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Archive for the ‘Trasporto Pubblico Locale’ Category

Per assessore Dagnino la strada a mare non è una occasione per favorire il trasporto pubblico

antoniobrunoL’assessore Anna Maria Dagnino ha risposto a una mia interrogazione a risposta immediata sulle misure in favore del trasporto pubblico, dopo l’ingresso, seppure  incompleto, della strada a mare di Cornigliano.
Da piu’ parti, ma anche in diversi documenti approvati da tutti i cicli amministrativi che si sono succeduti negli ultimi venti anni, si auspicava che la nuova viabilita’ potesse essere l’occasione per riqualificare le strade all’interno di Sampierdarena e di Cornigliano.
In particolare si auspicavano viali alberati e percorsi protetti per gli autobus in strade  dedicate esclusivamente al traffico locale, dirottando il traffico pesante e quello di attraversamento sulla nuova strada a mare.
Certo, la strada non e’ terminata e mancano indispensabili collegamenti e svincoli, pero’ mi sarei aspettato che si studiassero nuove progettazioni che riqualificassero Sampierdarena e Cornigliano.
La risposta dell’assessore  rappresenta un passo indietro notevole rispetto alle aspettative di miglioramento del trasporto pubblico e di vivibilita’.
Siamo di fronte a uno scenario non auspicabile: il rischio e’ che,anche inconsapevolmente, si aggiungano nuove infrastrutture stradali che incentiveranno il traffico privato e strangoleranno quello che rimane del trasporto pubblico

antonio bruno
consigliere comunale Genova
Forum Sinistra Europea – FdS
http://www.altraliguria.it

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Grazie alla Corte dei Conti si può difendere la Gestione Publbica del trasporto pubbico locale

antoniosmallLe notizie rimbalzate sulla stampa secondo le quali la Corte dei Conti avrebbe bocciato la legge  regionale che prevedeva la gara per il trasporto pubblico locale regionale, rilancia la possibilita’, consentita dall’Unione europea, di un affidamento in house dei servizi di trasporto. Cioè: Amt Spa e i suoi bilanci ritornano nella pancia del Comune, e con essa i lavoratori. E’ una buona notizia, perche’ rimette in discussione le politiche di privatizzazione di servizi pubblici essenziali come e’ il trasporto pubblico.
Bisogna pero’ smontare una diceria: il vincolo del blocco delle assunzioni a cui sarebbe sottoposto il Comune.
Questa norma introdotta dagli ultimi governi per vanificare il pronunciamento e’ incostizionale e, soprattutto, non e’ stato ancora approvato il regolamento attuativo.
Si cambi, quindi, politica, si abbandoni la politica della svendita ai privati e al profitto del trasporto pubblico locale e lo si rilanci con una moderna politica della mobilita’.

Il masochismo di cancellare l’integrazione treno+bus

antoniobrunoLeggo dai media che la settimana prossima cessera’ di esistere l’integrazione treno-bus che aveva portato negli anni novanta Genova ai primi posti del trasporto pubblico locale.
In tutto il mondo evoluto, le citta’ affrontano il tema dei trasporti come un contesto omogeneo e interdipendente; autobus, metro, treno, nave fanno parte di un sistema integrato che da’, soprattutto nelle grandi metropoli, una valida alternativa al trasporto privato in auto.
Rompere questa integrazione significa dare un ulteriore colpo all’efficacia del Trasporto Pubblico Locale e condannarlo a un lento e inesorabile declino.
Scarsa conoscenza del problema, superficialita’, rendite di posizione, populismo becero hanno inizaito a minare questo fondamentale istituto.
Infatti, il Consiglio comunale di Genova ha, l’anno scorso, iniziato a lo smantellamento dell’integrazione approvando un emendamento del Movimento 5 Stelle che ha diversificato il costo del biglietto integrato da quello semplice.
Invece, l’introduzione di tariffe integrate ha portato ad un incremento della domanda di trasporto pubblico e ad un contenimento dei costi di transazione, come quelli relativi all’emissioni di biglietti o alla fornitura di informazioni sul servizio.
Ritornare a titoli di viaggio differenti significa quindi penalizzare ulteriormente il trasporto pubblico, introducendo alla lunga un ulteriore deficit che si ripercuote sull’intero servizio, anche nelle zone non servite dal treno.
L’ASSTRA Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale di proprietà degli enti locali, delle regioni e di imprese private dice “aumento del 2.19% nel breve periodo e del 12.04% nel lungo periodo della domanda di trasporto pubblico dovuto all’introduzione di sistemi di integrazione tariffaria”.
E’ necessario che Regione e Comune trovino le risorse necessarie e costringano Trenitalia a non arroccarsi in difesa di posizioni che significano la diminuzione anche del trasporto pendolare.
Allego uno studio essenziale, elaborato da una dottoranda in economia e commercio dell’Università di Genova a supporto di queste analisi.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Tagli al servizio ferroviario: ancora una volta penalizzate Val Polcevera e Valle Scrivia!

