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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Andiamo al Forum Sociale Mondiale 2018

Vorremmo organizzare una partecipazione collettiva al Forum Sociale Mondiale 2018 (Salvador de Bahia in Brasile, 13 al 17 marzo 2018) .
Pensiamo di preparare il forum anche con contatti in loco con realtà locali e internazionali.fsm2018
Inoltre vorremmo verificare l’eventuale presentazione e/o partecipazione a eventi che verranno programmati.
Stiamo lavorando per verificare se esiste la possibilità di pernottamento in strutture e/o famiglie.
Per quanto riguarda il viaggio, l’organizzazione collettiva più difficile, perchè è probabile che molti avranno esigenze differenti:
– il lavoro
– la preoccupazione di poter partecipare alle elezioni politiche (che si terranno in una data imprecisata da febbraio a giugno) che restringe, per
chi ne volesse tenere conto, a una partenza nel pomeriggio-tarda mattinata di domenica 11 marzo e al’arrivo nel primo pomeriggio di domenica  18 marzo
(da farsi presumibilmente entro l’ottobre di questo anno)
– il piacere di arrivare prima o fermarsi per turismo più o meno responsabile.
Ma ci si può lavorare.
Per quanto riguarda le tariffe aeree pare che il mese di ottobre possa essere particolarmente favorevole.

Al momento sui siti di prenotazione online è possibile prenotare volo e singola dall’11 al 17 ottobre con un costo sotto i 900 euro. Soluzioni di alloggio collettive ovviamente sarebbero più favorevoli.

Per le questioni logistiche e di contenuto, rimaniamo in attesa di eventuali segnali che però dovrebbero arrivare entro la prima metà del mese di ottobre….

Contattare bruno@aleph.it


Grazie.

Antonio Bruno, Silvia Parodi, Giorgio Riolo

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Kenia: proibiti sacchetti plastica

Il provvedimento, atteso da anni, era stato annunciato mesi fa e confermato nei giorni scorsi dal tribunale, cui erano ricorsi i produttori che rischiano di perdere buoni guadagni o di spendere ingenti somme per riqualificare le proprie industrie per la produzione di imballaggi biodegradabili.

Si calcola che finora nel paese venissero usati 24 milioni di sacchetti di plastica l’anno. I produttori sostengono che, con la proibizione, potranno essere persi 80mila posti di lavoro. I lavoratori hanno già organizzato manifestazioni di protesta.

Altri paesi in Africa hanno fatto questa scelte: ricordiamo l’Eritrea (2005), la Tanzania (2006), il Rwanda (2008), la Mauritania (2013).
Tuttavia il provvedimento keniano è caratterizzato da una notevole severità.
Chi importa, vende o produce i sacchetti di plastica rischia grosso: fino a 38.000 dollari di multa e fino a 4 anni di carcere per i casi più gravi.
Per ora, chi viene trovato ad usarli per le incombenze quotidiane verrà solo redarguito verbalmente, ma progressivamente saranno introdotte pene anche per gli utilizzatori finali.

Judy Wakhungu, ministra dell’ambiente, ha dichiarato che i sacchetti di plastica sono la più grande sfida alla gestione dei rifiuti in Kenya, un incubo ambientale che deve essere affrontato con ogni mezzo. Particolare preoccupazione desta il ritrovamento di plastica, fino a 20 sacchetti, nello stomaco degli animali macellati. Nei giorni scorsi le autorità competenti hanno promosso l’organizzazione di una fiera per la presentazione di imballaggi alternativi.

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Municipi: no alla politica con il cappello in mano

Il disperato appello dei candidati presidenti del Pd in alcuni municipi genovesi è molto significativo per come questa area politica abbia interiorizzato una gestione tecnocratica, burocratica e sottoposta ai dettami dei poteri forti della cosa pubblica.
Il municipio avrebbe la sua funzione di accompagnare le scelte politiche neoliberiste costituendo un’interfaccia con i cittadini da tenere buoni con  l’elargizione di qualche spicciolo a associazioni territoriali politicamente omogenee, la difesa del decoro (come le panchine anti poveri in bassa val bisagno), la sicurezza (incrementando l’insicurezza percepita attraverso la diffusione di paranoia e paura nonostante i micro-reati siano calati a detta della questura e della prefettura), questo o quel marciapiede o giardinetto.
Le grandi scelte vanno accompagnate e nascoste da una cortina fumogena di fuffa e melassa.
Oppressività degli speculatori portuali, l’inquinamento diffusa, la povertà causata anche dall’inutilizzo di immense aree dismesse votate alla rendita, le devastazioni territoriali come Gronda e Terzo Valico, la necessità di riconversioni sociali e produttive verso un’economia condivisa, circolare e sostenibile sono tematiche assenti, di cui la politica non deve occuparsi.
E’ necessaria un’altra Politica: non attaccata all’esistente, non mendicante posticini di potere, che non si attardi piagnucolante ad aspettare le bricciole che il potere concede.
Se partiti che hanno stesso programma e medesime miserie non riescono a mettersi d’accordo non è un problema di chi vuole costruire un’alternativa.
Ci sarebbe stato un Commissario e poi nuove elezioni.
Adesso è solo una apparente calma e “gestione delle miserie”, prima che la collera degli oppressi li travolga.
Noi siamo contro!

