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Il mondo al tempo dei Quanti

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Verbale di riapertura di gara appalto del servizio di ristorazione scolastica

Verbale di riapertura di gara per il conferimento in appalto del servizio di ristorazione scolastica di quattro zone di Genova: Media Val Bisagno, Bassa Val Bisagno, medio Ponente, Ponente.

Verbale seduta pubblica del 14.02.2017

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Come ridurre i rischi di disastri sanitari-ambientali ed economici nel mondo mediterraneo?

Convegno 28-29-30 settembre Genova
(aperto al pubblico su iscrizione via mail a : palidda@unige.it)
Come ridurre i rischi di disastri sanitari-ambientali ed economici nel mondo mediterraneo?
progetto: Governo della sicurezza e insicurezze ignorate nell’area euromediterranea)

Scarica presentazione e programma

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Corrispondenza dal Forum Sociale Mondiale di Montreal

Oggetto: Corrispondenza dal Forum Sociale Mondiale di Montreal N°5

*Saprà il FSM 2016 di Montreal mantenere la rilevanza del FSM?*

Il FSM a Montreal è un punto di svolta per il futuro del FSM.
Il primo World Social Forum che ha avuto luogo nel nord del mondo si è
concluso. Il successo dal punto di vista del contenuto e della diversità
delle reti partecipanti, anche attraverso la creazione di spazi autonomi e
comitati auto-diretti è evidente

Tuttavia, sembra ora assolutamente necessario lavorare in una prospettiva
di convergenza, volendo andare oltre la funzione di scambio e di dibattito
di questo evento.

Ma non basta più un tempo e uno spazio per lo scambio. Deve nascere
un’unità più ampia per contrastare la globalizzazione neoliberista.
Il FSM era nato in Brasile, in un contesto caratterizzato da un aumento
nelle lotte sociali e il sostegno popolare del il Partito dei Lavoratori.
Sostenendo il FSM, i movimenti sociali brasiliani e il PT hanno puntato ad
esportare energia per mobilitazioni locali a livello globale per resistere
meglio alla globalizzazione e evitare l’isolamento. Nel frattempo, il
contesto internazionale ha prodotto un indebolimento degli Stati nazionali
e la mercificazione del pianeta, dieci anni dopo la caduta del muro di
Berlino. Quel processo è ‘stato fondamentale per creare il più ampio fronte
possibile al fine di offrire un’alternativa in termini di giustizia sociale
con nuovi rapporti di solidarietà all’interno e tra i movimenti sociali, su
basi indipendenti dai partiti politici.

Oggi al centro della critica, c’è l’opinione che i grandi eventi
internazionali come il FSM di Montreal hanno poco impatto politico e sono
riassunti in spazi di dibattito senza conseguenze. Tuttavia, nelle ultime
settimane, un importante dibattito internazionale ha intensificato sul
futuro del FSM.

Tuttavia, due eventi politici hanno tenuto botta: la questione del
boicottaggio, e delle sanzioni (BDS) di Israele e le esigenze di
solidarietà con il popolo brasiliano contro il colpo di stato che sta
subendo. Questi due aspetti si scontrano frontalmente l’idea di neutralità
stabilito dalla Carta dei principi del FSM.

La manifestazione di apertura ha segnalato questo forte indirizzo. La
tendenza storica, si potrebbe dire, si oppone a qualsiasi modifica della
Carta del Forum stabilita a Porto Alegre: proporre lo status quo,
sostenendo una opposizione di principio tra spazio e movimento. Questa
tendenza supporta solo spazio aperto, senza meccanismo deliberativo d è
quella seguita dal FSM a Montreal

In pratica, questa visione attuale della trasformazione della società
attraverso la moltiplicazione di iniziative, senza riguardo per le esigenze
organizzative e la concentrazione di individui ha mobilitato i movimenti
sociali e dei cittadini e a enfatizzato il ruolo locale della
manifestazione.

Paradossalmente, questo approccio mira a provocare una rinascita basata su
un nuovo dinamiche globali incentrate sulla mobilitazione sociale. E’ stata
annunciata la creazione di un procedimento parallelo, una sorta di
tribunale dello stato della democrazia in diverse parti del pianeta.

