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Archive for the ‘Terzo Valico’ Category

Il Terzo Valico inutile: se lo dice persino Enrico Musso…..

terzo valicoQualcosa vorra’ dire se persino esperti non schierati con l’ambientalismo o l’altermondialismo come Enrico Musso e Carlo Cottarelli firmano un appello al ministro alle infrastrutture Del Rio perchè la struttura tecnica, che  dovra’ valutare gli investimenti pubblici secondo regole precise e rendendo trasparenti e meno discrezionali le scelte politiche, non copra il perpetuarsi di scelte non validate, sotto pressione di fortissime lobby indifferenti all’utilità dell’opera.
In questo appello, pubblicato a pagina 9 di IL FATTO QUOTIDIANO, si critica pesantemente il Terzo Valico per il quale (specifica l’appello, firmato da Musso e Cottarelli) “..un’analisi costi-benefici ancorche’ sommaria ha dato RISULTATI NEGATIVI. Per  tutte queste opere le previsioni di traffico sembrano essere irrealistiche, come e’ evidente sia dal confronto storico dei flussi reali sia dalla stima, implicitamente assunta nelle analisi, di un forte aumento della domanda a seguito della disponibilita’ dell’opera.”
E’ di questi giorni il fermo del cantiere della Castagnola per la presenza di amianto nelle rocce scavate.
I lavori per le gallerie dove passerebbero i treni ad Alta Velocità per andare da Fegino a Tortona non sono ancora iniziati.
E’ il momento giusto per fermarsi e utilizzare le risorse stanziate per il Terzo Valico in altre opere piu’ utili e meno pericolose.

Antonio Bruno

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Risposta del vicesindaco di Genova Bernini su emissioni di amianto del terzo valico

antonioLa risposta del vicesindaco di Genova Bernini in merito alle emissioni di amianto del terzo valico, che fa riferimento esclusivamente a fonte Cociv, conferma che per i lavori del Terzo valico non si adottano le cautele previste per la Gronda Autostradale di Ponente e addirittura della Tav Torino Lione.
Martedi prossimo chiedero’ delucidazioni e approfondimenti.

Non esistono limiti di legge dell’amianto aerodisperso per l’ambiente esterno nel caso di scavo di rocce verdi, per cui non ha senso parlare di rispetto delle norme di legge.

I limiti di legge previsti dalla normativa italiana sono riassunti dal documento dell’ISPELS a questo link:
http://www.ispesl.it/amianto/amianto/analisi/tab4_6.htm .

La normativa da limiti esclusivamente per i luoghi di lavoro, per gli edifici, per i siti contaminati da amianto e per le operazioni di bonifica.
Come valore di riferimento la ASL 3 assume il valore di 1 f/l. Tale limite è richiamato anche nel  protocollo amianto delle regioni Piemonte e Liguria si legge:
“Come limite di riferimento,un valore guida e stato valutato dall’O.M.S. in 1 fibra al litro (f/l) ripresa per gli ambienti di vita dalle “Linee Guida generali da adottare per la corretta gestione delle attività di bonifica da amianto dei Siti di Interesse Nazionale (SIN)”
Quindi le Regioni hanno preso come riferimento (barando) un valore che l’OMS ha stabilito per le bonifiche amianto e non per l’estrazione delle rocce verdi.
Il limite di 1 f/l definito da OMS per attività in cui si ha presenza di amianto in siti da bonificare, e dove quindi l’aerodispersione di minime quantità di amianto può essere tollerata rispetto al fine di tutelare maggiormente la salute pubblica tramite la bonifica dei siti stessi, non sembra giustificato in questo caso, in cui l’amianto non si troverebbe già in forma disponibile all’aerodispersione, ma lo diventa proprio a causa della sua estrazione dal sottosuolo.
Ricordiamo che “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha recentemente (nel 2000) riconosciuto l’impossibilità di individuare per l’amianto una concentrazione nell’aria che rappresenti un rischio nullo per la popolazione”.
Si ritiene corretto quindi assumere come limite di riferimento della concentrazione di amianto nell’aria il non incremento del livello naturale di fondo , livello noto dai monitoraggi ante-operam
Tale limite di riferimento peraltro è già stato prescritto dal Ministero dell’Ambiente in occasione del Parere definitivo del  procedimento VIA relativo alla Gronda di Ponente.
Infatti questo tema era già emerso nella VIA della Gronda di Ponente dove Spea (autostrade) aveva proposto il limite di 1 f/l per la messa in funzione del “fog cannon” – cannone a nebbia – per l’abbattimento dell’amianto eventualmente aerodisperso. Alle osservazioni dei comitati no-gronda la Commissione VIA ha risposto dando sostanzialmente ragione ai comitati come si può vedere nella prescrizione data al quarto punto ove si prescrive l’uso del fog cannon in caso di incremento delle fibre d’amianto rispetto al fondo naturale:
Nella risposta manca un chiarimento. Parrebbe che la ASL 3 non abbia previsto l’obbligo del convogliamento delle emissioni diffuse derivanti dall’impianto di ventilazione della galleria.
L’impianto di ventilazione è indispensabile per garantire l’ossigeno sia agli uomini che ai mezzi impegnati nelle operazioni di scavo. Tuttavia tanta aria è insufflata in galleria tanta necessariamente ne fuoriuscirà trascinando con se della polvere contenente amianto. Si tratta comunque di una emissione tecnicamente convogliatile.
In caso di impianto industriale tale emissione è obbligatoriamente convogliata ai sensi dell’art. 270 D.Lgs. 152/06.
Il convogliamento di questa emissione è previsto nello scavo della TAV Torino-Lione e nel progetto della gronda di Genova.
Non si comprende perchè nel caso del terzo valico vengano prescritte norme meno tutelanti per la popolazione rispetto ad opere analoghe.

