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Archive for the ‘Privatizzazioni’ Category

Bilancio Comune di genova: dialogo con Forum Terzo Settore e CGIL

Alcuni Soggetti (Forum Terzo Settore e CGIL) hanno inviato ai consiglieri comunali appelli per approvare i Bilanci Previsionale e Triennale dei Lavori Pubblici del Comune di Genova e, sotto traccia, la privatizzazione di Amiu con la multiutility Iren.
L’approvazione di un Bilancio Previsionale non è un atto tecnico, ma segnala l’adesione a un’amministrazione ben precisa con una sua connotazione ideologica.
Abbiamo ricevuto le vostre note e le vostre preoccupazioni sono anche le nostre.
Consideriamo le vostre considerazioni come una attenzione alle problematiche sociali e del lavoro e non come una scesa in campo a favore di una fazione politica.
La situazione delicata che stiamo attraversando ha delle responsabilita’ che non possono essere gettate sulle spalle di chi ha contrastato le politiche nazionali e locali che sono all’origine della stessa.
La dissennata gestione dei rifuti, tutta volta a svendere AMIU alla multiutility Iren:
– non prolungamento contratto servizio – possibile se si mantiene l’azienda in house
– non richiesta a governo e regione di fondi per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino dopo gli eventi alluvionali del 2014,
– non attuazione delle politiche di riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio a termini di legge senza costruire negli anni gli impianti di compostaggio, isole ecologiche, separazione secco umido che chiediamo da decenni, ormai)
sta portando a una fastidiosa contrapposizione tra “poveri”, utile solo alla trama di potere affaristico che ci governa.
Il Piano degli investimenti triennali descrive questa situazione.
Decine di milioni per la speculazione del Blueprint e per interventi anche apprezzabili (come Chiostro Certosa, Palazzo Fortezza, Magazzini del Sale…) ma non prioritari di fronte alla messa in sicurezza di Scarpino, al risanamento dei quartieri collinari, all’acquisto di nuovi autobus e la manutenzione territoriale.
Il Sindaco, durante un incontro in Confindustria, ha sottolineato come virtuosa la sua politica di blocco delle assunzioni (.. in scuole e servizi sociali) ben oltre il famigerato “patto di stabilità” del Governo.
Quante volte, a titolo di esempio, abbiamo contestato i criteri di affidamento dei servizi le cui gare sono state basate su algoritmi che, di fatto, favoriscono un’offerta al massimo ribasso.
Da anni non condividiamo più le politiche dalla maggioranza di centrosinistra, per i motivi sopra espressi, oltre che per le politiche deficitarie in materia di servizi pubblici essenziali e, in particolare, per l’intenzione di privatizzare anche AMT. Intento, al momento, sventato dalla mobilitazione dei lavoratori.
In ogni caso presenteremo in Consiglio Comunale emendamenti per spostare finanziamenti e poste di bilancio dalle speculazioni e dagli sprechi (non ultima la paranoia securitaria) in favore delle aziende pubbliche e dei servizi sociali.
Siamo convinti che solo una nuova amministrazione, rivoluzionaria delle priorità e delle scelte della Giunta Doria, possa affrontare i problemi di Genova, tra i quali molte delle istanze da Voi perseguite sono in posizione assolutamente prioritaria.
Auspichiamo di lavorare insieme a Voi in questo senso.

i consiglieri comunali Antonio Bruno e Giampiero Pastorino
il consigliere municipale Valpolcevera Davide Ghiglione

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Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua: Iniziativa a Genova contro Aggregazione Amiu Iren

AMT, AMIU, ATP, IREN, ASTER, MENSE SCOLASTICHE, OSPEDALI E SANITA’ NO ALLA PRIVATIZZAZIONE !!!

Priv

BASTA CON IL “GRANDE INGANNO”:

IL PUBBLICO PUO’ FAR MEGLIO

IL PRIVATO SEGUE I PROPRI INTERESSI !!!

ORGANIZZIAMO UN GRANDE MOVIMENTO DI LOTTA

Con la connivenza di Istituzioni e Forze Politiche avanza la svendita delle Aziende Partecipate genovesi ai privati. 

La vogliono Banche, Unione Europea, Renzi, ministro Madia e il Comune si adegua.

Sappiamo che la Privatizzazione non è la soluzione, dopo anni di dogma neoliberista, ne osserviamo gli effetti:

–         danneggia i lavoratori interessati (licenziamenti, precarizzazione e carichi di lavoro sempre più pesanti),

–         penalizza i cittadini (peggioramento della qualità dei servizi e tariffe più alte), tradisce il pronunciamento di 27 milioni di cittadini nel referendum del 2011

–          toglie alla città un’importante opportunità per ridisegnare la sua attività economica sul piano occupazionale e ambientale.       

La città ne deve parlare per individuare alternative immediate e realistiche e organizzare un vasto movimento di lotta che può fermare questo scempio.

I CONSIGLIERI COMUNALI  Antonio Bruno e Giampiero Pastorino

Invitano  i cittadini, i lavoratori del settore, i sindacati, le forze politiche, associazioni e collettivi a un incontro

LUNEDI 23 MAGGIO 2016

SALA GIUNTA NUOVA CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

PALAZZO TURSI, V. GARIBALDI ORE 17.00

Scarica volantino

Privatizzazioni: proposta di tre delibere di iniziativa popolare

benicomuniPrivatizzazioni: proposta di tre delibere di iniziativa popolare con relazione di accompagnamento

Attac Genova – Associazione Comitato Acquasola – Comitato Acqua Bene Comune Genova – Comitato per la protezione del Bosco Pelato – Comitato contro la cementificazione di Terralba – Comitato Gestione Corretta Rifiuti Genova – Gruppo per la riqualificazione dell’ex mercato di Corso Sardegna – Associazione Amici di Ponte Carrega – Medici per l’Ambiente Liguria….