Alcuni pensano che il futuro sia quello di diventare la spina dorsale di
movimenti e reti che, a sua volta, mobilitano gli individui. La centralità
delle organizzazioni e dei movimenti in qualsiasi processo del FSM ne
implica il riconoscimento integrale per evitare la frammentazione delle
organizzazioni.

Processo e questioni aperte quindi, qui espresse ccome prima impressione,
ma su cui ritornerò con una nota più meditata e fiale tra qualche giorno

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Call for two events at WSF 2016

call for two events at WSF 2016

appel à duex evenements au FSM2016

llamar para dos eventos WSF 2016

https://fsm2016.org/en/activites/2013-ulysse-le-bruleur-de-frontieres-et-la-mer-blanche-du-milieu/

https://fsm2016.org/en/activites/social-ecology-and-the-fight-against-urban-poverty/

Join the SKYPE hall From the activity of 10-Aug-2016: https://join.skype.com/gExCvvKPUlee

Rejoignez la salle SKYPE De l’activité du 10-Aug-2016 : https://join.skype.com/gExCvvKPUlee

Unirse a la llamada de Skype desde la actividad de 10-Aug-2016 : https://join.skype.com/gExCvvKPUlee

antonio bruno  http://benincomune.weebly.com/ 339 3442011

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Richiesta Urgente di chiarimenti in merito all’incidente di Fontana Alessandro

Al Sindaco di Genova Prof. Marco Doria
Al Vicesindaco di Genova Sig. Stefano Bernini
All’ Assessore Alla viabilità Dott.ssa
Dagnino
Ai membri della Giunta Esecutiva del Comune di Genova
Ai Consiglieri di Maggioranza del Comune di Genova
Ai Consiglieri di Minoranza del Comune di Genova
p.c. tutte le testate giornalistiche liguri, le televisioni locali , i media nazionali

Oggetto: Richiesta Urgente di chiarimenti in merito all’incidente di Fontana Alessandro avvenuto a Sestri Ponente il 2 dicembre 2014

Buon  giorno Prof. Doria,

Mi chiamo Franca Bolognini e sono la mamma di Alessandro Fontana il ragazzo dell’Istituto Calvino ucciso da un TIR il 2 dicembre 2014 all’incrocio tra via Giotto e via Borzoli a Sestri Ponente.
Sono a scrivervi dopo 19 mesi, per la precisione 603 giorni in merito alla perdita di una delle due persone più care che ho come madre: mio figlio Alessandro.
Alessandro, il mio Ale, stava percorrendo il primo tratto di via Borzoli, dopo essere andato a comperare del materiale scolastico in via Sestri, per la precisione da Tiger come attesta lo scontrino e il materiale ritrovati nello zaino, per raggiungere lo scooter che era posteggiato nelle righe bianche preposte ai motocicli, sito dietro all’edicola.
Un TIR è sopraggiunto e lo ha agganciato per lo zaino facendolo prima cadere per poi schiacciarlo.
La mia lettera ha 3 precisi quesiti da rivolgerLe, risposte che una madre disperata ha tutto il diritto di avere.
Tre “perché”che mi martellano la testa e che non trovano risposte.

