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Archive for dicembre 2016

Iren non vuole differenziata al 65% e vuole produrre per inceneritori

Il piano di Iren per i rifiuti prevede una ‘deroga’ alla legge: 45% di differenziata e 40 mila tonnellate l’anno di css

http://www.genova24.it/2016/12/piano-iren-rifiuti-prevede-deroga-alla-legge-45-differenziata-40-mila-tonnellate-lanno-css-171754/

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Doria non tiene conto della Corte Costituzionale

Voteremo contro la delibera INDIRIZZI ALLE SOCIETÀ CONTROLLATE DAL COMUNE PER GLI ADEGUAMENTI DEGLI STATUTI ALLE DISPOSIZIONI DEL NUOVO TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ
DEGLI STATUTI ALLE DISPOSIZIONI DEL NUOVO TESTO UNICO SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE (D. LGS. 19 AGOSTO 2016 N. 175). APPROVAZIONE MODIFICA ALLO STATUTO DI FSU SRL. in votazione domani 23 dicembre 2016

Perchè la giunta Arancione non tiene conto che la riforma Madia è incostituzionale, perché lede l’autonomia delle Regioni, in quattro punti cruciali, il cuore stesso della riforma: dirigenti, società partecipate, servizi pubblici locali, organizzazione del lavoro.
La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 251 emessa alla fine di novembre 2016, non lascia adito a dubbi.
La legge delega Madia (la 124 del 2015) – in pratica la legge “mamma” di riforma della pubblica amministrazione che poi si traduce in una serie di leggi “figlie” di attuazione – viola la Costituzione laddove prevede di riformare l’assetto pubblico solo “previo parere” e non “previa intesa” con le Regioni.
In materie da cui queste non possono essere solo consultate: dai dirigenti della sanità alle partecipate e ai servizi locali come trasporti, rifiuti, illuminazione.

Un bocciatura sonora, dunque.
Nonostante questo la Giunta Doria va avanti come se niente fosse.
Non è l’unico caso.
E’ successo per il referendum del 2011 contro le privatizzazioni e, anche dopo il referendum del 4 Dicembre, continua a perseguire una Politica al servizio della Tecnocrazia e della Finanza.

i consiglieri comunali Antonio Bruno e Giampiero Pastorino

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Il Cantiere del Terzo Valico di Cravasco è fermo!

Il Cantiere del Terzo Valico di Cravasco è fermo!

Nella serata del 7 dicembre nel cantiere di servizio in località Cravasco, è scattato il sistema di allertamento, alto rischio di presenza di pietre verdi o amianto al fronte di scavo.
Sono in corso approfondimenti per verificare la natura delle rocce scavate.
Nonostante le insistenti affermazioni da parte del General Contractor che all’interno della galleria di Cravasco non si sarebbero più intercettate pietre verdi, siamo ancora oggi a 50 metri dalla fine del tunnel a parlarne.
Nessuna dichiarazione è stata fatta dalla Sindaco.
Nessun aggiornamento dello stato dei fatti si può leggere sul sito dell’Osservatorio Partecipato della Valverde, che ancora una volta risulta poco incisivo sulla sorveglianza del cantiere.
E’ uno dei tanti segnali che dovrebbero suggerire alle amministrazioni di abbandonare un progetto sbagliato che impegna gia’ oggi una marea di euro, senza la sicurezza che l’opera sia conclusa perche’ lo Stato non ha finanziato gli oltre 4 miliardi di euro necessari alla costruzione della galleria dove dovrebbero passare i treni da Fegino a Tortona !!

Valentina Armirotti, consigliere comunale Campomorone
Antonio Bruno, consigliere comunale Genova

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Vertenza ATP: Marco Doria uguale a se stesso

Pensavamo che il Presidente dell’Area Metropolitana di Genova si comportasse diversamente dal Sindaco di Genova nella vertenza degli autisti di trasporto pubblico.
Pensavamo che non si blindasse dentro il Palazzo come un Altezzoso Sovrano, che razionalizzasse il trasporto non tagliando  i salari dei lavoratori, che non cercasse di mettere clienti del trasporto pubblico contro lavoratori, i quali, al contrario, il trasporto pubblico lo vogliono difendere e promuovere.
Ci sbagliavamo: il presidente della Città Metropolitana di Genova Marco Doria si è comportato proprio come il Sindaco di Genova Marco Doria, lasciando fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità, nella costruzione del suo destino.

i consiglieri comunali Giampiero Pastorino e Antonio Bruno

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Lo specchietto delle allodole del patto per Genova

Non passa giorno che, avvicinandosi al referendum del 4 dicembre, il Governo elargisce qualche briciola dell’ingente massa di capitali a sua disposizione per tentare di condizionare l’esito referendario.
In analogia a quanto i governi golpisti del centro america facevano un decennio fa.
In ordine sparso, la opportuna firma del contratto dei metalmeccanici, 800 assunzioni nel ministero di Grazia e Giustizia, 30 euro per le pensioni basse eccetera.
Non sfuggono a questa dinamica le firme dei patti con le città amiche politicamente.
Esibizioni che ampliano la stagione iniziata a Porta a Porta da Silvio Berlusconi.
Situazioni analoghe al comportamento dei miei studenti all’avvicinarsi di temibili compiti in classe o in laboratorio.

Cosi’ mentre il governo di centro sinistra si impegna a spendere 64 milioni AL GIORNO per le spese per la guerra e conferma l’impegno a spendere almeno 6.2 miliardi di euro per un’opera cosi’ fortemente inquinata come il Terzo Valico quanto poco significativa per il trasporto, arriva l’impegno di 110 milioni di euro, non specificando se verranno confermati in caso di esito non gradito al potere.
Ci sono molte cose buone (come il finanziamento di 20 nuovi autobus per il trasporto pubblico urbano), direi dovute; altre (come la speculazione delle aree del Blueprint inserita come progetto di Smart City) discutibili.
Niente per il patrimonio abitativo, per la riconversione produttiva in senso ecologico dell’economia genovese, per il nodo ferroviari odi Genova ad oggi fermo; nulla neanche per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino (almeno 60 milioni di euro) il cui impegno a farli pagare in tariffa è una delle ovvie condizioni di ingresso dei privati.

Che dire, buona fortuna!
Certo che persone pensanti (non sprovvedute che si fanno abbindolare dagli specchietti e dalle collanine) sorridono davanti alle promesse pre elettorali.
E non si rassegnano a una modifica dell’assetto istituzionale dove Stato – Partito – Impresa tendono ad essere una cosa sola

Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra

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