Davide Ghiglione, segretario provinciale PRC
Antonio Bruno, Forum Sinistra Europea

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Il mondo al tempo dei Quanti

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Verbale di riapertura di gara appalto del servizio di ristorazione scolastica

Verbale di riapertura di gara per il conferimento in appalto del servizio di ristorazione scolastica di quattro zone di Genova: Media Val Bisagno, Bassa Val Bisagno, medio Ponente, Ponente.

Verbale seduta pubblica del 14.02.2017

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Come ridurre i rischi di disastri sanitari-ambientali ed economici nel mondo mediterraneo?

Convegno 28-29-30 settembre Genova
(aperto al pubblico su iscrizione via mail a : palidda@unige.it)
Come ridurre i rischi di disastri sanitari-ambientali ed economici nel mondo mediterraneo?
progetto: Governo della sicurezza e insicurezze ignorate nell’area euromediterranea)

Scarica presentazione e programma

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Corrispondenza dal Forum Sociale Mondiale di Montreal

Oggetto: Corrispondenza dal Forum Sociale Mondiale di Montreal N°5

*Saprà il FSM 2016 di Montreal mantenere la rilevanza del FSM?*

Il FSM a Montreal è un punto di svolta per il futuro del FSM.
Il primo World Social Forum che ha avuto luogo nel nord del mondo si è
concluso. Il successo dal punto di vista del contenuto e della diversità
delle reti partecipanti, anche attraverso la creazione di spazi autonomi e
comitati auto-diretti è evidente

Tuttavia, sembra ora assolutamente necessario lavorare in una prospettiva
di convergenza, volendo andare oltre la funzione di scambio e di dibattito
di questo evento.

Ma non basta più un tempo e uno spazio per lo scambio. Deve nascere
un’unità più ampia per contrastare la globalizzazione neoliberista.
Il FSM era nato in Brasile, in un contesto caratterizzato da un aumento
nelle lotte sociali e il sostegno popolare del il Partito dei Lavoratori.
Sostenendo il FSM, i movimenti sociali brasiliani e il PT hanno puntato ad
esportare energia per mobilitazioni locali a livello globale per resistere
meglio alla globalizzazione e evitare l’isolamento. Nel frattempo, il
contesto internazionale ha prodotto un indebolimento degli Stati nazionali
e la mercificazione del pianeta, dieci anni dopo la caduta del muro di
Berlino. Quel processo è ‘stato fondamentale per creare il più ampio fronte
possibile al fine di offrire un’alternativa in termini di giustizia sociale
con nuovi rapporti di solidarietà all’interno e tra i movimenti sociali, su
basi indipendenti dai partiti politici.

Oggi al centro della critica, c’è l’opinione che i grandi eventi
internazionali come il FSM di Montreal hanno poco impatto politico e sono
riassunti in spazi di dibattito senza conseguenze. Tuttavia, nelle ultime
settimane, un importante dibattito internazionale ha intensificato sul
futuro del FSM.

Tuttavia, due eventi politici hanno tenuto botta: la questione del
boicottaggio, e delle sanzioni (BDS) di Israele e le esigenze di
solidarietà con il popolo brasiliano contro il colpo di stato che sta
subendo. Questi due aspetti si scontrano frontalmente l’idea di neutralità
stabilito dalla Carta dei principi del FSM.

La manifestazione di apertura ha segnalato questo forte indirizzo. La
tendenza storica, si potrebbe dire, si oppone a qualsiasi modifica della
Carta del Forum stabilita a Porto Alegre: proporre lo status quo,
sostenendo una opposizione di principio tra spazio e movimento. Questa
tendenza supporta solo spazio aperto, senza meccanismo deliberativo d è
quella seguita dal FSM a Montreal

In pratica, questa visione attuale della trasformazione della società
attraverso la moltiplicazione di iniziative, senza riguardo per le esigenze
organizzative e la concentrazione di individui ha mobilitato i movimenti
sociali e dei cittadini e a enfatizzato il ruolo locale della
manifestazione.

Paradossalmente, questo approccio mira a provocare una rinascita basata su
un nuovo dinamiche globali incentrate sulla mobilitazione sociale. E’ stata
annunciata la creazione di un procedimento parallelo, una sorta di
tribunale dello stato della democrazia in diverse parti del pianeta.

Alcuni pensano che il futuro sia quello di diventare la spina dorsale di
movimenti e reti che, a sua volta, mobilitano gli individui. La centralità
delle organizzazioni e dei movimenti in qualsiasi processo del FSM ne
implica il riconoscimento integrale per evitare la frammentazione delle
organizzazioni.

Processo e questioni aperte quindi, qui espresse ccome prima impressione,
ma su cui ritornerò con una nota più meditata e fiale tra qualche giorno

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