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Mozione su Iplom Fegino

 

Nella seduta del Consiglio Comunale di martedì 14 marzo p.v.verrà discussa la Mozione che abbiamo presentato insieme al consigliere Gian Piero Pastorino sull’impianto IPLOM di Genova Fegino.
Ecco il testo della Mozione:

Il Consiglio Comunale, 
premesso che nella zona di Fegino è presente un impianto IPLOM il cui piano di evacuazione elaborato dalla Prefettura di Genova (ivi allegato) prevede due Zone: 
– Rossa (immediatamente adiacente allo stabilimento, caratterizzata da una ricaduta di effetti nocivi comportanti una elevata letalità anche a persone mediamente sane), che coinvolge circa 300 abitanti e un plesso scolastico – asilo e scuole medie inferiori; 
– Arancione (caratterizzata da possibili danni, anche gravi ed irreversibili, per persone mediamente sane che non assumono le corrette misure di auto-protezione e da danni anche letali per le persone più vulnerabili (bambini sotto i 15 anni e anziani sopra i 65, malati, donne in gravidanza ..) che coinvolge altre centinaia di persone e attività commerciali; 
 
                                      impegna Sindaco e Giunta a 
  
– intervenire presso tutte le sedi competenti per avviare un processo di riconversione e bonifica dell’area con attività che non comportino esuberi lavorativi; 
– valutare le iniziative di competenza del Sindaco in quanto responsabile della Situazione Sanitaria del Comune; 
                                                nel transitorio:
 
 1.  attivarsi perché sia emesso un piano di emergenza dedicato per gli oleodotti in prossimità delle abitazioni, visto che il Piano Emergenza Esterno non considera gli oleodotti, la cui presenza come dimostrato negli ultimi mesi, al contrario, è pericolosa; 
 2.  Verificare l’attivazione del decreto 200 del 29.09.2016, che disciplina le modalità con le quali il pubblico interessato debba essere coinvolto nelle fasi di elaborazione del PEE per le industrie e attività soggette alla normativa Seveso III (decreto in vigore dal 18.11.2016), applicandolo ai procedimenti di approvazione – aggiornamento – revisione dei PEE in corso anche se iniziati prima; 
 3.  Controllare urbanizzazione Seveso II Seveso III per determinare elementi territoriali e ambientali vulnerabili (Il RIR del Comune di Genova individua come scenario probabile del deposito quello dell’incendio non prendendo in considerazione l’oleodotto) e verificare che venga preso in considerazione anche l’eventuale effetto domino; 
 4.  Predisporre un piano per far conoscere alla popolazione gli allarmi esterni; 
 5.  Approntare le norme per azzerare le emissioni odorigene, indipendentemente dai valori che potrebbero essere rilevati dalle centraline (vedi sentenza della Corte di Cassazione Sez 3, num. 12019 del 10.02.2015);   
 6.  Verificare le condizioni di sicurezza all’interno degli appartamenti coinvolti nella Zona Rossa.
 
                                                                       I consiglieri comunali
 
                                                                              Antonio Bruno
                                                                         Gian Piero Pastorino

A proposito della Iplom di Fegino….

iplom

I consiglieri comunali Antonio Bruno e Gian Piero Pastorino per dimostrare la loro solidarietà agli abitanti di Fegino, a seguito di quanto avvenuto, hanno presentato al Sindaco una Mozione, dove chiedono di attivarsi per avviare un processo di riconversione e bonifica dell’area con attività che non comportino esuberi lavorativi e nel frattempo di compiere altri atti.
Vi alleghiamo la Mozione così che possiate tutti leggere quanto proposto.

 

Oggi in discussione in Consiglio Comunale

MOZIONE 
0026 22/03/2016
Partenariato trans-atlantico su commercio e investimenti (TTIP)
Atto presentato da:
De Pietro Stefano, Boccaccio Andrea, Bruno Antonio Carmelo, Burlando Emanuela, Muscara’ Mauro, Pastorino Gian Piero, Piana Alessio, Putti Paolo.
Mozione TTIP

 

INTERPELLANZA
0012 18/05/2016
Vendita unità abitative da parte di SPIM
Atto presentato da:
Bruno Antonio Carmelo
Interpellanza vendita case Spim

MOZIONE su Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera

antonioOGGETTO: MOZIONE su Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera

Il Consiglio Comunale,

premesso che in Valpolcevera alcuni soggetti hanno elaborato il progetto “Politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera”, che prevede:

  • coinvolgimento dei portatori di interesse: Comuni e Municipio della Valpolcevera, associazioni dei coltivatori, associazioni dei consumatori, gruppi di acquisto solidale (GAS), altre associazioni, scuole, università, addetti alla ristorazione collettiva; possibilmente i Comuni interessati e la Regione Liguria;
  • iniziative di tipo informativo, culturale e di “marketing sociale” nei diversi Comuni e Municipi del territorio, al fine di creare nella popolazione una maggior consapevolezza delle importanti funzioni sociali e di difesa del territorio e, d’altra parte,  dei rischi per la salute e la sicurezza alimentare e dei rischi di tipo idrogeologico connessi con l’abbandono di questa attività;

iniziative concrete di sostegno alle attività dell’agricoltura contadina, mirate a rendere economicamente sostenibili tali attività, attraverso agevolazioni alla produzione e alla distribuzione dei suoi prodotti.

tenuto conto che le proposte sopra accennate non riguardano solo la Valpolcevera, ma anche molte altre zone rurali della nostra città;

considerato che le finalità generali sono migliorare la sicurezza alimentare e la salute della popolazione della Valpolcevera e creare nuove opportunità di lavoro per i giovani; contribuire alla riduzione del rischio idrogeologico del territorio della Valpolcevera.

