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Archive for aprile 2016

Il cerino di Marco Doria

I nodi irrisolti della Giunta Doria e del centro sinistra a Genova stanno arrivando a un punto di non ritorno.
La permanente marcia indietro rispetto ai contenuti che avevano permesso a Marco Doria di essere eletto Sindaco sta producendo frutti avvelenati.
I cedimenti su Grandi Opere, la degradazione dei servizi pubblici che portano diritti alle privatizzazioni, la passività verso gli obiettivi dei patti di stabilità, l’assenza di ogni percorso partecipativo non hanno rassicurato i settori moderati del consiglio, che hanno alzato il tiro e le richieste sempre di più.
Fino ad approvare un emendamento che abbassa le aliquote dell’IMU alle case di lusso!
Non è bastato raccogliere tutte queste forze nel governo della città metropolitana.
A questo punto il centro sinistra potrà provare a vivacchiare, oppure le sue contraddizioni ci porteranno un anno di distruttivo commissariamento.
A meno che non si vogliano riprendere i contenuti di cinque anni fa cercando in consiglio, anche con i consiglieri del movimento 5 stelle, il consenso auspicato.

Antonio Bruno

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Categorie:Comunicati stampa

Interpellanza su vendita case spim mentre mancano le case popolari

Il Sottoscritto Consigliere,

premesso che  in data 11 aprile la Socità Spim Genova (Società per la promozione del patrimonio immobiliare del Comune di Genova, controllata al 100% dal Comune di Genova) ha aperto il bando che prevede la vendita di  101 unità  abitative  in  tutte  le  zone  della  città.  Un’occasione  per  dare  opportunità abitative a prezzi vantaggiosi anche in riferimento al mercato; 

considerata l’emergenza abitativa in città che, a fronte di migliaia di case sfitte vede molte persone senza casa, in condizioni di convivenza forzata se non addirittura in sistemazioni alloggiative fatiscenti;

tenuto conto della significativa presenza di alloggi pubblici vuoti (alcune centinaia) e di conseguenza inutilizzati a causa della carenza di manutenzione e di interventi di ristrutturazione mai eseguiti;

sottolineto come il fabbisogno abitativo di case popolari sia stimato da associazioni degli inqulini in circa 8.000 alloggi;

interpella la S.V. per conoscere se non sia opportuno bloccare la vendita di patrimonio pubblico per immetterlo a totale disposizione dell’emergenza abitativa, oppure, in subordine, prevedere che almeno una quota degli alloggi in vendita (a titolo indicativo il 10 o il 20 per cento) vengano invece messi nella disponibilità dell’Agenzia sociale per la casa.

Antonio Bruno

Categorie:Interpellanze

In appoggio dei lavoratori edili

Il gruppo consiliare del Comune di Genova Federazione della Sinistra condivide le ragioni per cui i lavoratori edili liguri manifestano questa mattina contro il codice degli appalti varato dal Governo.
L’esecutivo prevede di poter affidare in house lavori, servizi e forniture nella misura massima del 20% dei contratti e non pone l’obbligo della clausola sociale, cioè alla garanzia del posto per chi lavora.
L’effetto principale è quello di precarizzare i rapporti di lavoro e di abbassare la qualità dei lavori svolti.
E’ necessario che questi lavoratori non vengano lasciati soli perchè il liberismo sfrenato coinvolge tutti. E tutti ci dobbiamo ribellare.

