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Archive for maggio 2016

Oggi in discussione in Consiglio Comunale

MOZIONE 
0026 22/03/2016
Partenariato trans-atlantico su commercio e investimenti (TTIP)
Atto presentato da:
De Pietro Stefano, Boccaccio Andrea, Bruno Antonio Carmelo, Burlando Emanuela, Muscara’ Mauro, Pastorino Gian Piero, Piana Alessio, Putti Paolo.
Mozione TTIP

 

INTERPELLANZA
0012 18/05/2016
Vendita unità abitative da parte di SPIM
Atto presentato da:
Bruno Antonio Carmelo
Interpellanza vendita case Spim

Lettera aperta a Marco Doria

Leggo oggi su un importante giornale cittadino che i motivi della “diserzione” di una parte della sua maggioranza risiederebbe nella sinistra massimalista che non sa governare.
Se governare significa chiudere il portone di palazzo Tursi a cittadini e lavoratori che rivendicano diritti, allora si non sappiamo governare.
Non sono convinto che governare alluda a non rispettare alcun impegno assunto in campagna elettorale che Le ha permesso di vincere le primarie del centro sinistra e poi le elezioni comunali.
Discontinuità sulle Grandi Opere per tutelare il territorio, salvaguardare i servizi pubblici dagli appetiti dei fondi internazionali finanziari, rendere partecipi i cittadini alla cosa pubblica, valorizzare le periferie a partire dal lato sanitario senza piu’ favorire il solito Galliera, difendere i lavoratori in crisi per gare fatte per far vincere chi offre di meno, sono gli obiettivi per cui siamo stati eletti.
Si può cambiare idea ma non si dia la colpa a noi.

Antonio Bruno

Categorie:Comunicati stampa

Dichiarazione di voto sul bilancio

Il rammarico maggiore è la bocciatura del nostro emendamento che proponeva quasi tre milioni in più ai servizi sociali (anziani, disabili, minori, emergenza abitativa) detraendoli dai fondi per l’ordine pubblico che, invece, nella proposta della Giunta sono le uniche ad avere un incremento significativo.
Questa scelta è solo l’ultimo atto di una maggioranza che si è distaccata sempre di più dal suo programma originario: la partecipazione si è pietrificata nelle porte di Palazzo Tursi chiuse a lavoratori e cittadini; la tutela del territorio è smentita dalle Grandi Opere impattanti e pericolose (Gronda e Terzo Valico); la valorizzazione dei servizi pubblici è dimenticata per privatizzarli, a partire da AMIU; la tutela del lavoro viene sacrificata sull’altare delle gare al massimo ribasso (di fatto).
Di fatto una politica succube di finanza e tecnocrazia.
Ci sottraiamo dalla contrapposizione trasporti pubblici – sociale (è per questo che abbiamo votato alcuni emendamenti del Pd che toglievano somme – limitate invero – al trasporto pubblico per metterle nel sociale); non condividiamo la politica degli sgomberi dei campi provvisori di poveri come invece condivide la stragrande maggioranza del Consiglio. Il nostro voto a questo Bilancio è contrario.

Antonio Bruno

AMT, AMIU, ATP, IREN, ASTER, MENSE SCOLASTICHE, OSPEDALI E SANITA’ NO ALLA PRIVATIZZAZIONE !!!

Priv

BASTA CON IL “GRANDE INGANNO”:

IL PUBBLICO PUO’ FAR MEGLIO

IL PRIVATO SEGUE I PROPRI INTERESSI !!!

ORGANIZZIAMO UN GRANDE MOVIMENTO DI LOTTA

Con la connivenza di Istituzioni e Forze Politiche avanza la svendita delle Aziende Partecipate genovesi ai privati. 

La vogliono Banche, Unione Europea, Renzi, ministro Madia e il Comune si adegua.