1. Perché è permesso l’accesso a veicoli di 18 metri in una strada affollata di persone e studenti che non ha le dimensioni minime per garantire la svolta in sicurezza?
2. Perché è stato costruito un posteggio per motocicli  lì e chi ne ha permesso la realizzazione?
3. Perché i Vigili della Polizia Municipale preposta ai rilievi ha completamente sbagliato la prima ricostruzione dell’incidente?
Ritornando alle tre domande di cui sopra tengo a sottolineare alcuni aspetti.
1. Sono anni che il quartiere di Sestri lamenta la pericolosità del passaggio di TIR in quella strada, strada nata agli inizi del ‘900 per consentire il trasporto delle verdure delle colline di Borzoli al quartiere a mare con carri. Diverse richieste sono arrivate all’Amministrazione per eliminare il passaggio di questi veicoli e, se non ricordo male, alla ditta Derrick è stato concesso uno spazio vicino all’aeroporto per ridurre il passaggio di tir limitando l’accesso ai soli veicoli destinati alla riparazione di celle frigorifero. Ad oggi la Derrick ha il suo deposito container in aeroporto, ha tutti isuoi cari container sempre in Passo Fringuello in barba alle restrizioni imposte, è cresciuto a dismisura il numero dei container stipato sotto il viadotto sul torrente Chiaravagna e altri 2 depositi si trovano in prossimità del cimitero di Borzoli.
Personalmente ero stata coinvolta, prima dell’incidente occorso a mio figlio, in problematiche legate alla viabilità di via Borzoli quando, infatti da insegnante della scuola primaria XXV Aprile mi ero occupata del Pedibus. Il progetto era stato svolto nell’anno scolastico 2011/2012 con 3 tratte di percorrenza, ma a settembre del 2012 era stato impossibile ricominciare in quanto il dirottamento di tutto il trasporto pesante dei due versanti di via Borzoli sul tratto sestrese non garantiva le misure di sicurezza minime.
Di questo abbiamo parlato con la ASL nella figura della dottoressa preposta al progetto e con l’assessore F. Gelli del Municipio di Sestri. Da parte loro c’era l’insistenza a far ripartire il progetto, ma da parte dei genitori e degli insegnanti della scuola c’era la necessità di avere la strada con condizioni di sicurezza migliori e visto che il Municipio non avrebbe fatto nulla per migliorare il contesto, non ce la siamo sentita di ripartire.
Quando è avvenuto l’incidente a mio figlio tutti hanno visto nient’altro che una morte annunciata, una morte che si poteva evitare se si fosse tenuto conto che la strada e il contesto cittadino ( alta densità abitativa e molte scuole ubicate proprio in quel posto) non lo permettevano.
Per favore non mi risponda che esistono aziende che lì hanno la loro sede e che avrebbero gravi danni se si impedisse il transito di Tir, mi risponda se dalle parte della città in cui lei vive c’è una situazione del genere. Esistono diverse aree dismesse
molto meglio servite dalle strade come i lungargini Polcevera e le aree di Multedo in via Merano.
Per favore non mi risponda che la strada ha i requisiti per il passaggio di mezzi di quel genere.
Da sempre via Borzoli è servita dalla linea dell’autobus 53 che ha in servizio bus di media dimensione perché la strada è stretta. Mi ricordo bene che da  bambina prendevo il 53 per andare da Rivarolo a Sestri e che il bus era di dimensioni molto piccole, con solo una fila di seggiolini e 2 porte una per salire e una per scendere. In questi giorni, in cui abbiamo manifestato, abbiamo parlato a lungo con gli operatori dell’AMT i quali ci hanno detto che il Comune mai permetterebbe a veicoli AMT di grosse dimensioni di transitare da quella strada.
Allora perché ci passano i TIR che sono anche più lunghi?
2. I posteggi, in cui Alessandro aveva sistemato lo scooter,
erano di esclusivo uso per i motocicli, linee bianche e cartelli predisposti dal Comune di Genova. I posteggi, ora chiusi con dei dissuasori, sono circondati su 3 lati dai marciapiedi. Quando si posteggiava lì se le moto venivano messe in avanti direzione Sestri i manubri si toccavano tra di loro per cui l’unico modo per raggiungere gli scooter s posteggiati, era salire e uscire era arrivarci da dietro, se gli scooter erano posteggiati con il muso in avanti occorreva entrare sempre dal lato strada per poter arrivare alla ruota anteriore e sganciare il blocco di sicurezza.
Mi domando: chi è il geometra o l’architetto che ha progettato e permesso quei posteggi?
A marzo 2015 sono stati sistemati i “panettoni” che ora impediscono il posteggio.