Comunicato Stampa – a cura del WWF LIGURIA

Tagli al servizio ferroviario: ancora una volta penalizzate Val Polcevera e Valle Scrivia!

 wwfCome purtroppo ci si poteva aspettare, alla fine la Regione Liguria, dopo aver tentato di tagliare su altre linee incontrando la giusta protesta di comitati di pendolari, cittadini e sindaci, non ha trovato di meglio che pensare di tagliare il servizio ferroviario sulla linea Genova- Busalla/Isola. E’ incredibile che una linea che fornisce un servizio fondamentale all’area urbana genovese della Val Polcevera, ai tanti comuni limitrofi della provincia e a tutta la zona della Valle Scrivia che gravita sul capoluogo ligure, venga trattata da Regione, Provincia e Comune come una tratta di secondaria importanza. Già ora si registrano frequenze a singhiozzo lungo l’arco della giornata, con buchi orari di oltre due ore inconcepibili per una linea metropolitana, e assenza totale di copertura oraria serale che è stata tagliata via via nel corso degli anni. Sarebbe bene ricordare che sulla tratta dall’oltregiogo a Genova gravita una notevole quantità di abitanti dei comuni dell’entroterra ligure-piemontese fra cui studenti, con orari scolastici assai variabili da scuola a scuola, e lavoratori, la cui giornata lavorativa ormai sempre più spesso non rispecchia gli orari classici definiti di punta, oltre alle persone, spesso anziane, che si spostano per questioni riguardanti la salute; tagliare ulteriormente il servizio contribuirebbe all’isolamento di una vasta area geografica, soprattutto a svantaggio delle fasce “deboli” della popolazione.  Leggi tutto…

Il silenzio assordante dei parlamentari

antoniobarNella questione che contrappone drammaticamente la Giunta Doria ai lavoratori delle societa’ partecipate, in particolare dell’AMT, spicca il silenzio assordante dei parlamentari eletti in Liguria.

E’ notizia di ieri che il Governo vuole privatizzare Fincantieri.

Sempre attenti a urlare alla luna per le Grandi Opere, i parlamentari liguri non si fanno piu’ sentire.
Vassallaggio verso il Governo o Convinzione che bisogna svendere e privatizzare?

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

Dichiarazione di voto contrario a delibera sulle societa’ partecipate dal Comune di Genova

antoniosmallNon e’ distante dalla realta’ chi sostiene che la delibera di riorganizzazione delle societa’ partecipate all’ordine del giorno quest’oggi non e’ la delibera che prende una decisione immediata per la privatizzazione di servizi pubblici.
Nella ultima versione edulcorata e scolorita, in effetti si tenta di ammorbidire quello che e’ ormai un cavallo di battaglia di chi, prendendo atto che i propri ministri scelgono di penalizzare le autonomie locali, cerca di accelerare i processi di ingresso di fondi privati in settori essenziali della vita delle persone.
La discussione pero’ e’: si sceglie di rilanciare il ruolo pubblico di servizi che devono sviluppare servizi alle persone e non profitti a investitori o si apre la possibilita’, anche per indolenza o incapacita’ di contrastare lobbies corporative, all’ingresso di privati?
Un effetto positivo questa delibera l’ha indubbiamente avuta: e’ riuscita a far coalizzare settori della societa’ che, colpevolmente, non si sono mai parlati, lavoratori e lavoratrici con associazioni consumatori e per i beni comuni, ad esempio. Leggi tutto…

Considerazioni sulla privatizzazione AMT

amtIl deludente incontro tra sindacati AMT e Sindaco di Genova Marco Doria evidenzia il chiaro disegno di portare all’ingresso di privati (leggasi societa’ del gruppo Trenitalia) nella societa’ di trasporto pubblico.
La minaccia e’ il fallimento.
Sette anni fa il Sindaco di allora (Giuseppe Pericu) minaccio’ di portare i libri di Amt in tribunale e “chiamò″ la francese Transdev in salvataggio. Ovviamente i francesi fecero pagare profumatamente i 22 milioni di euro che “donarono” all’Amt sotto forma di consulenze e clausole rescissorie. In cambio aumento delle tariffe e diminuzione del servizio.
Nel frattempo nel laboratorio di Firenze, dove il Sindaco Matteo Renzi ha venduto Ataf a Busitalia (del gruppo Trenitalia) e’ stato disdettato il contratto integrativo (200- 300 euro in meno sul salario) e la societa’ di trasporto pubblico spacchettata in tre aziende, seguendo modelli disastrosi sperimentati in Inghilterra.
Ma gli aspetti piu’ deprecabili sono due:
– non si lotta contro le politiche governative che tagliano i fondi al trasporto pubblico locale. Probabilmente per un’adesione convinta a politiche economiche che spostano le risorse sulle spese militari, le Grandi Opere, il salvataggio delle banche.
– non si ha idea di cosa significhi un politica della mobilita’, tanto che persino un ordine del giorno della lista Doria, approvato a latere della delibera che un anno fa apriva la porta alla privatizzazione, che chiedeva nuove corsie protette per i bus e’ stato disatteso e sconfessato pubblicamente dall’assessore alla mobilita’ durante una recente commissione consiliare.
Utenti e lavoratori dovrebbero cercare di costruire un fronte comune per contrastare questa miope politica.

Antonio Bruno
capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova

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