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Archive for gennaio 2016

Il centro sinistra getta la maschera

Il Governo Renzi dichiara che l’accordo di programma per Cornigliano è valido fino all’estate di questo anno. Si comprendono meglio e dichiarazioni ondivaghe del centro sinistra genovese e la chiusura di Palazzo Tursi ai manifestanti. Nel 2005 l’altoforno di Cornigliano fu chiuso con un accordo di programma che garantiva reddito e lavoro ai lavoratori siderurgici dello stabilimento. Nel frattempo le aree liberate non sono state occupate da attività produttive.
Il Governo, dopo una temporanea presa in carico degli stabilimenti del gruppo Riva sotto inchiesta per i gravissimi inquinamenti e attacchi alla salute della popolazione di Taranto, ha deciso di vendere o affittare gli impianti. E’ evidente che per le multinazionali i livelli di occupazione e reddito (ma anche la produzione compatibile con salute e ambiente) sono incompatibili con i loro obiettivi di profitto.
La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita dice che bisogna guardare al futuro e che il mondo dal 2005 e’ cambiato.  Se il futuro porta disoccupazione e precarietà, questo non lo vogliamo e lo combattiamo. Invece, il futuro che vogliamo è quello di una politica industriale del Paese che garantisca lavoro, salute e dignità. Se è impossibile o troppo costoso compatibilizzare gli impianti di Taranto, si proceda a processi di riconversione produttiva. I settori non mancano a partire da quelli dell’efficienza energetica, del risanamento idrogeologico e della produzione pulita di energia.
Ma questo si puo’ fare solo abbandonando i processi di privatizzazione e costruendo una grande alleanza tra lavoro e salute.

Antonio Bruno

Progetto Galliera: perche’ l’amministratore delegato non vuole venire a Tursi?

Progetto Galliera: perche’ l’amministratore delegato non vuole venire a Tursi?

Da diverse settimane molti consiglieri di diverse forze politiche chiedono una commissione consiliare sul Progetto del Nuovo Ospedale Galliera, sul quale a breve verra’ convocata una Conferenza dei Servizi.
Purtroppo, la commissione slitta di settimana in settimana e recentemente il Sindaco di Genova Marco Doria avrebbe suggerito di convocare la commissione non nella consueta Sala Rossa, bensi’ all’interno dell’Ospedale Galliera. Cosa impedisce all’amministratore delegato Adriano Lagostena di arrivare a Palazzo Tursi in via Garibaldi?  Il confronto con chi denuncia che il progetto si è modificato riducendo sensibilmente il numero di letti reali previsti?
Nessun problema da parte mia a andare al Galliera (se il Galliera non viene a Tursi), a patto, pero’, che siano previsti anche gli interventi del comitato Per Carignano, contrario alla speculazione edilizia che sottende al progetto.

Antonio Bruno

Non e’ vero che non si puo’ equiparare servizio civile a forze armate nei concorsi: Doria non discrimini il Servizio per la Pace

Al Sindaco di Genova,

Oggetto: interrogazione  a risposta scritta

Il Sottoscritto consigliere,

premesso che ad una precedente interrogazione che chiedeva di estendere a chi ha compiuto il Servizio Civile le riserve nei concorsi dell’Amministrazione di cui gode il personale delle forze armate;

tenuto conto che L’Assessore Isabella Lanzone ha risposto che «la riserva di posti prevista nel bando di concorso per 2 Funzionari Servizi Amministrativi (Europrogettisti) ha carattere obbligatorio e fa riferimento una norma di legge specifica che impone alle Pubbliche Amministrazioni il suo inserimento nei bandi di concorso di personale non dirigenziale. La normativa in questione è dettata dall’art. 1014 del D.lgs 66/2010 ad oggetto “Codice dell’Ordinamento Militare”, che prevede esplicitamente che, a favore dei volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate congedati senza demerito ovvero durante il periodo di rafferma nonché dei volontari in servizio permanente, venga riservato» una quota di posti variabile dal 20% al 50%».

sottolineato come, invece, gli articoli 8 e 9 del Decreto legislativo 77/2002 precisano che «Al termine del periodo di servizio civile, compiuto senza demerito, l’Ufficio nazionale per il servizio civile o le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza, rilasciano ai volontari un apposito attestato da cui risulta l’effettuazione del servizio civile. […] I titolari di tale attestato sono equiparati al personale militare volontario in ferma annuale».

interroga la S.V. per conoscere cosa ostacoli la Civica Amministrazione di Genova dall’applicare il DL 77/2002 e quindi equiparare, anche nei concorsi, il SERVIZIO civile alla ferma volontaria nelle forze armate.