Sono state fatte tante manifestazioni . In una delle ultime, anziché fermarmi sulle strisce, mi sono seduta sul secondo panettone con le gambe rivolte verso il primo. Quando è sopraggiunto uno dei TIR lunghi ho visto che con le ruote del rimorchio toccava il marciapiedi dalla parte opposta e con la motrice riusciva a malapena a passarmi accanto. Nel momento in cui il rimorchio mi si è avvicinato ha dovuto fermarsi in quanto
non riusciva a girare senza toccarmi. Ecco il TIR era incastrato tra il marciapiedi dal lato della fermata e i panettoni dove ero
seduta . Questo a mio modesto avviso vuole dire che non ci sono i requisiti per avere lì un posteggio.
Ora il posteggio è statotolto. Come devo interpretare questa decisione?
E’ stato tolto perché pericoloso, ma allora chi è il genio che lo ha messo?
Mio figlio, ligio com’era alle regole, aveva posteggiato dove sapeva di poterlo fare nell’assoluto rispetto del codice, pensi non osava mai posteggiare tra le auto perché sosteneva che era pericoloso. Quindi cosa devo dedurre?
3. Il giorno dell’incidente sono accorsi subito i vigili della polizia municipale, quando
Ale era ancora in vita. Dopo che Ale è andato via per sempre sono
arrivati i vigili della sezione specifica, quelli dell’infortunistica, persone che come lavoro fanno solo quello e che sono quindi preposte a raccogliere tutti i dettagli dell’incidente.
Nei giorni successivi, quando siamo stati contattati da un mio cugino avvocato, eravamo convinti che nel verbale avremmo
trovato le risposte e che Ale avrebbe avuto giustizia senza bisogno di affidarci a nessun legale . Solo l’insistenza di questo cugino ci ha fatto decidere di prenderlo. Questi ha nominato un perito di parte il Dott. Ambrogiani che ha fatto la sua ricostruzione.
Sia da parte del nostro legale  ’avv. Asole che del perito si riscontrava la totale estraneità di Ale nel concorso dell’incidente e  l’ovvietà della dinamica.
Pertanto ci si aspettava che il verbale altro non facesse che confermare quanto rilevato. I vostri vigili, nei verbali depositati a metà dicembre, invece sono riusciti a stravolgere completamente l’incidente, sono riusciti a dichiarare che Ale attraversava da est a ovest, che aveva colpito la motrice nella parte davanti ( la motrice non presentava dalle foto del verbale nessun segno) che era stato travolto dalle ruote della motrice ( Ale sul fianco aveva i segni del pneumatico del rimorchio), non si sono accorti del suo sangue su
un catarifrangente del rimorchio, non hanno voluto ascoltare quanto da Ale dichiarato all’operatore del 118, non hanno considerato attendibile l’unica testimone che ha visto tutto in quanto in attesa del 53 sulla fermata.
I vigili arrivati sul posto hanno cercato solo in una direzione seguendo le chiacchiere dei passanti e non facendo quello che era il loro lavoro ovvero una ricostruzione attendibile e il più vicino possibile alla realtà. Solo in un secondo momento, dopo altre testimonianze, dopo l’accesso ad altri documenti hanno fatto  un’integrazione d’indagine e hanno riconosciuto l’estraneità di Alessandro. Ma se il magistrao non avesse richiesto ulteriori accertamenti ci si sarebbe fermati a quel primo verbale, quello che avendo raccolto i fatti del momento doveva essere il più attendibile.
Signor Sindaco cosa devo dedurre? I vostri vigili sono degli incompetenti patentati, e allora che cambino lavoro, o c’era la volontà di buttare addosso ad Alessandro colpe che non ha per alleggerire la posizione di qualcuno che ci avrebbe rimesso?
Vede, per come vanno le cose in Italia, sono più propensa a pensare alla seconda ipotesi….TIR…depositi…. servitù…. Interessi.  Mi spiega perché un verbale del genere è stato prodotto e con una tempistica brevissima, 10 giorni dall’incidente per un caso mortale che richiedeva se non altro cura?
Perché il Sig. Bernini mesi fa mi risposto stupito che era impossibile e che dovevo fargli avere il verbale.
Ma stiamo scherzando?
La polizia Municipale è vostra ed io devo produrre il verbale?
Ma in questo mondo del piffero possibile che uno stesso ente non si parli?
Sa cosa ha prodotto il vostro primo verbale? L’assicurazione del veicolo coinvolto ha ovviamente avvalorato l’ipotesi di colpe di Alessandro bloccando tutto e cercando di addossare la colpa a mio figlio . L’autista è riuscito persino a ritrattare quanto dichiarato sul momento.
Il vostro verbale ha permesso all’avvocato della difesa nella sua requisitoria del 23 giugno 2016 di dichiarare che era colpa di Alessandro e chiedere l’assoluzione piena dell’autista.
