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Scolmatore, l’ecomostro poteva essere evitato

nocementoLEGAMBIENTE FEREGGIANO PARLA IL NOSTRO CONSULENTE TECNICO: l’ECOMOSTRO POTEVA ESSERE EVITATO
Scolmatore, l’ecomostro poteva essere evitato
STEFANO CAMISASSO

dal secoloxix di giovedi 21 gennaio 2016

La replica dell’assessore Crivello conferma che la struttura sarà demolita, che il progetto che fa mostra di se in corso Italia è solo un suggerimento e che saranno riconosciute concessioni onerose nel caso in cui si prevedesse l’uso privato della piattaforma. La stessa ha tutte le autorizzazioni regionali, anche quella paesaggistica, dice l’assessore Crivello. Ma è bene ricordare che la medesima non è in carico alla Regione ma alla Soprintendenza, parere obbligatorio per tutti quelli che intervengono in aree di vincolo paesistico; perché questo intervento è stato escluso? Il costo della copertura è largamente sovrastimato rispetto alle necessità di cantiere e determinerà anche un ulteriore onere per la rimozione, ed è per questo che ovunque non si fanno coperture in prefabbricato ma strutture meno costose, più flessibili e facili da eliminare al termine dei lavori. Suggerirei di valutare la scelta fatta a Genova per i cantieri Mariotti, in una situazione analoga da un punto di vista di superficie, impatto paesaggistico, flessibilità d’uso e costi; forse non bisogna andare molto lontano per trovare una soluzione corretta sia economicamente che giuridicamente e tecnicamente più efficace.
La retorica dei morti, utilizzata dal consigliere PandoIfo, per giustificare opere inutili e costosissime è un brutto modo per fare propaganda a favore del cemento; del resto i maggiori sponsor politici e tecnici dell’operazione sono gli stessi che con le loro concessioni, le loro autorizzazioni e i loro voti in consiglio comunale hanno perseguito e ancora perseguono il sacco cementizio di Genova. I cittadini che hanno fatto ricorso hanno esercitato un legittimo diritto verso la tutela del paesaggio: ciò non fa di loro degli eroi ma non è corretto esporre il loro nome al pubblico ludibrio: il reiterato utilizzo di parole d’odio è una classica operazione che tanfa della logica del “colpirne uno per educarne cento” per inibire i dissidenti ovunque essi siano. Ricordo infine che la cantina dove sono annegati in via Fereggiano ben 6 persone, era nota come pericolosa dai documenti dell’Autorità di bacino dal 2008 e che nulla da allora è stato fatto per mettere in sicurezza il sito. Parliamo di 1000 euro per mettere un cancello a protezione di quella cantina maledetta e purtroppo su questo tema si deve registrare, con rammarico, il permanere di un assoluto silenzio.
L’autore è ingegnere

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