Sappiamo che la Privatizzazione non è la soluzione, dopo anni di dogma neoliberista, ne osserviamo gli effetti:

–         danneggia i lavoratori interessati (licenziamenti, precarizzazione e carichi di lavoro sempre più pesanti),

–         penalizza i cittadini (peggioramento della qualità dei servizi e tariffe più alte), tradisce il pronunciamento di 27 milioni di cittadini nel referendum del 2011

–          toglie alla città un’importante opportunità per ridisegnare la sua attività economica sul piano occupazionale e ambientale.       

La città ne deve parlare per individuare alternative immediate e realistiche e organizzare un vasto movimento di lotta che può fermare questo scempio.

I CONSIGLIERI COMUNALI  Antonio Bruno e Giampiero Pastorino

Invitano  i cittadini, i lavoratori del settore, i sindacati, le forze politiche, associazioni e collettivi a un incontro

LUNEDI 23 MAGGIO 2016

SALA GIUNTA NUOVA CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

PALAZZO TURSI, V. GARIBALDI ORE 17.00

Scarica volantino

Favoriscono l’ordine pubblico a scapito del sociale: contrario al Bilancio della Giunta Doria

Il rammarico maggiore è la bocciatura del nostro emendamento che proponeva quasi tre milioni in più ai servizi sociali (anziani, disabili, minori, emergenza abitativa) detraendoli dai fondi per l’ordine pubblico che, invece nella proposta della Giunta sono le uniche ad avere un incremento significativo.
Questa scelta e’ solo l’ultimo atto di una maggioranza che si è distaccata sempre di più dal suo programma originario: la partecipazione si è pietrificata nelle porte di Palazzo Tursi chiuse a lavoratori e cittadini; la tutela del territorio è smentita dalle Grandi Opere impattanti e pericolose (Gronda e 3 Valico); la valorizzazione dei servizi pubblici è dimenticata per privatizzarli, a partire da AMIU; la tutela del lavoro viene sacrificata sull’altare delle gare al massimo ribasso (di fatto).
Di fatto una politica succube di finanza e tecnocrazia.
Ci sottraiamo dalla contrapposizione trasporti – pubblici sociale (è per questo che abbiamo votato alcuni emendamenti del Pd che toglievano somme – limitate invero – al trasporto pubblico per metterle nel sociale); non condividiamo la politica degli sgomberi dei campi provvisori di poveri come invece condivide la stragrande maggioranza del consiglio. Il nostro voto a questo Bilancio è contrario.

Antonio Bruno

Categorie:Comunicati stampa

Considerazioni di fronte alla necessità di analisi epidemiologiche sulla salute delle periferie

Non ci sarebbe alcuna necessità di dimostrare che nelle periferie di Genova si muore più che nei quartieri “ricchi”.
Il Fascismo annullo’ i comuni autonomi e formo’ la Grande Genova.
Pianifico’ la struttura urbanistica che ancora oggi i governi nazionali e locali perseguono con ostinazione: impianti pericolosi e servitù nei quartieri popolari (oggi periferie che stanno perdendo sempre piu’ identita’), residenza e servizi e, soprattutto, valore ambientale (leggi accesso al mare e fruizione del verde) a Levante e nella corona alta della città.
Come effetto collaterale c’e’ l’aspettativa media di vita piu’ alta nei quartieri “ricchi”,  piu’ bassa negli altri.
Di recente l’inquinamento da traffico sta livellando un po’ le statistiche.

Le amministrazioni locali dovrebbero intervenire per diminuire queste disparità “di classe”, ovviamente andando verso il risanamento, prevedendo la delocalizzaizone di impianti pericolosi, la riconversione verso sistemi di produzione di energia meno pericolosi etc. etc.

Il problema è che per intervenire il Sindaco di Genova, che ha poteri di polizia sanitaria, dichiara di aver bisogno di dati: “Nessuno mi ha detto che Iplom inquina” ha dichiarato a un giornale nazionale….

