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Sull’emergenza abitativa a Genova

La situazione alloggiativa, già precaria per l’abnorme lievitazione dei prezzi e per la ventennale mancanza di case popolari, sta precipitando a causa della crisi economica ed è una della maggiori cause della diffusione della povertà estrema. Questa gravissima situazione rende legittime le iniziative di occupazione di alloggi vuoti che si stanno moltiplicando nella nostra città. E’ necessaria una svolta politica che rimetta al centro dell’azione amministrativa il diritto alla casa dando una risposta certa alla richiesta di alloggi popolari espressa dalle numerose occupazioni di case sfitte e dalle circa 4.200 domande presentate per il bando casa.
Occorre che il Sindaco apra una vertenza seria con il Governo per ottenere il blocco generalizzato degli sfratti e il rifinanziamento del buono casa e che, in mancanza, a fronte di sfratti per morosità incolpevole, si proceda con ordinanze di requisizione di alloggi lasciati sfitti dalla speculazione, per garantire il passaggio da casa a casa.
Occorre un piano per reperire almeno 4.000 case popolari subito.
L’insieme del patrimonio immobiliare pubblico, comunale, provinciale, regionale, delle aziende e delle Ipab, così come le caserme dismesse, deve essere mobilitato in un programma di recupero e autorecupero abitativo, evitando qualsiasi dismissione e che si proceda all’acquisto a costo di costruzione delle case invendute. Il finanziamento di questo piano non può sottostare al patto di stabilità, con o senza l’accordo del Governo.
Occorre infine che il comune assuma, attraverso l’apertura di sportelli informativi nei municipi, la lotta ai canoni neri e all’evasione fiscale che ne consegue, come parte importante della propria iniziativa.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

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