Antonio Bruno

Interpellanza Terzo Valico

Genova, 3 dicembre 2015

Prot. PG/2015/380919

Al Sig. Sindaco

INTERPELLANZA

Il Sottoscritto Consigliere,


premesso che, come descritto dalle carte geologiche della Regione Liguria, è stato rinvenuto consistente quantità di amianto nell’escavazione del cantiere Terzo Valico di Cravasco;


considerato che la Sindaco Rita Rossa ha annunciato il ritiro della disponibilità del Comune di Alessandria all’uso delle cave per i materiali del Terzo Valico, in quanto le Arpa di Piemonte e Liguria non sono in grado
di garantire i controlli sulla presenza di amianto nelle rocce da scavo;

considerato inoltre che, al di là del giudizio sul Terzo Valico (che ritengo opera inutile e costosa), non è accettabile che per attività che possono liberare amianto nell’aria non si applichi il “principio di precauzione”;

tenuto conto che occorre che l’Amministrazione Comunale ponga la tutela della salute e della lotta alla diffusione della neoplasia che origina il mesotelioma ai polmoni in cima alle priorità della propria azione,
contestando con determinazione e rigore l’evidente impreparazione e i diversi interessi del Cociv;

interpella la S.V.

per conoscere se non sia opportuno ritirare la disponibilità del Comune di Genova all’uso dei materiali di cava per i materiali del terzo valico.

Chiede, in ogni caso, che la C.A. si attivi per la completa trasparenza e pubblicizzazione di tutti i dati disponibili presso i diversi enti (ARPAL, ASL3) ed in particolare il libero accesso al sito Sigmaped.

In considerazione del fatto che COCIV ha annunciato la ripresa dei lavori di scavo sia pure con procedura sperimentale si chiede che il protocollo predisposto da COCIV e concordato (a quanto sembra) con ARPAL ed ASL3 venga reso pubblico e discusso in Consiglio Comunale.

IL CAPOGRUPPO

Antonio Bruno

Nuovo commissario Arpa Liguria: massima attenzione all’amianto del Terzo Valico

antonioterzovalicoLa nomina di un commissario all’ARPA Liguria (Adriano Musitelli) da parte del Presidente della Regione Liguria il forzista Giovanni Toti lascia molto perplessi.
Gia’ la nomina di un commissario a tempo (un anno) invece di un nuovo direttore generale desta stupore.
Ma le preoccupazioni maggiori derivano da alcune partite delicatissime, come la protezione civile e, soprattutto, l’amianto del cantiere di Cravasco del Terzo Valico, che, almeno fino a questo momento secondo Arpal e’ in percentuali tali da non poter essere smaltito nel nostro mare o nelle nostre cave e, pertanto, deve essere portato in Germania con costi insostenibili per un’opera gia’ bocciata tre volte in Valutazione Impatto Ambientale per mancanza di trasportistici.
Mi auguro che il dott. Musitelli, manager lombardo, già collaboratore di Letizia Moratti ma dal percorso professionale bipartisan, confermi e, possibilmente, rafforzi la rigorosità e l’indipendenza dalle spinte dei poteri forti politici-imprenditoriali in materia di sicurezza sanitaria ed ambientale.