Con questa iniziativa dei genovesi si attivano e permettono a strati più ampi di cittadini e residenti di far sentire la loro voce. Una voce che:
• esige una vera democrazia, in cui la rappresentanza non soffochi la formazione e l’espressione della volontà popolare sulle scelte strategiche per le comunità;
• si esprime per una gestione pubblica e partecipativa dei beni comuni, condizione per l’esistenza stessa della comunità…..

Scarica il documento

3 Province fuori legge: ripubblicizziamo l’acqua

acquaLe notizie secondo cui entro il 30 settembre 2015 Genova, Savona e Imperia debbano rifare le procedure di riaffidamento del servizio idrico integrato apre un piccolo spiraglio per ripubblicizzare il servizio idrico e quindi rispettare  la volonta’ referendaria della maggioranza degli aventi diritti al voto in Liguria.-
Infatti, per quanto riguarda la provincia di GENOVA l’ostacolo tecnico maggiore era che la gestione del servizio idrico integrato e’ stato affidato per 30 anni senza alcuna gara a Mediterranea delle Acque (societa’ del gruppo Iren OGGI a MAGGIORANZA PRIVATA) nel 2008.
Ogni scelta di gestione pubblica avrebbe dovuto passare sotto le forche caudine del pagamento degli indennizzi a chi aveva la gestione del servizio fino al 2038.
Oggi questo ostacolo non c’e’ piu’.
La citta’ metropolitana e gli enti locali che la costituiscono si trovano di fronte alla scelta di affidare a un soggetto di diritto pubblico (consorzio dei comuni ad esempio) o bandire una gara per un soggetto interamente privato come previsto dalla Comunita’ Europea.
oggi LA CITTA’ METROPOLITANA e’ gestita da un accordo trasversale che da Forza Italia a Sel, fuori dal consiglio a causa del fortissimo sbarramento per la presentazione delle liste il movimento 5 stelle e la sinistra, ma se crescesse un forte movimento forse i notabili che gestiscono in maniera tecnocratica la citta’ metropolitana potrebbero ricordarsi del mandato popolare del13 giugno 2011.

Antonio Bruno

Iren aiuta Amiu o Amiu salva Iren?

antonioterzovalicoLeggiamo sulla stampa il pressing dei poteri forti per fondere Amiu nella Multiutility Iren. La motivazione sarebbe la necessità dell’azienda che gestisce i rifiuti a Genova di finanziamenti per l’impiantistica (compostaggi, biodigestori, separatori secco umido etc) e per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino. Nobile intento se non fosse che proviene da chi in questi anni ha gestito il ciclo dei rifiuti in modo da condannarci a pagare quasi 3 milioni di euro per la bassa raccolta differenziata e a trovarci impreparati di fronte alla prevedibile chiusura di Scarpino. Sorge un dubbio: e’ Iren che deve salvare Amiu o e’ l’ingresso della multiutility nel ciclo dei rifiuti genovese che permette di ammortizzare scelte sbagliate del passato (inceneritori di Torino e Parma quasi vuoti e rigassificatore di Livorno) e limitare l’indebitamento altissimo ?
Siamo di fronte a un triste deja vu: per abbindolare sindacati e opinione pubblica e sindacati qualcuno propone di vendere solo il 49 % delle azioni di Amiu, come se la stessa esperienza di Iren (i comuni al 51%) non avesse insegnato che fondi speculativi e banche espropriano cittadini e consigli anche con una percentuale non maggioritaria. Tanto e’ vero che spesso Doria invita alla cautela nel criticare Iren perché potrebbe causare un abbassamento del titolo.
Ci fosse una maggioranza che avesse a cuore i bisogni di cittadini e lavoratori, cercherebbe fondi in Europa, pretenderebbe che lo stato provvedesse alla bonifica di scarpino non cederebbe la gestione dei rifiuti a fondi basati alle isole caiman e alle banche onnivore.

Antonio Bruno

Scarpino, la delibera in commissione
Fusione Iren-Amiu
Testo ciclo rifiuti

Partecipate Comune di Genova: Una delibera che penalizza i lavoratori e dimentica il referendum contro le privatizzazioni

 

antonioterzovalicoLa delibera che la Giunta Doria porta in votazione martedi prossimo in consiglio comunale di Genova penalizza i lavoratori, dimentica il referendum contro le privatizzazioni di 4 anni or sono, non si pone il problema di migliorare il servizio per gli utenti.
Per assecondare la legge di stabilita’ che, accogliendo l’austerita’ della Troika, affronta in termini esclusivamente ragionieristici la gestione dei servizi pubblici, la Giunta Doria propone al consiglio comunale di Genova una delibera che impone il blocco salariale per i dipendenti (per i dirigenti si fa appello al loro buon cuore), non pone alcun obiettivo di efficientamento e innovazione per i servizi pubblici.
Le misure vengono assunte retroattivamente all’inizio di questo anno.
Inoltre si sgancia l’approvazione del Piano Operativo aziendale dall’approvazione della Giunta Comunale, andando in direzione ostinata e contraria al sentimento referendaro che 4 anni fa aveva chiesto processi di ripubblicizzazione, che venissero esclusi i profitti dalla gestione di acqua, rifiuti, trasporti, sanita’ e che si iniziasse una gestione partecipata anche da lavoratori e utenti.
Tutto il contrario ai contenuti di questa delibera.

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