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Archive for the ‘Piano Urbanistico Comunale’ Category

Bruno: dichiarazione voto negativo al PUC

antonioterzovalicoQuesta delibera e’ il secondo passaggio di controdeduzioni alle osservazioni al Piano Urbanistico Comunale di Genova. E’ una delibera che affronta solo alcuni problemi e, tranne la lottizzazione di via Cei a Borgoratti, non abbiamo problemi particolari. Con questo atto approviamo il PUC.
Un Puc che prevede opere di grande impatto ambientale e dubbia utilita’ con Gronda Autostradale e Tav Genova Fegino – Rivalta Scrivia, oltre alla speculazione del Nuovo Galliera e indici edilizi in diverse aree di trasformazione. Evidentemente siamo in contrasto con il “costruire sul costruito” o con “consumo zero del territorio” o con la riqualificazione  idrogeologica.
Inoltre, sono proprio Gronda e Tav a occupare le aree necessarie a un moderno ciclo dei rifiuti e costituiscono un’ulteriore servitu’.
Ovviamente voto negativo

Antonio Bruno

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Approvato PUC di Gronda Tav Nuovo Galliera

21 si (lista Doria, Possibile-Rete a sinistra, Pd, Udc, Gruppo Misto, Sel)
astenuti 4 (pdl Ncd)
Contro 9 (lista Musso, Bruno, Baroni, 5 Stelle)

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Come cambia la città: controdeduzioni alle ultime osservazioni al Piano Urbanistico Comunale

PERCHE’ IL PUC DI GENOVA APPENA APPROVATO E’ UNA IATTURA URBANISTICA E ( FORSE ANCHE GIURIDICA )

andreagrondaPERCHE’ IL PUC DI GENOVA APPENA APPROVATO E’ UNA IATTURA URBANISTICA E ( FORSE ANCHE GIURIDICA )

Il comune di Genova ha da poco approvato il nuovo testo del Piano Urbanistico Comunale che è il risultato di un lavoro di due giunte, uno stuolo di tecnici un numero impressionante di sedute di consiglio ed è in effetti un pacwork urbanistico che non rappresenta in alcun modo un disegno, un’idea di città ma solo la sommatoria di numerosi interessi privati cuciti insieme senza alcun ordine senza rispecchiare nemmeno le ipotesi fondative enunciate. Oltretutto il PUC di Genova non è stato votato da una maggioranza qualificata ma da soli 18 consiglieri, pure due rappresentanti del Pd non se la sono sentita di votarlo. Perciò è un PUC passato solo grazie alla disponibilità della destra come già avvenuto per la gronda e senza essere il parto di una maggioranza che con tutta evidenza non c’è più avendo Doria dilapidato tutta la credibilità conquistata con la grande vittoria ottenuta alle primarie e alle elezioni ed essendosi già attovagliato alla nuova maggioranza similgovernativa nella gestione della Città Metropolitana. In attesa che anche sul bilancio si arrivi a un prevedibile identico risultato ( se si riuscirà a votarlo prima di luglio ed è quello preventivo!) ci limitiamo ad alcune considerazioni su cui confidiamo che la regione esprima un parere di non ottemperanza. Leggi tutto…

Il Puc della Decrescita Infelice: la mia dichiarazione di voto

antonio2smallAl crepuscolo della mia attivita’ politica mi tocca sottolineare come termini e parole possano essere ambigui.
Durante questo dibattito abbiamo sentito parlare di blocco della crescita e di consumo suolo zero.
Sono parole che, per un certo periodo, hanno avuto un fascino.
Infatti oggi molti le usano anche per descrivere iniziative non del tutto coerenti.
E’ il caso della proposta che abbiamo alle nostra mani.
Si parla di consumo zero del territorio, ma nello stesso tempo si dichiarano come obiettivi invarianti, fondati il piano due opere che di consumo ne fanno abbastanza: milioni di metri cubi di terra movimentati, ingentissimi riempimenti, viadotti, piloni in alveo, fangodotti di amianto in giro per il Polcevera.
Sto parlando, ovviamente, di Gronda e Alta velocita’ ferroviaria da Fegino a Tortona. Opere inserite aprioristicamente come fondanti il PUC, nonostante l’inconsistenza degli studi trasportistici e una seria analisi costi benefici.
E poi le case al Nuovo Galliera e il centro commerciale nella Nuova Sestri.
Di fronte a questo non possiamo accontentarci di qualche giardinetto in piu’ o di qualche previsione di casa in meno.
La mancanza di una prospettiva economica e sociale di integrazione con tutto il Mediterraneo, la subordinazione alle politiche di austerita’, l’accettazione della supremazia del privato sul pubblico, la condivisione delle delocalizzazioni nel sud del mondo e dell’arroganza delle multinazionali (vedi Esa Ote, Piaggio ad esempio) condannano questa citta’ alla Decrescita Infelice.
La decrescita dovuta alla voracita’ delle multinazionali e delle istituzioni finanziarie.
Tutto il contrario di quello che auspichiamo: come scrive un possibile candidato alle regionali: programmazione partecipata al posto della mera amministrazione e della gestione del consenso; rapporto limpido tra maggioranza e opposizione invece della cappa consociativa; economia della bellezza-un grande piano di piccole opere alternative alle grandi opere costose e inutili, lotta al dissesto idrogeologico, rilancio dell’entroterra, rigenerazione delle periferie, energie rinnovabili, turismo sostenibile, cultura creativa- al posto di quella del cemento; industria tecnologica ed ecologica al posto di quella inquinante; nuove forme di protezione sociale come il reddito minimo al posto del vecchio welfare… Novità e rottura, ma anche ancoraggio alla “tradizione” della difesa dei ceti popolari