Antonio Bruno

Categorie:Comunicati stampa

Legambiente: la politica sia più severa con gli inquinatori

LEGAMBIENTE: LA POLITICA SIA PIU’ SEVERA CON GLI INQUINATORI
di ANDREA AGOSTINI
dal secoloxix di martedi 26 aprile 2016

Quello a cui ho assistito negli ultimi giorni è una tragedia prima ditutto umana: un gruppo di persone che da decenni è vessata dai potentati economici, dalla politica, dalle istituzioni, con inutili dichiarazioni, vaghe promesse, sistematico non rispetto della legge. Possiamo poi parlare di un disastro ambientale: otto chilometri in un fiume sono molti, otto chilometri dove c’erano caprioli, granchi di fiume, uccelli, pesci. Sappiamo che di quella vita non è restato nulla e che per molto tempo la situazione resterà identica.
Non c’è nulla di casuale. Queir azienda è responsabile di decine di incidenti, abbiamo purtroppo politici imbelli e tecnici che giocano sulle parole e, purtroppo, sulla pelle dei bambini. Accanto ai depositi petroliferi ci sono 300 bambini che, quasi tutti i giorni, a scuola respirano i mefitici prodotti del lavaggio delle cisterne e del pompaggio del carburante. Ma, siccome gli odori mefitici sono sotto i livelli di
legge, continuano a respirarli da decenni e sappiamo che, finché ci saranno inquinatori protetti dai politici e delle leggi fatte apposta per loro, continueranno tutti i giorni a far entrare nei loro polmoni ammine aromatiche e altre schifezze che, lentamente, si accumulano.
Sempre entro i limiti di legge, come direbbero quei medici che hanno venduto il loro onore, e tecnici privi di una qualunque autonomia rispetto al mandato dei politici che li hanno messi lì.
Purtroppo la realtà è un altra: stiamo parlando di un’azienda che negli ultimi 10 anni è stata responsabile
di molti incidenti gravi (l’ex direttore è stato condannato nei giorni scorsi per l’incendio del 2008) e che ha continuato a produrre, appoggiandosi alle sempre rinnovate autorizzazioni e anche con attestati di bravura e di rispetto dell’ambiente e dell’ecologia. Ma il dolore della gente è un’altra cosa, i bambini che stanno male sono un’altra cosa, questo vorrei che tutti raccontassero, questo vorrei che la Procura della Repubblica vedesse. Sarò contento quando andremo a processo, perché certe cose le diremo e speriamo che i veri responsabili, non l’ennesima testa di legno sacrificabile, vengano chiamati a rispondere in prima persona.
In Italia abbiamo una lunga tradizione di assoluzioni e di compromissioni fra agenzie di controllo e politica. E indignarsi è troppo poco.

L’autore è vicepresidente del
circolo Nuova Ecologia Legambiente

Disastro Fegino, accusare i cittadini di autosuggestione è scandaloso

Il disastro ambientale innescato dalla perdita di petrolio, causato dalla rottura dell’oleodotto di connessione tra i depositi IPLOM di Genova Fegino e Busalla sta facendo emergere alcuni dati inquietanti.

Allarmante l’atteggiamento di Sindaco e ASL…..
Il Sindaco di Genova Marco Doria ha candidamente dichiarato a un giornale nazionale a proposito dell’impianto “.. qualcuno mi deve, con dati oggettivi, che inquina …”
L’ASL continua a dire che le emissioni sono sotto i limiti di legge.
Mentre gli studenti della scuola vicina si lamentano a intervalli regolari di odori insopportabili e gli abitanti lamentano malori, nelle stanze di Palazzo Tursi (sede del Comune) tecnici e politici sostengono che si tratta di casi di autosuggestione !

Mi pare chiaro che gli enti pubblici, che dovrebbero difendere salute e sicurezza mettono la testa sotto la sabbia e difendono gli interessi dei petrolieri, sacrificando quelli dei cittadini !

Esprimo, comunque, alcune considerazioni ulteriori.