In quel momento, con quelle parole, l’avvocato dello studio Soave mi ha nuovamente ucciso Alessandro, descrivendolo come un ragazzo incurante del codice, dicendo ogni sorta di falsità.
Ho dovuto subire di nuovo la stessa identica indescrivibile sofferenza di quei giorni.
Il primo grado di giudizio, il 12 luglio, ha condannato l’autista a 20 mesi, gli ha revocato per un lungo periodo la patente, ma sono sicura che i vostri verbali daranno spunto alla difesa dell’autista per perdere altro tempo e ci costringeranno  a subire ancora ricostruzioni inverosimili che uccideranno Ale ancora, ancora e ancora.
Come forse lei saprà io ho deciso di devolvere la quota dell’assicurazione che mi toccherebbe come madre in progetti per mio figlio: 1 borsa di studio a medicina ogni anno del valore complessivo di 11000 euro ripartita nei 6 anni di corso, un
terreno per gli scout, macchinari per i disabili, biblioteche di quartiere, giochi per i bambini, spettacoli e corsi di musica e teatro, gare sportive (Solo che la borsa di studio a Medicina, per continuarla a tempo indeterminato, costerà quanto la metà
del risarcimento che ci devono, l’abbiamo avviata lo stesso con le nostre risorse e mettendo in vendita un appartamento che avevamo, ma noi siamo persone che vivono del loro lavoro).
Ale era un ragazzo straordinario che distribuiva tutte le sue risorse allo studio e agli altri, bravissimo a scuola, volontario in ospedale, scout dedito ai bambini, amava leggere, teneva una biblioteca per
gli amici, suonava la chitarra, era un donatore del sangue e un angelo del fango, faceva sport e riusciva ad incastrare tutto in un modo che solo lui sapeva.
Il mio Ale era la sua fisicità e le sue idee. La sua fisicità, non è con me, non ho potuto fare niente perché restasse con me, ma i suoi progetti, le sue idee significano lui, quella parte che va al di là della morte, al di là del corpo e che fanno di una persona un individuo speciale.
Non posso far morire anche questa parte del mio Ale , per me è come ucciderlo un’altra volta, per favore fate che le persone che debbono dare delle risposte, che sono preposte a tutelare i cittadini lo facciano sempre e sempre con tutta la responsabilità dovuta.
Ho sempre insegnato ai miei figli e ai miei alunni il rispetto delle regole, la fiducia nelle istituzione. Il patto sociale che sta alla base di ogni democrazia significa proprio questo: essere in una posizione di supervisione per garantire il bene comune.
I giorni di manifestazione spontanea volevano farvi capire queste cose, invece ancora una volta il silenzio, il disinteresse che il sig. Bernini vicesindaco e sestrese ha dimostrato mi fanno pensare che chi raggiunge la poltrona si sente sopra agli altri e non uno tra gli altri.
Spero che la mia lettera trovi delle risposte concrete, non parole d’occasione, invito lei e gli altri membri del comune a non sperare che il tempo, facendo dimenticare i problemi, li risolva.
Quello che è successo a mio figlio, poteva capitare a chiunque passasse di là e potrebbe succedere di nuovo, se permanessero le attuali condizioni, cosa che sta avvenendo.
Grazie della pazienza nell’aver letto la mia lunga lettera, grazie di cuore, aspetto una risposta o meglio delle risposte.

Genova 27 luglio 2016
Franca Bolognini la mamma di Alessandro Fontana

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Raccolta firme per referendum

Se siete interessati è possibile firmare i seguenti referendum anche presso la sede del G.C. Federazione della Sinistra in via Garibaldi, 14 – 3° piano (per non venire a vuoto è meglio prima telefonare ai numeri tel. 010-572059/2708).

I referendum sono i seguenti:

“Petizione per legiferare in materia di diritto all’acqua e di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrativo” ;
“Bloccare il piano per nuovi e vecchi inceneritori, abrogazione parziale dell’art. 35 della Legga 133/2014”;
“bloccare nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi”;
“Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private”;
“Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro”;
“Abrogazione di norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione”;
“Abrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e di confermare i docenti nella sede”.
8.  “Abrogazione Capolista bloccati”;
9.  “Abrogazione premio di maggioranza”.

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