Amianto Terzo Valico: il Cociv applica metodi con margini errore del 98%

Il Sottoscritto Consigliere,
premesso che il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, ad Alessandria, durante l’incontro voluto dal commissario straordinario della Grande Opera, Iolanda Romano, nell’istituto Nervi-Fermi, ha confermato i timori sulla correttezza sostanziale delle procedure sull’amianto del Terzo valico;
considerato che, secondo  Robotto, il Cociv, per verificare la presenza di amianto nelle rocce scavate nell’Appennino, continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché ricerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte;
tenuto conto che come riportato dal sito giornale7.it “Io stesso – ha spiegato Robotto – nel 2015 ho firmato la lettera con la quale si diceva che il metodo previsto dalla legge 161 del 2012 non era efficace”. Il ministero recepì la richiesta con una determina del settembre 2015 che imponeva le nuove regole al Cociv, addirittura ribadite nel marzo dello scorso anno ma, non si sa come, il consorzio decapitato dalle inchiesta giudiziarie nell’autunno scorso, continua a fare come meglio ritiene, poiché il nuovo metodo metterebbe probabilmente a rischio la fattibilità dell’opera e i suoi costi. “Non abbiamo mai denunciato il Cociv – ha detto ancora Robotto – poiché sta applicando la normativa vigente del 2012 e la legge in vigore è questa”;
sottolineato che non si comprende perché la prescrizione ministeriale, del tutto vincolante, non sia stata fatta applicare immediatamente nei confronti del consorzio, non essendo l’atto né sospeso né, finora, annullato dal Tar del Lazio, al quale si è rivolto il Cociv stesso.
preoccupato che anche a Genova il consorzio Cociv adotti le stesse procedure, portando in giro per la città materiale proveniente da rocce amiantifere  come Val Polcevera, Ponente cittadino (Pegli in particolare)  e Val Varenna;
interpella Sindaco e Giunta per conoscere se non sia il caso di fermare i cantieri e procedere a approfondimenti in ordine alla sicurezza sanitaria della popolazione.
Antonio Bruno

Privatizzazione Amiu-Iren: ci riprovano dopo Pasqua

Alla conferenza stampa appena conclusa la Giunta Doria (Pd, Sel, lista Doria, Possibile) ha deciso di ripresentare la delibera di aggregazione Iren Amiu, il cui mandato a trattare per fare l’accordo e’ stato bocciato, nonostante questo la delibera e’ stata presentata ma non posta al voto per mancanza di una maggioranza in consiglio. L’intenzione e’ quella di incamerare il voto del consigliere Repetto dell’Udc, sembra verrà candidato nel centro sinistra gia’ nominato dal Sindaco Marco Doria nel consiglio di amministrazione dell’ospedale Gaslini, qualche giorno fa contrario; dei consiglieri di Percorso Comune Gozzi e Vassallo, gia’ astenuti e della consigliera Nicolella, gia’ contraria.

Antonio Bruno

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Il mondo al tempo dei Quanti

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Cosa si nasconde dietro all’ostinata privatizzazione di AMIU?

Cosa si nasconde dietro all’ostinata privatizzazione di AMIU?

Quale Trama di Potere si nasconde dietro una pratica politica che da qualche anno porta allo svilimento di un’azienda pubblica per perseguire coscientemente e pervicacemente la svendita verso una multiutility con una forte presenza di banche e fondi di investimento), non difendendola, non opponendosi all’obbligo di gara (contro il referendum del giugno 2011 e pareri consiglio stato), ripresentando con ostinazione delibere che non hanno avuto la maggioranza del consiglio comunale?
Non facendo scelte che avrebbero diminuito il rifiuto indifferenziato?
Non chiedendo al Governo fondi per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino?
Votando tariffe che gli uffici dichiarano insostenibili dal punto di vista finanziario?
Doria, Prodi, Berlusconi bisogna cambiare

Antonio Bruno

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Iren impone a Giunta Doria l’eliminazione del piano industriale virtuso del Conai