E questi dati possono arrivare da indagini epidemiologiche, che, stranamente, sono state fatte in modo superficiale e  incompleto.
Cosi’ come l’inventario delle emissioni nocive che la Regione Liguria ha smesso di aggiornare da alcuni anni, proprio quando si è resa conto che queste analisi individuavano nelle aree portuali la principale fonte di biossido di azoto.

E arriviamo all’oggi: di fronte alla mia richeista di analisi epidemiologiche perche’ secondo diversi fonti la Valpolcevera avrebbe una mortalita’ del 7 per cento superiore a quella di altri quartieri, l’assessore Porcile risponde che “Tale studio però richiede una ingente risorsa economica che la Asl non è in grado di sostenere.
A fronte di quanto sopra ho inviato una specifica richiesta alla Regione Liguria per richiedere di contribuire a ciò mediante lo stanziamento di fondi al fine di poter promuovere la realizzazione di nuovi e adeguati studi epidemiologici che indaghino lo stato di salute della nostra città.”

Ovviamente il Comune di Genova, che ha a bilancio 7 milioni di euro per il rifacimento del portale della Fiera Internazionale di Genova, posta in liquidazione, non dispone di un euro.

E cosi’ il tempo passa.
E la melina si allunga.

Antonio Bruno

Categorie:Comunicati stampa

Comunicato NO GRONDA

nogrondaComunicato NO GRONDA

Nei servizi giornalistici e nella programmazione televisiva locale proposta in questi ultimi giorni, il tema della Gronda di Ponente è tornato nuovamente in auge: la sensazione è che, piuttosto che entrare nel merito dei dati e fornire così una informazione equilibrata, si prediliga la tendenza – come è consuetudine – di dare fiato alle voci di chi è favorevole alla realizzazione di un’opera a nostro avviso pericolosa ed inutile, dimenticando di informare sui pericoli gravissimi che la sua realizzazione comporterà, come se spargere ulteriore cemento possa essere l’unica soluzione a problemi che si trascinano da decenni.
In certi casi vi sono addirittura alcune “scelte editoriali” dichiaratamente favorevoli alla costruzione dell’opera, che ci sembrano difficilmente compatibili con l’intento di svolgere un “Servizio Pubblico”.

Proprio recentemente sono state spese tante parole e dirette televisive sugli sversamenti nel Polcevera, dedicando molto spazio sullo stato della Valle: tutto questo fa un po’ l’effetto analogo a chi piange le “lacrime di coccodrillo”.

La realtà, dimostrata anche dagli eventi delle ultime ore, è che purtroppo la Valpolcevera versa oramai in uno stato cronico di abbandono e sta rischiando di finire ancora peggio, grazie a quanti intendono concentrarvi ancora opere inutili e dannose come il Terzo Valico, la Gronda e la realizzazione di nuove servitù.
Lo dimostrano gli ennesimi episodi di sversamenti di idrocarburi oppure il recente blocco stradale degli operai del Terzo Valico i quali, giustamente, rivendicano sicurezza sul lavoro per chi ha a che fare con l’amianto: chi conosce il territorio in cui vive è da decenni che cerca di farlo capire agli Enti preposti.

Purtroppo la vera partita che si sta giocando con la Gronda è quella del prolungamento delle concessioni, il che conferma ancora che l’opera è inutile e che verrà realizzata per qualcosa che suona come una sorta di baratto della vita dei cittadini della Valle per qualche altro interesse.