antonio bruno
consigliere comunale Genova
Forum Sinistra Europea – FdS
http://www.altraliguria.it

Nuovo piano regolatore Porto di Genova: Opportunità o Incubo?

vteSi e’ aperta la discussione per approvare il nuovo piano regolatore del Porto di Genova.
L’obiettivo generale del piano, illustrato dal presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo, è quello di consentire al porto di Genova di vincere la scommessa con il gigantismo navale e di garantire allo scalo un altro secolo di sviluppo al passo con le esigenze del mercato e nel rispetto della sostenibilità.
Obiettivo e’ di movimentare tra i cinque e i sei milioni di teu l’anno, accogliendo navi fino a 24 mila teu. Questo attraverso processi di modernizzazione e trasformazione, quindi limitando al massimo i riempimenti a mare.
Ovviamente per esprimere un giudizio compiuto vanno anallilzzate le carte, pero’ si puo’ gia’ prendere atto che tale piano comprende alcuni riempimenti a mare per permettere l’allocazione dello smarino derivante da opere devastanti e scarsamente utili come Gronda autostradale e Terz<o Valico.
Ma l’aspetto piu’ interessante e’ l’ostinazione a perseguire un modello di sviluppo che gia’ oggi mostra la corda.
Si immagina un futuro ancora piu’ problematico dell’attuale, dove le produzioni sono delocalizzate laddove si possono sfruttare al massimo persone, anche e soprattutto minorenni, e ambiente e si prevede che i nostri territori siano piattaforme logistiche e sedi di enormi ipermercati.
Da qui l’auspicio di una aumento del commercio mondiale (ineguale e distruttivo) e la ricerca del profitto dei grandi armatori con il gigantismo navale (cosa che gia’ oggi e’ in profonda crisi).
Noi che apparteniamo a quella parte del pianeta che vorrebbe meno sfruttamento e piu’ equilibrio, piu’ produzione a chilometro zero, prendiamo atto che Un Altro Mondo Possibile si sta costruendo, faticosamente in America Latina e in Grecia, per il momento.
A fianco dei popoli e del futuro del pianeta, estranei ai profitti delle multinazionali, degli armatori, degli sfruttatori di ogni specie.

antonio bruno
consigliere comunale Genova
Forum Sinistra Europea – FdS

LEGAMBIENTE: emendamenti al PUC di Genova 2014

andre3LEGAMBIENTE: emendamenti al PUC di Genova 2014

1) Inserimento delle misure di mitigazione del rischio idrogeologico nella normativa e nella tavola unificata del PUC in scala 1:5000 avente valore giuridico di destinazione d’uso del suolo

Le misure riguardano:

a) La regolamentazione dell’uso del suolo nelle aree a rischio; le fasce fluviali;
il mantenimento delle condizioni di assetto del territorio e dei sistemi idrografici ivi compresi i rivi minori e i rii senza nome.

b) Gli interventi di riforestazione e di miglioramento dell’uso agricolo del suolo; gli interventi integrati di rinaturalizzazione e recupero dei suoli; opere di idraulica forestale, sul reticolo idrografico minore nelle aree non urbanizzate e opere di ecoidraulica urbana nelle aree urbanizzate.
Questo significa mettere in atto una serie di interventi atti astombinare i corsi d’acqua in modo compatibile con la struttura storica degli insediamenti e/o risanarli riportando i corsi d’acqua a condizioni di deflusso della piena stimata.