mentre gli obiettivi specifici:

-migliorare la conoscenza dell’agricoltura contadina e dei meccanismi di distribuzione dei suoi prodotti nel territorio della Valpolcevera

– favorire l’incontro fra l’offerta dei prodotti dell’agricoltura contadina e la domanda potenziale di tali prodotti in Valpolcevera

– favorire la sostenibilità economica delle attività di agricoltura contadina in Valpolcevera

sottolineato come un primo censimento delle attività agricole esistenti nel territorio della Valpolcevera risultano segnalare la presenza di circa 250 operatori


impegna Sindaco e Giunta a attivarsi anche di concerto con Regione Liguria

  • appoggiare tale iniziativa in vista dell’eventuale utilizzo in questi contesti di prodotti provenienti dall’agricoltura biologica o dall’ agricoltura contadina “di prossimità”, sia nei servizi di ristorazione che nelle mense scolastiche del territorio, favorendo la nascita di GAS (gruppi di acquisto solidale) presenti nel territorio e ponendo le basi per la creazione di mercati a chilometro zero.eseguire uno studio di fattibilità relativo all’ implementazione di sistemi di garanzia partecipata (SGP) per la certificazione della qualità e della salubrità dei prodotti dell’agricoltura contadina.
  • accompagnare percorsi di “denominazione comunale di origine” o De. C. O (legge 142 dell’8 giugno 1990) per l’attribuzione di un marchio di garanzia a prodotti aventi adeguate caratteristiche di qualità e tipicità.
  • sostenere la creazione di reti di impresa fra piccoli produttori dell’ agricoltura contadina, di modo che l’offerta dei prodotti possa avere le necessarie caratteristiche di qualità, regolarità di fornitura, efficienza dei sistemi di distribuzione.
  • verificare la possibilità di introdurre agevolazioni (in particolare fiscali) per quei negozi che destinano una parte del loro spazio alla vendita di prodotti locali, in considerazione del fatto che i piccoli negozi, soprattutto quelli di montagna, che resistono alla concorrenza dei grandi magazzini, sono da salvaguardare, in quanto costituiscono un vero presidio sul territorio contro lo spopolamento delle zone rurali.

Antonio Bruno (FDS)

Giampaolo Pastorino (Sel)

Martedì in consiglio comunale Genova discussione contro incentivo inceneritori dello Sblocca Italia

MOZIONE

VISTO l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015;
PREMESSO CHE con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’ inquinamento atmosferico ( metalli pesanti, diossine, particolato
ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.
Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona);
ESSENDO gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali;
ESISTENDO scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla;

Per tutte queste considerazioni

IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:

DIFFIDA dall’usare il sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica;
CHIEDE al Governatore della Liguria e al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali;
ADERISCE alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e on line “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com);
APPOGGIA la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti); b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti; c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione; d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.

MOZIONE RELATIVA A OPPOSIZIONE A INCENERIMENTO RIFIUTI DENTRO O FUORI REGIONE LIGURIA

antonioterzovalicoMOZIONE RELATIVA A OPPOSIZIONE A  INCENERIMENTO RIFIUTI DENTRO O FUORI REGIONE LIGURIA

Visto l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015.

Premesso che con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’inquinamento atmosferico (metalli pesanti, diossine, particolato ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.
Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona),

Essendo gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali.

Esistendo scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla.

Per tutte queste considerazioni, IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:

1 Diffida dall’usare il sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica.

2 Chiede al Governatore della Liguria e al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali.

3 Aderisce alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e on line “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com)

4 Appoggia la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti); b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti; c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione; d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.

Antonio Bruno

Mozione su avanzamento porto di Voltri in discussione questo pomeriggio

antonioterzovalicoMozione su
Avanzamento Porto Voltri

premesso che la proposta di nuovo  Piano Regolatore Portuale (PRP) del Porto di Genova prevede un allungamento verso Sud del porto di Prà – Voltri, creando nella diga prospiciente l’aeroporto un’apertura di 350 metri di larghezza e un prolungamento verso levante di 500 metri, parallelo alla costa;
premesso inoltre che tale prolungamento verso mare è giustificato dalla prospettiva di accogliere nei nostri porti navi container con capacità di stiva sempre maggiore; in questo modo compagnie armatrici cercano di conquistare quote di mercato maggiori, di immobilizzazioni sempre più grandi, anche a costo di lavorare con margini di profitto risicati, in modo da ottenere una migliore valutazione da parte del sistema finanziario, con un più facile accesso al credito;
premesso peraltro che tale politica economica si fonda su un sistema economico che delocalizza le produzioni nei paesi dove e’ più semplice sfruttare persone e ambiente, riducendo i nostri territori a piattaforme logistiche attraversate da corridoi multimodali che impoveriscono anche la parte ricca del pianeta, a cui la popolazione italiana e genovese in particolare appartiene;
tenuto conto dell’insostenibilità di tale modello economico e dell’impegno di molte organizzazioni, associazioni, rete territoriali per un riequilibrio che preveda maggiori diritti, maggiore autoproduzione sia nei paesi ricchi come il nostro sia in quelli poveri;
tenuto conto inoltre che la crisi mondiale non pare favorire questa ulteriore “bolla speculativa”;
considerato che l’affaccio al mare di Pegli sarà ulteriormente ristretto e coinvolto dal traffico di nuove navi porta container di grandi dimensioni, insieme alle navi petroliere, dirette verso il proto di Multedo;
considerato inoltre che anche l’inquinamento marittimo genera polveri sottili estremamente nocive per la salute dell’uomo;

impegna il Sindaco e la Giunta

ad attivarsi affinché questo ampliamento non venga approvato in sede di Comitato Portuale di Genova.

Antonio Bruno

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