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Archive for ottobre 2016

Retata Terzo Valico: solo mele marce o anche sistema immorale e degenerato?

tavsaiaduaLa retata che ha coinvolto i vertici del Cociv, il consorzio che costruisce il Terzo Valico,dovrebbe far riflettere politici e opinione pubblica, intossicati da una faziosa campagna assolutoria.
Il centro sinistra locale (sia nella variante Pd che in Rete a Sinistra) sta zitto.
La Destra (direttamente coinvolta nel basso Piemonte nei Comitati SI TAV fortemente infiltrati) e il Governo  invocano tempi rapidi per i processi.
Come se il problema fosse di qualche mela marcia che va scartata.
Invece e’ proprio la nascita del Terzo valico che è ammorbata.
Come descrive il magistrato del caso Moro Ferdinando Imposimato, la Tav Genova – Milano viene concepita per  “far tornare i conti” nel sistema tangentizio degli anni novanta.
Al Cociv viene assegnata l’opera senza gara, pochi giorni prima l’entrata in vigore di una direttiva comunitaria che l’avrebbe imposta.
Il progetto NON è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica perchè aprioristicamente e ideologicamente i governi di centro destra e centro sinistra hanno deciso che è un’opera di interesse nazionale !
E’ chiaro che la stessa genesi di questo progetto è fortemente condizionata da poteri anche illegali e pesantemente coinvolta in processi che niente hanno a che fare con trasparenza, buon governo, democrazia.
Si sceglie di sprecare miliardi di denaro pubblico per favorire poteri finanziari speculativi.
Alla politica il compito (ben retribuito in termini di consenso politico) di ripetere all’infinito la ineluttabilità di un’opera dannosa.
Alle amministrazioni il compito di girarsi dall’altra parte, quando i cittadini chiedono controlli sulla propria salute, favorendo scavi, usi di cave, concedendo deroghe al codice della strada per far passare i camion dove non potrebbero mai passare come nel Ponente e in particolare in Val Varenna..
Il collegamento Genova – Milano diventa Fegino – Tortona, costa quanto la ricostruzione della città di Gaza dopo i raids israeliani (6, 2 miliardi di euro).
I lavori per costruire le gallerie, dove passerebbe il treno, non sono ancora iniziati.
E’ per questo che chiediamo di fermare il progetto e dirottare quei miliardi verso opere piu’ utili in particolare nell’ammodernamento delle linee esistenti che porterebbero agli stessi risultati in termini trasportistici con meno spreco di denaro pubblico.

Antonio Bruno

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Categorie:Comunicati stampa

Grandi Opere e corruzione: di nuovo il “Terzo” Valico

terzo valicoGrandi Opere e corruzione: di nuovo il “Terzo” Valico
Pubblicato il 26 ott 2016

Ancora una volta  le vicende legate al “Terzo” Valico sono salite agli onori della cronaca nazionale per fenomeni di malcostume e corruzione (leggi ANSA: Corruzione in Grandi Opere e Terzo Valico, decine di arresti in tutta Italia. Anche il figlio di Monorchio).
Questo clima può portare alla conclusione che le “grandi” opere in Italia non si possano fare perché sempre associate a dinamiche poco limpide, ed anche se questo è purtroppo vero, dato il sistema di sub-appalti che è alla base del meccanismo del general contractor, non bisogna dimenticare che queste opere non si dovrebbero fare, come nel caso del “Terzo” Valico, perché completamente inutili e dannose, ed a quanto pare non solo all’ambiente.
Anche i lavori alla galleria di Cravasco (Genova) sono sotto accusa, in discussione oltre ad una mazzetta per la centinatura della galleria ci sono anche quelli relativi a problemi di stabilità. Chiediamo con forza che le Istituzioni non stiano inerti di fronte a questa situazione pericolosa e inquietante
Rileviamo quindi come siano sempre attuali le dichiarazioni di Salvatore Portaluri che fu per due anni presidente della TAV, al magistrato Ferdinando Imposimato, che descrive l’interrogatorio nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocità Viaggio nel governo invisibile” a pagina 116:
“Tutti i gruppi di Tangentopoli erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi, ma anche questi vengono risolti con la costruzione dell’ultimo consorzio per la tratta più incerta, il Cociv, per la Genova – Milano. Un consorzio anomalo, senza una capogruppo, anche se fra le sei imprese che lo costituiscono, il 3 dicembre 1991, i due gruppi più rappresentati sono quelli del cavalier Salvatore Ligresti con la Grassetto e il gruppo Montedison – Ferruzzi con la Gambogi”.

Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Genova
Davide Ghiglione, segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista Genova
Marco Ravera, Partito regionale Partito della Rifondazione Comunista Liguria

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