Per fare una obbiettiva informazione sulla Gronda, occorrerebbe anche spiegare ai cittadini qualche fatto concreto.
Con la Gronda verranno scavati 50 km di gallerie in montagne amiantifere, a Bolzaneto verrà creato un enorme cantiere industriale per la raccolta e lo smistamento di tutte le terre compreso l’amianto proveniente da questi scavi; che questo impianto industriale resterà in loco per 10 anni; che nell’alveo del Polcevera verranno piantati oltre 500 pali per circa 9 km per trasportare i fanghi contenente il materiale verso il canale di calma (e dovremo pregare affinché non ci siano alluvioni per i prossimi anni): quanto sopra verrà realizzato nuovamente sulla schiena degli abitanti e del territorio della Valle, già satura di servitù e con una qualità della vita fortemente deteriorata.
Verranno realizzati viadotti e altri cantieri in tutto il ponente, a partire dalla Valpolcevera fino a Vesima e verranno spesi oltre 3 miliardi di euro aumentando i pedaggi.
Quanto sopra nonostante sia stato ampiamente dimostrato in questi anni che l’opera è trasportisticamente ed economicamente inutile.

Genova non è isolata, se lo metta in testa chi ne fa un mantra, magari facendosi un giro in tangenziale a Milano per convincersene e per capire il significato della parola “traffico”. Non è necessario che ci si sposti ad Albenga in un giorno di punta per cercare le code di 50 km o attendere che l’ennesimo tir si ribalti, per fare titoli inappropriati che inneggiano alla Gronda.
Genova è gestita in modo discutibile, a partire dalla viabilità interna che si manifesta inadeguata a ricevere quella autostradale, per continuare con l’ inefficienza della gestione dei servizi di trasporto pubblico, ferroviario e del traffico pesante.
Ma non si può dire che la Liguria ed il primo porto del mediterraneo siano “isolati”, quando il carico sul nostro territorio di strutture e di infrastrutture sia viarie che rotabili è almeno il doppio di qualunque altra Regione italiana.
Per quanto riguarda le linee di valico ferroviarie, le linee attuali sono già cinque (due dei Giovi, la Voltri – Alessandria e le due alle spalle di Savona), utilizzate al 30% della loro reale capacità e la Voltri – Alessandria vede il passaggio di pochi treni merci giornalieri pur avendo una potenzialità di 504.000 teu all’anno (dichiarazione dell’ing. Moretti).
Le cinque linee attuali, senza alcun intervento, potrebbero trasportare almeno 2.400.000 container e, con migliorie, addirittura il doppio.

Sul Ponte Morandi, poi, la comunicazione viaggia spesso sul filo dell’equivoco, in alcuni casi lasciando quasi intendere che la Gronda di Ponente andrà a sostituirlo. L’allarmismo sulla sua presunta pericolosità e l’indicazione sui costi di manutenzione insostenibili, ci spinge a chiedere se gli autori di queste uscite siano a conoscenza di qualche dato non ancora noto ai tecnici di Autostrade. In questo caso, sarebbe loro dovere adoperarsi per ottenere un immediato blocco del progetto Gronda di Ponente (che, dunque, dovrebbe essere rivisitato in toto), giacché quest’ultimo si fonda comunque sul mantenimento del suddetto ponte, del quale non si prevede l’abbattimento.
Quanti sostengono l’inadeguatezza e la pericolosità del ponte, dovrebbero forse interpellare i tecnici di Autostrade ed informarli del fatto che, secondo loro, si stanno sbagliando clamorosamente quando affermano che il Morandi “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (presentazione SPEA in Consiglio Comunale) oppure quando dicono che “Il ponte Morandi è un’opera sulla quale Autostrade ha la concessione fino al 2038 e deve ridare l’opera in perfette condizioni di manutenzione. Ad oggi, quindi, sono programmati degli interventi e questi interventi verranno fatti – causeremo un po’ di problemi al traffico, speriamo il meno possibile. Dopodiché gli interventi andranno avanti con la logica della manutenzione come si fa su tutte le opere della rete autostradale, di cui alcune risalgono agli anni Sessanta.” (dich. Autostrade, Commissione Territorio in Consiglio Comunale).

