Un piano triennale che non affronta le emergenze di Genova

La lettura del piano triennale dei lavori pubblici che il centrosinistra ha portato in aula è molto indicativa.
Parla a tutti/e, specie quelli che accusano i contrari alla privatizzazione di Amiu di tagliare i servizi pubblici.
Per opere propedeutiche alll’intervento (molto immobiliare) del Blueprint si prevedono 4 milioni nel 2017, 36 nel 2018, 32 e mezzo nel 2019.
In tutto 72 milioni di euro che la Giunta Doria ha chiesto e ottenuto dal Governo.
A cui si aggiungono 760.000 euro per il rifacimento del padiglione Jean Nouvelle.
Se, invece, la Giunta Doria avesse avuto a cuore le sorti dei servizi pubblici e non avesse avuto come obiettivo prioritario svendere la gestione dei rifiuti a Iren, avrebbe potuto chiedere al governo questi 72 milioni e rotti per risanare la discarica di Scarpino, dopo le alluvioni del 2014!!
Anche il “Patto per Genova” e il Patto per la Riqualificazione delle Periferie erano occasioni per avere risorse per la riqualificazione dei quartieri collinari, del patrimonio abitativo etc., ma si è scelto (con il governo amico) di finanziare opere, anche non disprezzabili, (Palazzo Grimaldi, chiostro di Certosa, Magazzini Sale, piscine etc.) ma che hanno, a mio avviso, una priorità molto inferiore ad altri obiettivi.

Antonio Bruno

Presidio e conferenza “Blocchiamo la delibera”

In allegato trovate la locandina che convoca un *presidio *e una *conferenza* a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, per bloccare per la terza volta la delibera di svendita e privatizzazione di AMIU, S.p.a. pubblica dei rifiuti di Genova, a IREN.

Tutte e Tutti a Genova, in Via Garibaldi, alle ore 11.00 davanti a Tursi.

*ADELANTE!!!!!!*

Coordinamento Ligure Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

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Proposta aggregazione Amiu-Iren

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Amianto Terzo Valico: il Cociv applica metodi con margini errore del 98%

Il Sottoscritto Consigliere,
premesso che il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, ad Alessandria, durante l’incontro voluto dal commissario straordinario della Grande Opera, Iolanda Romano, nell’istituto Nervi-Fermi, ha confermato i timori sulla correttezza sostanziale delle procedure sull’amianto del Terzo valico;
considerato che, secondo  Robotto, il Cociv, per verificare la presenza di amianto nelle rocce scavate nell’Appennino, continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché ricerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte;
tenuto conto che come riportato dal sito giornale7.it “Io stesso – ha spiegato Robotto – nel 2015 ho firmato la lettera con la quale si diceva che il metodo previsto dalla legge 161 del 2012 non era efficace”. Il ministero recepì la richiesta con una determina del settembre 2015 che imponeva le nuove regole al Cociv, addirittura ribadite nel marzo dello scorso anno ma, non si sa come, il consorzio decapitato dalle inchiesta giudiziarie nell’autunno scorso, continua a fare come meglio ritiene, poiché il nuovo metodo metterebbe probabilmente a rischio la fattibilità dell’opera e i suoi costi. “Non abbiamo mai denunciato il Cociv – ha detto ancora Robotto – poiché sta applicando la normativa vigente del 2012 e la legge in vigore è questa”;
sottolineato che non si comprende perché la prescrizione ministeriale, del tutto vincolante, non sia stata fatta applicare immediatamente nei confronti del consorzio, non essendo l’atto né sospeso né, finora, annullato dal Tar del Lazio, al quale si è rivolto il Cociv stesso.
preoccupato che anche a Genova il consorzio Cociv adotti le stesse procedure, portando in giro per la città materiale proveniente da rocce amiantifere  come Val Polcevera, Ponente cittadino (Pegli in particolare)  e Val Varenna;
interpella Sindaco e Giunta per conoscere se non sia il caso di fermare i cantieri e procedere a approfondimenti in ordine alla sicurezza sanitaria della popolazione.
Antonio Bruno

Privatizzazione Amiu-Iren: ci riprovano dopo Pasqua

Alla conferenza stampa appena conclusa la Giunta Doria (Pd, Sel, lista Doria, Possibile) ha deciso di ripresentare la delibera di aggregazione Iren Amiu, il cui mandato a trattare per fare l’accordo e’ stato bocciato, nonostante questo la delibera e’ stata presentata ma non posta al voto per mancanza di una maggioranza in consiglio. L’intenzione e’ quella di incamerare il voto del consigliere Repetto dell’Udc, sembra verrà candidato nel centro sinistra gia’ nominato dal Sindaco Marco Doria nel consiglio di amministrazione dell’ospedale Gaslini, qualche giorno fa contrario; dei consiglieri di Percorso Comune Gozzi e Vassallo, gia’ astenuti e della consigliera Nicolella, gia’ contraria.

Antonio Bruno

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Il mondo al tempo dei Quanti

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Cosa si nasconde dietro all’ostinata privatizzazione di AMIU?

Cosa si nasconde dietro all’ostinata privatizzazione di AMIU?

Quale Trama di Potere si nasconde dietro una pratica politica che da qualche anno porta allo svilimento di un’azienda pubblica per perseguire coscientemente e pervicacemente la svendita verso una multiutility con una forte presenza di banche e fondi di investimento), non difendendola, non opponendosi all’obbligo di gara (contro il referendum del giugno 2011 e pareri consiglio stato), ripresentando con ostinazione delibere che non hanno avuto la maggioranza del consiglio comunale?
Non facendo scelte che avrebbero diminuito il rifiuto indifferenziato?
Non chiedendo al Governo fondi per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino?
Votando tariffe che gli uffici dichiarano insostenibili dal punto di vista finanziario?
Doria, Prodi, Berlusconi bisogna cambiare

Antonio Bruno

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