– Non sono chiare le cause della rottura. Probabilmente si è trattato di un cedimento strutturale della tubatura a causa della sua vetustà, essendo stata posata diversi decenni fa. La tubazione è sottoposta ad una pressione notevole: infatti le pompe di rilancio devono vincere il dislivello tra Fegino e Busalla (ca. 350 m) e la distanza di ca. 20 km. La pressione è di diverse decine di bar (atmosfere)

– Appare accertato dalle interviste ai vigili del fuoco e alla popolazione che IPLOM non si è resa conto della rottura e che la stessa ne è venuta a conoscenza solo perchè avvertita dalle squadre d’intervento.
Questo fatto contrasta con le prescrizioni riportate dalla scheda di sicurezza del petrolio greggio della IPLOM stessa che a pag. 7 afferma: “in caso di sversamenti di grande entità avvertire i residenti delle aree sottovento”.
(http://iplom.it/files/SDS%20Greggio_2011%20ITA.pdf)
In realtà l’intervento dei tecnici IPLOM è avvenuto con colpevole ritardo.
Esattamente il contrario di quello che riporta le schede di sicurezza: sono stati gli abitanti ad avvertire i Vigili del Fuoco e gli altri organi di soccorso e questi ad avvertire l’IPLOM.
(per questo abbiamo chiesto con forza che nella commissione comunale di martedi prossimo ci fossero anche gli abitanti essendo la credibilità degli organi preposti al controllo e della Iplom stessa prossima allo zero)
In ogno caso, per molto tempo, IPLOM ha continuato a pompare greggio anche dopo l’incidente.
Siamo di fronte a una grave carenza del sistema di controllo e monitoraggio dell’oleodotto che, a fronte della rottura, avrebbe dovuto in automatico interrompere il flusso di greggio e dare l’allarme agli operatori di sala controllo!!!
E’ evidente che l’oleodotto non aveva valvole di sezionamento poste a intervalli regolari in grado di intervenire in automatico in caso di guasti, al fine di minimizzare le fuoriuscite di greggio.
In ogni caso, prima del suo riutilizzo, occorre verificare lo stato di conservazione della tubazione con un controllo dello spessore delle pareti per tutta la sua lunghezza e occorre che gli oleodotti sia dotati di doppia tubazione, in analogia a quanto previsto nelle raffinerie, quando attraversano centri abitati o zone ad alta valenza ecologica, a iniziare da quelli posati in opera da più tempo.

In ultimo.

I depositi Iplom sono compatibili con la presenza di edifici di civile abitazione e di strada ad alta densità di traffico?

Esiste una politica nazionale e locale che, in linea con gli obiettivi del summit di Parigi Cop 21 e dell’enciclica papale “Laudato sii”, riduca gradualmente la dipendenza dal petrolio per un sistema energetico più salubre e capace di maggiore occupazione?
Domande troppo complesse per chi e’ sottomesso a tecnocrazia e finanza.

Antonio Bruno

Disastro ecologico Fegino: iniziare subito la Conversione produttiva delle aziende inquinanti Nascondi messaggio originale

Il disastro ecologico causato dalla fuoriuscita di petrolio greggio da un oleodotto mette in crisi l’azienda Iplom che mettera’ in cassa integrazione 500 lavoratori.
E’ arrivato il momento che le istituzioni non confidino nella fortuna e prendano atto che è necessario una conversione produttiva che prenda atto degli obiettivi stipulati a Parigi durante il summit Cop 21 di graduale superamento della energia proveniente da combustibili fossili.
Gia oggi la metà dell’energia che arriva nelle nostre case è dovuta alle energie alternative.
Noi che cerchiamo di muoverci a piedi (come consiglia il medico), in bici e con il trasporto pubblico il più possibile auspichiamo che le Istituzioni sviluppino piani di riconversione produttiva per liberare i territori dalle servitù pericolose per la salute e creare occupazione pulita.
Sono necessarie rigorosità nei lavori di bonifica, prescrizioni precise perche’ tali incidenti non si verifichino piu’ e politiche che favoriscano produzione energia pulite e rinnovabili e di mobilità collettiva.

Antonio Bruno

Discussione incidente Iplom in Comune

Martedi alle 930 commissione consiliare comune Genova

2) Incidente oleodotto Iplom, aggiornamento della situazione come  da o.d.g. del 19/04/2016.

Saranno invitati a partecipare i seguenti enti: ARPAL, ASL, VV.F., 
Capitaneria del Porto, Città Metropolitana.
Saranno invitati anche i rappresentanti della raffineria Iplom S.p.A.

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