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La Commissione parlamentare accusa, ma centro destra e centro sinistra continuano le medesime politiche

differenziataLa Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Liguria esprime un impietosa analisi che distrugge le politiche sui rifiuti che centro destra e centro sinistra hanno auspicato, piuttosto che portato avanti, per la Regione Liguria, spiegando come sia stata favorita l’infiltrazione mafiosa in questo settore.
In particolare,
«Il servizio ligure di raccolta dei rifiuti urbani è afflitto dal progressivo esaurimento delle discariche. Non vi sono nel territorio impianti d’incenerimento e termovalorizzazione – sottolinea – Inoltre la Regione Liguria ha individuato 174 siti industriali inquinati di cui solo 52 sono stati bonificati».
Al contrario “sarebbe stata probabilmente sufficiente una pianificazione più normale, che curasse l’aumento progressivo della raccolta differenziata, con la realizzazione di centri di compostaggio… curando la separazione a monte e il pretrattamento (la separazione dell’organico ndr); il tutto in un sistema che non delegasse la gestione ai comuni”.
E’ esattamente quello che abbiamo, con scarsissimi risultati, denunciato e proposto in questi anni.
L’aspettativa del mitico Inceneritore ha precluso ogni gestione dei rifiuti moderna e sostenibile.
Ma quello che e’ piu’ grave, e’ che tale politica viene perseguita, ancora oggi, dai poteri forti, dal centro sinistra, dalla destra e dal Sindaco Doria.
Prendendo atto dell’insostenibilità della costruzione di un termovalorizzatore in regione, si continua a fare melina sulla raccolta differenziata, non passando alla tariffazione puntuale della stessa.
Non si trovano i siti per il compostaggio.
Si prepara (con soldi pubblici e intimidazioni amministrative) la riapertura della discarica di Scarpino, al fine di poter vendere quote significative di AMIU alla multiutility Iren.
Iren, con una forte partecipazione pubblica ma di fatto in mano al mercato, alle finanziarie e alle banche, potra’ sviluppare economie di scala portando i rifiuti nei suoi inceneritori (quasi vuoti) di Torino, Piacenza e Parma.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Antonio Bruno

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