Antonio Bruno

Inquinamento a Genova, la salute è più importante della burocrazia

Inquinamento a Genova, la salute è più importante della burocrazia

Le misure elaborate dalla giunta Doria per limitare l’inquinamento a Genova (fino ad aprile sospesi) possono essere un incentivo a tutelare la salute in maniera meno burocratica e più significativo.
Dalla discussione in commissione consiliare è emerso che l’ordinanza è stata stimolata da alcuni superi (biossido di azoto e ozono) che potrebbero esporre la civica amministrazione alle multe che la Comunità europea eroga ai paesi membri (e quindi gli enti locali) che tollerano l’inquinamento.
Inoltre, è ammeso nello stesso testo dell’ordinanza, che la Civica Amministrazione ha elaborato misure che non incidono su porto, aeroporto, traffico autostradale e  extraurbano, cantieri di Grandi Opere, perchè il Sindaco non si ritiene competente su materie relative alla città metropolitana (dove lui stesso è Presidente ndr) o ad altri enti.
Segnalo che, secondo l’art. 50 del D. Lgs. n. 267/2000, il Sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale.
Passando dal ragionamento puramente ragionieristico alla sostanza delle cose, l’inventario regionale delle emissioni (al momento consultabile on line fino al 2011) segnala che la maggioranza delle emissioni di polveri sottili e biossido di azoto è emesso dalle attività portuali, mentre le moto sono solo marginalmente coinvolte in queste emissioni. L’ordinanza avrebbe, pertanto, un impatto limitatissimo sui superi incriminati.
Altro discorso per il Monossido di Carbonio che vedono proprio le moto le maggiori responsabili di tale inquinante.
Inoltre, il Comune di Genova dovrebbe essere impegnato negli obiettivi di riduzione di emissioni per la creazione dell’effetto serra (anche se all’incontro Cop 21 di Parigi Genova ha brillato per un’imbarazzante assenza istituzionale).
Peccato che il documento, che dovrebbe attuare questi obiettivi (SEAP), ha come principale intervento la costruzione di un gassificatore (che pero’ e’ stato abbandonato dalla stessa amministrazione) e affronta solo marginalmente il tema del trasporto pubblico.
In conclusione, riterrei necessario che Marco Doria in qualità di ufficiale sanitario del Governo, di Sindaco di Genova, di Presidente della Città Metropolitana, indica un tavolo permanente che affronti in termini globali il problema, chieda con forza interventi finanziari e normativi statali, adotti misure urgenti (come ad esempio bloccare lo stillicidio di eliminazione di corsie riservate per bus)  e metta in campo tutte le ordinanze necessarie a migliorare la qualità dell’aria (ma anche dell’acqua e del suolo) a tutela della salute dei genovesi.

Antonio Bruno

ILVA: supini ai privati e guidati da persona discussa

antoniobrunoI commissari dell’Ilva non intenderebbero finanziare la produzione di banda stagnata nello stabilimento di Cornigliano, al fine di favorire il gruppo siderurgico franco-indiano Arcelor Mittal già presentei sul mercato con altri stabilimenti produttori di latta. Questa decisione fa chiarezza sugli effetti che la vendita-affitto (privatizzazione pertanto) ha su occupazione e (mancanza) di politiche industriali nazionali.
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La nomina di Marco Pucci a direttore generale di Ilva è una decisione controversa. Marco Pucci, infatti, è stato condannato a 7 anni (in secondo grado) per il tragico rogo alla ThissenKrupp di Torino in cui morirono 7 operai nella notte tra il 5 e 6 dicembre 2007. In un momento in cui il premier Matteo Renzi propone di licenziare in 48 ore i “presunti” furbetti del cartellino, trovo incredibile nominare direttore generale di un’azienda, che si sta privatizzando, una persona coinvolta nel rogo di una azienda che venne privatizzata nel 1994.

Antonio Bruno

Scolmatore, l’ecomostro poteva essere evitato

nocementoLEGAMBIENTE FEREGGIANO PARLA IL NOSTRO CONSULENTE TECNICO: l’ECOMOSTRO POTEVA ESSERE EVITATO
Scolmatore, l’ecomostro poteva essere evitato
STEFANO CAMISASSO

