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Bruno e Pastorino: giù le mani da AMIU

Apprendiamo da organi di informazione che, mentre Comune di Genova e Città Metropolitana (guidate rispettivamente da  Marco Doria e Marco Doria) si stanno accordando per ottenere l’Autorizzazione a riaprire parte della discarica di Scarpino e rendere più appetibile Amiu sul mercato, l’imprenditore di centro destra Giovanni Calabro’ entrerebbe in lizza per rilevare quote di AMIU.
Si apre quindi una competizione con IREN guidata dall’ex ministro del governo Monti, Francesco Profumo. Al contrario, riteniamo che la gestione dei rifiuti sia un affare troppo delicato da lasciare in mano a imprenditori rampanti e/o paladini delle politiche di austerita’ che stanno affossando l’Italia e l’Europa.
Pensiamo che sia necessario passare a forme di gestione partecipata (consigli comunali, rappresentati dei lavoratorio e degli utenti), tramite la trasformazione in Azienda Speciale di AMIU.
Conosciamo bene gli effetti delle privatizzazioni (favorite da gestioni falsamente pubbliche di centro destra e centro sinistra): aumento tariffe, diminuzione diritti e occupazione, politiche anti ecologiche. L’esempio di Iren è sotto gli occhi di tutti.
Non c’e’ niente di ineludibile
Come diceva Beltrod Brecht il principale sconfitto e’ colui che ritiene che non ci sia niente da fare e che (in questo caso) la privatizzazione di AMIU sia inarrestabile.
E’ necessario pero’ che forze politiche, associative (le associazioni ambientaliste battano un colpo!), i cittadini si mobilitino.

Per quanto riguarda la necessità di trovare finanziamenti per costruire gli impianti di separazione secco-umido (diremmo anche quelli di compostaggio) e chiudere il ciclo senza bruciare nulla nè a Genova nè in val Padana, non possiamo che ribadire le proposte gia’ avanzate:

a) finanziamento dell’opera tramite fondi europei

b) finanziamento tramite sistema bancario o cassa depositi e prestiti con fideiussione del Comune

c)individuazione di un  partner per una società ad hoc, finalizzata solo alla realizzazione dell’impianto.
Si tratta di coinvolgere con gara società di impiantistica industriale disponibili a finanziare integralmente la realizzazione degli impianti stessi. Recupero dell’investimento con utile d’impresa tramite gestione di 12-15 anni dell’impianto stesso con società mista impiantista vincitore gara-AMIU.
Vantaggi:
– chi vince la gara è una azienda che sa realizzare gli impianti
– è interesse del realizzatore fare un impianto ben fatto, altrimenti non rientra del capitale investito
– la gestione mista garantisce una gestione tecnica valida, ma nello stesso tempo consente a personale AMIU di imparare a gestire impianti industriali per poi rendersi indipendenti
– non si sposa a vita una ditta come nel caso di ingresso di un partner nel capitale sociale, ma è una convivenza a tempo (il tempo di ammortamento dell’investimento fissato a priori nella gara).

Queste opzioni evitano l’ingresso in società di capitani di ventura o di una multiutility gestita da fondi privati e banche.

I Consiglieri Comunali
Antonio Bruno Giampiero Pastorino

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