c) Le opere di consolidamento delle frane e di sistemazione dei versanti aggiornate alle recenti alluvioni; le opere di modellamento e stabilizzazione del fondo alveo, di trattenuta del trasporto solido; le opere di difese spondali longitudinali e trasversali nonché arginali e di ricanalizzazione dei corsi d’acqua minori.
La previsione ambientalmente compatibile di: scolmatori, bacini o casse di laminazione e relative opere sussidiarie di funzionamento e gestione.
In particolare si dovrà inserire nella tavola unificata del PUC il disegno dello scolmatore della Sciorba e non solo quello del Fereggiano (quest’ultimo da attuarsi solo se compatibile).
Tutte le opere sopraddette devono costituire un insieme organico integrato da trattare con tecniche di ingegneria naturalistica e di architettura del paesaggio. La normativa afferente l’assetto idrogeologico e la mitigazione del rischio deve prevedere piani di delocalizzazione e trasferimento degli insediamenti a rischio, con individuazione delle aree sia di origine sia di destinazione.
Tutto ciò non può essere ricondotto alla mera assunzione dei Piani di Bacino, che comunque escludono, in parti rilevanti della città: i rii minori, i rii a rischio e quelli fortemente a rischio; come è stato evidenziato dagli ultimi disastrosi accadimenti di questo autunno. Leggi tutto…

Delibera sul PUC: importanti passi avanti, molta strada ancora da percorrere

salviamoilpaesaggioDICHIARAZIONE DELLA RETE IF E DI SALVIAMO IL PAESAGGIO IN SEGUITO ALL’APPROVAZIONE DELLA DELIBERA DI INDIRIZZO SUL PUC

Delibera sul PUC: importanti passi avanti, molta strada ancora da percorrere

L’iter di discussione ed approvazione della delibera di indirizzo sul PUC ha visto riconosciuto il valore di un’interlocuzione rispettosa e puntuale con la società civile, anche se sul piano dei contenuti è ancora insoddisfacente .
Dopo molti mesi di lavoro martedì 4 marzo il Consiglio Comunale ha approvato la delibera di indirizzo sul PUC, modificata per ottemperare alle richieste avanzate dalla Regione Liguria attraverso la VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
Avremmo desiderato delle modifiche più incisive, capaci di condizionare in modo chiaro e definitivo lo sviluppo di Genova dei prossimi anni nel senso della messa in sicurezza del territorio, del benessere e della salute dei cittadini, della valorizzazione delle aree agricole come risorsa pregiata per il rilancio del lavoro e di produzioni locali di qualità, indisponibile alla speculazione.
Consideriamo tuttavia il percorso fatto un buon inizio . Apprezziamo il cambiamento di tono e di consapevolezza che ha accompagnato il dibattito , così come la disponibilità del Consiglio a confrontarsi con il Coordinamento di reti e comitati contro il consumo di suolo sui contenuti puntuali degli emendamenti. Li avremmo voluti diversi e più coraggiosi, pur riconoscendo che alcune richieste sono state recepite.
Auspichiamo che la disponibilità a un confronto produttivo si mantenga per tutto il percorso di messa a punto del Piano Urbanistico Comunale.
Vigileremo territorio per territorio, con particolare attenzione ai Distretti di Trasformazione e alla Linea Verde , perché i principi apparentemente condivisi non vengano traditi e perché la progettazione del territorio garantisca ai cittadini il rispetto dei loro diritti e la possibilità di un futuro caratterizzato da uno sviluppo sostenibile e duraturo.
Le reti IF (rete per l’altraeconomia) e Salviamo il Paesaggio hanno partecipato, insieme a diversi comitati territoriali, a tutto il percorso di interlocuzione col Comune, sia negli appuntamenti organizzati nei Municipi che nel lungo dibattito in Commissione Territorio. Auditi due volte, abbiamo portato documenti e contributi politici e tecnici e argomentato le nostre posizioni anche avvalendoci dell’esperienza maturata in altre regioni italiane.
Per aumentare la consapevolezza sui temi in discussione e la partecipazione di tutti i cittadini al percorso di confronto col Comune di Genova, abbiamo organizzato la Tavola Rotonda “La Pianificazione territoriale: come affrontare il tema del consumo di territorio”, a Palazzo Tursi, il 4 dicembre 2013 e la raccolta firme “Stop al consumo di territorio” che ha raccolto l’adesione di 53 fra reti, comitati e associazioni di Genova e della Liguria e diverse migliaia di firme.

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