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Frode della raccolta differenziata, assaggio di privatizzazione: il Sindaco non rimanga inerte

La magistratura genovese ha scoperchiato  un collaudato e diffuso sistema truffaldino da parte di AMIU Genova e “SWITCH 1988 Spa” che avrebbe permesso ad alcuni di realizzare consistenti ed illeciti profitti e, dall’altro, all’azienda municipalizzata di far figurare percentuali di raccolta differenziata ben più elevate di quelle effettivamente realizzate.
Pare che i vari appalti – in alcuni casi vinti da “SWITCH 1988 Spa” perfino quando la stessa società non era in possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara – venissero aggiudicati con ribassi vertiginosi, fuori mercato (in alcuni casi verso il 50%), salvo poi compensare con assegnazioni extra per garantire profitti alla  società privata.
Si sarebbe arrivati a simulare centinaia di ritiri di rifiuti ingombranti a domicilio in realtà inesistenti, falsificarela relativa documentazione, aumentare sistematicamente i quantitativi di rifiuti smaltiti per conto del Comune, effettuare smaltimenti di rifiuti gratuiti nei confronti di vari enti pubblici istituzionali e Forze di Polizia, facendo poi figurare falsamente tali rifiuti come se fossero stati rinvenuti abbandonati sul territorio comunale, incassando così indebitamente il previsto compenso per bonifica straordinaria del territorio.
L’indagine fa emergere un ramificato sistema corruttivo ai danni dei genovesi e dell’ambiente.
E rende chiaro il rischio che si corre a procedere con esternalizzazioni e gare al massimo ribasso
Pur rimanendo in attesa delle decisioni della magistratura, posso ribadire che la Civica Amministrazione non puo’ rimanere inerte.
Si costituisca parte civile nell’eventuale processo.
Smetta di effettuare gare al massimo ribasso.
Metta in campo tutte le azioni per rendere trasperente e consultabile da tutti la raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Cessi immediatamente ogni azione per cedere a privati l’azienda pubblica, piu’ di quanto non sia stato fatto fino ad oggi, la gestione di un settore cosi’ delicato.

Antonio Bruno

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