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Archive for the ‘Question time’ Category

Il Ministero chiede di cercare amianto in tutto il materiale scavato, Cociv lo fa solo in un piccola parte

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il Ministero chiede di cercare amianto in tutto il materiale scavato, Cociv lo fa solo in un piccola parte.

Il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, ad Alessandria, durante l’incontro voluto dal commissario straordinario della Grande Opera, Iolanda Romano, nell’istituto Nervi-Fermi, ha confermato i timori sulla correttezza sostanziale delle procedure sull’amianto del Terzo valico;
Secondo Robotto, il Cociv, per verificare la presenza di amianto nelle rocce scavate nell’Appennino, continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché cerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte.
Il ministero recepì la richiesta con una determina del settembre 2015 che imponeva le nuove regole al Cociv, addirittura ribadite nel marzo dello scorso anno ma, non si sa come, il consorzio decapitato dalle inchiesta giudiziarie nell’autunno scorso, continua a fare come meglio ritiene, poiché il nuovo metodo metterebbe probabilmente a rischio la fattibilità dell’opera e i suoi costi.
Visto che anche a Genova il consorzio Cociv adotta le stesse procedure, portando in giro per la città materiale proveniente da rocce amiantifere come Val Polcevera, Ponente cittadino (Pegli in particolare) e Val Varenna chiedo di fermare i cantieri e procedere a approfondimenti in ordine alla sicurezza sanitaria della popolazione, almeno fino all’adozione del metodo adottato dal Ministero con cui si cerca l’amianto in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte del prodotto estratto.

Antonio Bruno

Question time al Sindaco Doria su DDL sicurezza urbana

antonioterzovalico….il sindaco ha risposto che non e’ stato coinvolto contrariamente a quanto scritto da organi stampa e che comunque e’ contrario all’asimmetria, cioe’ vanno perseguiti i travisati in corteo e vanno dotati gli appartenenti forze dell’ordine di codice identificativo personale

 

Question time al Sindaco Doria su DDL sicurezza urbana

buon giorno, questo il testo del question time che faro’ oggi pomeriggio sul DDL sicurezza urbana

Il 17 settembre, nel corso di un vertice a cui hanno partecipato il presidente dell’Anci Piero Fassino, i sindaci delle città metropolitane, il capo della Polizia Alessandro Pansa e i vertici del Viminale, il ministro Alfano ha annunciato un disegno di legge del governo sul tema della sicurezza urbana che darà ai sindaci nuovi strumenti per affrontare i fenomeni di illegalità diffusa.
L’articolo 20 della bozza di ddl prevede una pena, fino a cinque anni di carcere, per chi ai cortei e alle manifestazioni «fa uso di caschi protettivi ovvero di ogni altro mezzo atto a rendere impossibile o difficoltoso il suo riconoscimento».
Nessuna norma è invece prevista rispetto al codice identificativo per i membri delle forze dell’ordine, nonostante alcune forze politiche, pezzi di società civile e lo stesso Parlamento Europeo si fossero appellati al Governo italiano per legiferare in tal senso.
La bozza prevede inoltre un allargamento di poteri e competenze ai sindaci «per la tutela della sicurezza dei cittadini e nel contrasto al degrado, fermo restando la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica».
Si chiede quale sia la posizione del Sindaco di Genova di fronte a queste proposte cosi’ squilibrate e che allargamento di competenze siano previste.

Antonio Bruno

Un piaga a Genova: Suicidi per sfratto

antoniobrunoQuestion time al Consiglio Comunale Genova 21 luglio 2015

5 giorni fa una persona di sessantasei anni si è lanciato dalla finestra di una casa popolare nella quale viveva da cinquanta anni. Da tempo gli avevano staccato le utenze. E quella mattina sarebbe stato sfrattato. Questo nostro concittadino era solo. Senza soldi.
Un mese fa, a Staglieno, una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa nel giorno in cui anche a lui avrebbero notificato lo sfratto.
La Regione Liguria ha approvato una legge, e il consiglio comunale di Genova lo sta recependo, in cui si inasprisce la lotta ai morosi.
Tranne poi cercare di riparare con la morosità incolpevole.
L’assessore comunale al Sociale Emanuela Fracassi ha previsto un fondo di solidarietà da 671 mila euro, per cui sarà possibile fare richiesta fino al 31 ottobre 2015.
E’ evidente che questo non basta, il sistema non funziona.
Perche’ se i suicidi di Sestri e Staglieno fossero stati ricchi che si fingevano poveri, allora andavano curati dalla salute mentale.
In caso contrario erano morosi incolpevoli e non andavano sfrattati.
Sono questi gli effetti della sottomissione alla logica della finanza e della tecnocrazia.
Infine chiedo
1) quali impegni hanno fatto seguito all’ordine del gfiorno approvato dal CC il 30 settembre 2014, che impegnava la Giunta ad intervenire presso le aziende partecipate per un piano di intervento straordinario di interventi miranti ad un piano straordinario anche in relazione dell’edilizia abitativa pubblica
2) come intende SPIM, proprietaria dell’alloggio di Sestri dove si è consumato il tragico avvenimento, utilizzare gli alloggi di cui ancora dispone -una volta tornati liberi-per mitigare il disagio abitativo, senza ridursi soltanto ad un ruolo di intermediazione e di svendita dei propri alloggi
3) quali verifiche sulla reale situazione economica degli inquilini di alloggi pubblici (compresi quelli di SPIM, oltrechè quelli di ARTE e Comune) vengono assunte prima di effettuare sfratti; non bastando la dichiarazione (un pò pilatesca) che quelli non si erano rivolti ai Servizi Sociale, giacchè è noto che spesso -chi precipita in una condizione di miseria- vive la cosa con vergogna e non sempre è disposto a rivolgersi all’Ente Pubblico per chiedere aiuto
4) quali iniziative vuole assumere il Comune rispetto alla vergogna di 20.000 alloggi di privati vuoti in città.
Insieme ai movimenti sociali che si sono incontrati in Bolivia con Jose’ Bergoglio “Respingiamo gli sgomberi forzati .. qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa per la sua famiglia, perché riteniamo che l’abitazione sia un diritto umano fondamentale che deve avere carattere universale. Esigiamo politiche pubbliche partecipative che garantiscano il diritto alla casa”

Antonio Bruno

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