dal secoloxix di giovedi 21 gennaio 2016

La replica dell’assessore Crivello conferma che la struttura sarà demolita, che il progetto che fa mostra di se in corso Italia è solo un suggerimento e che saranno riconosciute concessioni onerose nel caso in cui si prevedesse l’uso privato della piattaforma. La stessa ha tutte le autorizzazioni regionali, anche quella paesaggistica, dice l’assessore Crivello. Ma è bene ricordare che la medesima non è in carico alla Regione ma alla Soprintendenza, parere obbligatorio per tutti quelli che intervengono in aree di vincolo paesistico; perché questo intervento è stato escluso? Il costo della copertura è largamente sovrastimato rispetto alle necessità di cantiere e determinerà anche un ulteriore onere per la rimozione, ed è per questo che ovunque non si fanno coperture in prefabbricato ma strutture meno costose, più flessibili e facili da eliminare al termine dei lavori. Suggerirei di valutare la scelta fatta a Genova per i cantieri Mariotti, in una situazione analoga da un punto di vista di superficie, impatto paesaggistico, flessibilità d’uso e costi; forse non bisogna andare molto lontano per trovare una soluzione corretta sia economicamente che giuridicamente e tecnicamente più efficace.
La retorica dei morti, utilizzata dal consigliere PandoIfo, per giustificare opere inutili e costosissime è un brutto modo per fare propaganda a favore del cemento; del resto i maggiori sponsor politici e tecnici dell’operazione sono gli stessi che con le loro concessioni, le loro autorizzazioni e i loro voti in consiglio comunale hanno perseguito e ancora perseguono il sacco cementizio di Genova. I cittadini che hanno fatto ricorso hanno esercitato un legittimo diritto verso la tutela del paesaggio: ciò non fa di loro degli eroi ma non è corretto esporre il loro nome al pubblico ludibrio: il reiterato utilizzo di parole d’odio è una classica operazione che tanfa della logica del “colpirne uno per educarne cento” per inibire i dissidenti ovunque essi siano. Ricordo infine che la cantina dove sono annegati in via Fereggiano ben 6 persone, era nota come pericolosa dai documenti dell’Autorità di bacino dal 2008 e che nulla da allora è stato fatto per mettere in sicurezza il sito. Parliamo di 1000 euro per mettere un cancello a protezione di quella cantina maledetta e purtroppo su questo tema si deve registrare, con rammarico, il permanere di un assoluto silenzio.
L’autore è ingegnere

Legambiente: “Scolmatore, è giusto combattere quell’inutile obbrobrio

andreaLEGAMBIENTE: SCOLMATORE, E’ GIUSTO COMBATTERE QUELL’INUTILE OBBROBRIO

ANDREA AGOSTINI

dal secoloxix di lunedi 18 gennaio 2016

A proposito della controffensiva organizzata da «Alberto Pandolfo che, pur ingegnere,cantieri non ne ha mai diretti,meno che meno di una grande opera, limitandosi a percepire uno stipendio come portaborse del ministro della Difesa e che si permette di mettere alla berlina con nome e cognome una signora che sta esercitando nulla di più che un suo diritto, suggerirei di consultare le carte prima di parlare a vanvera. In primis il problema non è copertura sì copertura no, ma sì a quali condizioni: perchè i nostri prodi dimenticano che c’è una legge costituzionale ( quando fa comodo se lo scordano), che tutela sempre il paesaggio. Ne consegue che ogni opera, provvisoria o meno, deve tenerne conto e rispettarla. Nel nostro caso i costruttori hanno messo su un catafalco che impatta in maniera significativa e devastante col paesaggio proprio davanti al percorso che centinaia di navi fanno per entrare in porto. Si parla anche di assegnare il tetto a dei privati per “risarcirli” dei danni. Non crediamo che questo si possa fare senza corrispettivi economici, gara o altro. Per quanto riguarda la questione della messa in sicurezza guardiamo i numeri, che sono pubblici. E dicono che né lo scolmatore del Fereggiano, in costruzione, né la copertura del Bisagno metteranno in sicurezza la città: l’unica opera che potrebbe garantire la sicurezza idraulica sarebbe lo scolmatore del Bisagno con innesto alla Sciorba (costo: 300 milioni di euro). Ma allora bisognerebbe ricominciare tutto da capo perchè il costruendo scolmatorino non ha il diametro necessario,quindi si ricomincerebbe a scavare da zero. In più non esiste una previsione sui costi di manutenzione dell’opera (in un territorio dove i rivi intubati esplodono ad ogni piovasco, la mancanza di questo dato è inquietante). Se si parla di sicurezza bisognerebbe pensare, oltre a Marassi, anche a San Fruttuoso, visto che il progetto non prevede la captazione dei rivi Noce e Rovare: quelli che allagano via Donghi e San Martino, che si uniscono a formare il Casaregis che, a sua volta, manda sott’acqua buona parte della Foce. Tutto questo non è frutto di nostre pensate è scritto in testi e documenti ufficiali che coloro che dovrebbero informare e i rappresentanti istituzionali spesso non leggono. Aggiungo di nostro solo un ultimo elemento. Lo scolmatorino non si farà e resterà un buco nero, come tanti altri in città. I nostri consulenti hanno fatto i conti: mancano 25-30 milioni oltre ai 45 previsti e se mai risulterà che avremo ragione i firmatari dovranno vedersela con la Corte dei conti. Concludo ringraziando i cittadini che coi loro soldi stanno contrastando l’ennesimo obbrobrio a Genova, Noi di Legambiente non l’abbiamo potuto fare perchè i soldi che avevamo ce li siamo spesi per Pitelli, Scarpino, Vado e l’Acquasola. E chiedere giustizia costa.

L’autore è del circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova

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