Antonio Bruno

Amianto nell’appennino: occasione per cancellare Terzo Valico e Gronda

antonioterzovalicoLa notizia secondo cui i costi per la realizzazione della linea ad alta velocita’ ferroviaria Fegino – Arquata rischiano di diventare 50 volte superiori a quanto calcolato in progetto (6,2 miliardi di euro, tanto quanto la ricostruzione della città di Gaza) dovrebbero indurre la classe politica e l’opinione pubblica a un netto cambio di rotta. Il motivo è che almeno un milione di terre da scavo dovrebbe contenere alte percentuali di materiale cancerogeno da estrarre con molte cautele e da stoccare in Germania.
Era noto a tutti coloro in grado di leggere le carte geologiche delle Regioni Liguria e Piemonte per accorgersi che il tracciato attraversa montagne ricche di amianto.
E’ sperabile che il Ministero dell’Ambiente non subisca forti pressioni politiche per “mettere la mordacchia” all’Arpal. Sarebbe opportuno che enti locali e governo diventassero ragionevoli e abbandonassero il progetto del Terzo Valico, impegnando i soldi residui (piu’ di 4 miliardi di euro) nell’ammodernamento dell’intera rete ferroviaria del nord ovest.
Altra riflessione dovrebbe essere fatta sulla Gronda autostradale, anche essa attraversa gli stessi tipi di roccia attraversati dal terzo valico.

Antonio Bruno

PUC Genova: apprendisti stregoni giocano con il nostro futuro

antonioterzovalicoIl Piano Urbanistico Comunale sta diventando un terreno di scontro tra poteri contrapposti. La Regione Liguria boccia alcuni interventi di medie grandi strutture delle Cooperative vicine al Pd, perche’ previste in aree esondabili. Nello stesso tempo si appresta a varare un piano casa che aumentera’ la possibilita’ di edificaizone, anche in aree oggi a parco. La strumentalità delle posizioni e’ dimostrata dal fatto che centro destra (Toti) e centro sinistra (Doria) condividono opere (Terzo Valico e Gronda) che prevedono restringimenti di alvei e costruzioni al loro interno, insieme al dissesto idrogeologico e all’escavazione di rocce amiantifere. In mezzo ci stanno i lavoratori di Esa Ote che vedrebbero il loro futuro lavorativo condizionato a un grande supermercato nell’area dell’attuale stabilimento. E le popolazioni ostaggi, spesso rassegnati, delle ambizioni di piccoli aspiranti stregoni.

Antonio Bruno

Amianto nel terzo valico a Genova, ed a Stella l’amianto non c’è più?

terzo valicoChe ci fosse amianto nelle terre del Terzo valico lo dicevano vari comitati genovesi: oggi è certezza! I risultati delle analisi effettuate dall’Arpal evidenziano che la concentrazione di amianto é ampiamente fuorilegge: 1,7 grammi ogni chilo di terra-roccia estratta dagli scavi quasi il doppio del limite consentito che è di 1,0 grammi per ogni chilo, che è la soglia “naturale”, la quantità che non desta grandi apprensioni.
Lunedì mattina l’Arpal consegnerà il rapporto ufficiale, accompagnato da tutta la documentazione al procuratore capo Michele Di Lecce, che da alcune settimane, ha deciso di seguire, in prima persona, questa vertenza.Il nostro comitato ha sollevato più di una volta il problema dell’amianto nelle terre che dal terzo valico sono state stoccate nella discarica di Stella.
La discarica non si chiama così, ma si chiama rimodellamento di una valletta. Comunque si chiami il risultato non cambia: ha accolto molti metri cubi di terre del terzo valico. Ma la nostra segnalazione non è mai stata presa granchè in considerazione. Perchè?
L’Arpal Savonese dovrebbe o non dovrebbe occuparsi di questi problemi? L’Arpal Savonese dovrebbe o non dovrebbe occuparsi anche della salute dei cittadini savonesi? L’Arpal Savonese dovrebbe o non dovrebbe occuparsi anche delle terre di scavo dell’Aurelia bis ad Albisola? A noi risulta che il mercurio è stato trovato nelle terre di scavo del’Aurelia bis di Albisola perchè la “Maersk” ha fatto fare analisi preliminari prima di accettare le terre.
Un punto di domanda molto semplice: se a Genova amianto ce n’è in abbondanza e le terre di scavo sono venute a Stella, l’amianto s’è perso per strada? O semplicemente in quelle terre “stranamente” amianto non ce n’era? E’ possibile solo eventualmente la seconda ipotesi, però perchè Maersk controlla ed Arpal Savona no?
A Savona la Procura della Repubblica seguirà i problemi di inquinamento del savonese quali quelli dell’eventuale amianto nella discarica di Stella, visto che Arpal savonese non se ne interessa? Speriamo! Noi non facciamo nessun esposto alla Procura della Repubblica: credo che alla Procura dovrebbe bastare leggere i giornali!

Comitato Casello Albamare
il Presidente
Paolo Forzano

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