecnologia basata sui combustibili fossili, per un’economia basata sulla giustizia e la redistribuzione delle ricchezze.
L’attuale sistema economico energivoro, oltre a distruggere l’ambiente e a sfruttare il Sud del mondo, causa diseguaglianze e povertà anche nelle nostre città.
E’ necessaria una riconversione ecologico-sociale dell’economia. Cosa sta succedendo alla Conferenza di Parigi? In Italia e in Liguria a che punto siamo?

Ne parliamo con
Mario Agostinelli, Presidente Associazione Energia Felice (Giustizia climatica e giustizia sociale / Tra la Laudato Si a Cop 21)
Maria Fabianelli, Direttore Divisione Energia IRE S.p.A, Agenzia Regionale Ligure (Il progetto COOPENERGY: la Governace multi-livello nella pianificazione energetica)
Enrico Pignone, Consigliere delegato all’Ambiente della città Metropolitana di Genova

Coordina il consigliere comunale Antonio Bruno

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Busalla potrebbe bruciare l’inquinantissimo petrolio da sabbie bituminose

Il petrolio da sabbie bituminose è tra i combustibili più inquinanti al mondo. Tenerlo sotto terra è indispensabile per il contenimento dell’aumento di temperatura entro i 2°C. Nonostante le prove fornite dalla Stanford University sull’eccesso di quantità di Co2 liberata nell’atmosfera (107 grammi di Co2 equivalente per megajoule (Co2eq / MJ) contro gli 87.5g (Co2eq / MJ) del petrolio tradizionale), il Parlamento Europeo, su disposizione della Commissione, ha ratificato l’inserimento del combustibile ricavato da sabbie bituminose nella stessa classe di inquinamento della benzina e del diesel convenzionale. Ciò è avvenuto perché le compagnie petrolifere e le raffinerie hanno vinto sull’evidenza scientifica e hanno ottenuto nel Ttip, il trattato di libero scambio tra Ue e Usa, una clausola di trattamento privilegiato per il petrolio da sabbie bituminose. Nello stesso periodo in cui ci si preparava per la Cop21, le maggiori raffinerie europee si sono attrezzate per ricevere e trattare il greggio da sabbie bituminose. Potremmo quindi trovarcelo sotto casa, come segnalato da questa mappa, che mostra Busalla, Livorno, Ancona, Sannazzaro (Pv), Trecate (No), e molti siti in Sicilia e Sardegna.

Antonio Bruno

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