Per concludere, riportiamo alcune righe di un comunicato del Coordinamento No Gronda del 2014, che rimangono oggi in larga parte ancora valide:

“Oggi essere “non isolati” vuole dire dotare le persone e le attività della connessione a banda larga, per poter lavorare e comunicare con tutto il mondo, senza nemmeno il bisogno di muoversi.
Oggi essere “non isolati” vuole dire avere un aeroporto moderno, con linee di collegamento con le altre città europee, e con un collegamento diretto alla città tramite linea ferroviaria e mezzi pubblici.
Costruire la Gronda non porterà dei turisti a Genova, né tanto meno permetterà di raggiungere Milano in minor tempo, come alcuni credono!
Se solo i nostri amministratori, invece di perdere tanto tempo in stupide e inutili promozioni di quest’opera(…), si adoperassero per la conclusione dei lavori della strada a mare e del Nodo ferroviario con l’incremento del servizio di ferrovia urbana e di trasporto pubblico, si riuscirebbe a ridurre realmente il traffico cittadino con ricadute positive enormi dal punto di vista ambientale.
Chi parla di isolamento forse dimentica che l’Acquario di Genova risulta oggi uno dei siti più visitati d’Italia; la presenza continua di navi da crociera comporta un traffico passeggeri di notevole entità e le ultime grandi mostre d’arte hanno portato in città migliaia di visitatori. Ma allora questo vuole dire che Genova non è isolata!
Il problema è che, se vogliamo creare lavoro, dobbiamo fare in modo che queste persone, a Genova, ci rimangano, la girino e, possibilmente, ci ritornino.
La nostra città è un gioiello che bisogna mostrare, far conoscere e soprattutto, curare, abbandonando una volta per tutte il paradigma della “torta di riso” come unico strumento di approccio metodologico allo sviluppo dell’accoglienza turistica.”

Sarebbe infine auspicabile che gli Organi di informazione locale focalizzassero la loro attenzione, oltre che sulla Gronda ed i rischi correlati alla sua realizzazione, sugli annosi problemi della Valpolcevera; a tal fine ci permettiamo di ricordare quanto sono costretti a subire i suoi abitanti, in barba a quei tristi manifesti stinti, rimasti appesi sulla ex fabbrica Miralanza: quella “occasione di sviluppo” che è in sfacelo da decenni e che ben rappresenta la considerazione in cui viene tenuta una vallata produttiva e densamente abitata, che tanto ha dato e sta dando all’economia della città, ma che paga con il 7% di mortalità in più rispetto alla media ligure.
Alcune criticità della Valpolcevera:
-terzo valico, con cantieri, campi base, viabilità di servizio e traffico da trasporto di terre (anche amiantifere) in zone abitate
-depositi di terre da scavo
-letto dei fiumi in stato di abbandono (specie alto Polcevera-PonteX)
-convivenza con depositi petroliferi e ripetute emergenze ambientali
-progressiva chiusura dei servizi comunali in valle (uffici comunali, Inps, biblioteche)
-campi rom abusivi
-campi nomadi stanziali saturi
-stoccaggio rifiuti pericolosi (alcuni recentemente bruciati)
-enormi aree industriali in completo abbandono (es. Houghton, Miralanza, San Giorgio, Centrale del latte)
-futura criticità sulla viabilità di Bolzaneto portata dalla chiusura del ponte S Francesco
-Area Colisa utilizzata per discarica materiali terzo valico
-depositi container
-lavanderia industriale
-Cimitero Biacca in stato di abbandono
-al posto della realizzazione dell’ospedale del ponente, si è avuto un progressivo depotenziamento del Gallino
-difficoltà di collegamento con centro città ove non arriva la Metro
-lavori di collegamento strada a mare/strada di sponda interrotti da anni
-frana in Corso Perrone
-lavori per il nodo ferroviario al palo e zona di Rivarolo in cantiere perenne
-diverse strade (Bolzaneto/Rivarolo/Campi) ridotte a depositi di rifiuti ingombranti ed in stato di abbandono
-miasmi nella zona di Cornigliano/Coronata
-Borzoli: miasmi da idrocarburi e passaggio mezzi pesanti

Grazie per l’attenzione.

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