Iren impone a Giunta Doria l’eliminazione del piano industriale virtuso concordato da Comune di Genvoa e Conai
Il Consiglio Comunale di Genova aveva bocciato la proposta di Iren di NON raggiungere il 65% di Raccolta differenziata. Nonostante questo, la nuova delibera proposta contiene nuovamente questa violazione degli obiettivi di legge. Infatti, a pagina 19 del Piano Industriale allegato alla delibera, Iren prevede il raggiungimento del 54% nel 2020 !!! Qualche riga prima si afferma di voler garantire “il riciclo del 65 % dei rifiuti”. Si fa volutamente confusione: la quota del 65 % di riciclo si raggiunge aggiungendo al 54 % di Raccolta Differenziata la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) per avviarlo all’incenerimento!! Questo è in aperto contrasto con il Piano Metropolitano dei Rifiuti e il Piano Industriale votato in precedenza dal Consiglio Comunale di Genova!
Il porta a porta rimane residuale.
L’impianto di trattamento dell’organico non potrà produrre compost di qualità, senza la raccolta domiciliare, perchè la raccolta stradale non può che produrre organico contenente molte impurità.
IREN vuole il CSS per alimentare i propri inceneritori di Torino e Parma, semivuoti per l’aumento di RD e la diminuzione dei rifiuti.
In questo modo i genovesi pagheranno sia i costi di trasporto sia quelli di smaltimento.
Il CSS, non viene venduto ma ceduto (smaltito), in alcuni casi gratis, in altri pagando una tariffa da 30 a 60 €/t, a centrali a carbone in Liguria, a cementifici in Piemonte, a inceneritori.
Esiste un’alternativa: il recupero di materia seconda da vendere e riciclare (FABBRICA DEI MATERIALI), con attrezzature per la selezione meccanica; in seguito, all’aumento della RD, la selezione separerà plastica, carta, vetro, metalli.
Solo aumentando la RD, si minimizza il ricorso alla discarica, creando molti nuovi posti di lavoro nel riciclo (200 nuovi posti di lavoro nel piano votato dal Consiglio Comunale e superato da Iren).
Antonio Bruno

Privatizzazione AMIU: con il Quarto Polo una lotta durissima

Nonostante l’assenza (anzi la negazione) di un mandato da parte del Consiglio Comunale, la Giunta Doria decide di consegnare AMIU alla indebitatissima multiutility IREN (con significativa presenza di banche e fondi di investimento).
Succede al termine di una procedura di evidenza pubblica che ha visto IREN, AMIU e Comune di Genova lavorare alacremente nei mesi precedenti per la definizione di sinergie, con la scontata conclusione di Iren unico soggetto che abbia risposto all’Avviso – Invito emesso dal Comune di Genova.
Dopo anni di inerzia verso la raccolta differenziata, nonostante gli appelli di ambientalisti, abitanti e delle nostre forze politiche, il centro sinistra vuole addossare ai cittadini l’incapacità o la determinata volonta’ di cedere un servizio pubblico a banche e fondi di investimento (vedi esperienza di Mediterranea delle Acque in termini di diminuzione occupazione, aumento tariffe, disastro delle manutenzioni, ma anche aumento dividendi per gli azionisti).
Le alternative ci sono e le associazioni le hanno esposte fino alla serata di ieri a Palazzo Ducale.
Faremo un’opposizione durissima, insieme ai soggetti che lavorano a un “Quarto Polo” per la gestione della nostra città.
E’ la cartina di tornasole per discernere chi vuole promuovere servizi e beni pubblici e chi li vuole svendere.
Antonio Bruno
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Convegno: Aggregazione AMIU-IREN, le alternative esistono

Ciao a tutti, il GCR si è attivato molto sul territorio genovese e con
diverse realtà politiche locali per combattere l’idea della Giunta
Comunale che vuole aggregare AMIU con IREN.
Il GCR ha, tra le altre attività, diffuso il testo di cui all’allegato
per contrastare la delibera e proporre altre vie per permettere ad AMIU
di dotarsi degli indispensabili impianti per raggiungere le prestazioni
previste dal piano di Città Metropolitana. Vie alternative che passano
anche attraverso finanziamenti della Banca Europea o sistemi di tipo
ESCO o altre forme di finanziamento attivabili per permettere alle
aziende che di mestiere progettano,finanziano, costruiscono, gestiscono
impianti di questo tipo in affiancamento alle aziende comunali. Il
percorso porterebbe, attraverso l’affiancamento continuo di personale
variamente qualificato di AMIU, un incremento di competenze da rendere,
un domani, AMIU autonoma.
Tutto ciò premesso è stato organizzato un incontro pubblico in cui il
GCR Ligure metterà a confronto le aziende del settore impiantistico con
i dubbi dei Consiglieri Comunali.
L’incontro si terrà:
A PALAZZO DUCALE DI GENOVA, SALA DELL’ASSOCIAZIONE STORIA E PATRIA
(entrando da De Ferrari la prima a destra) GIOVEDI’ 23 A PARTIRE DALLE
ORE 17.
Sono invitati cittadini, Consiglieri Comunali e rappresentanti di
diverse aziende impegnate in questo settor.
Al momento le adesioni delle aziende sono:
P&W di genova, progetazione di differenti impianti di trattamento
dell’umido.
ENTSORGA di Tortona Progettazione e realizzazione di impianti di
compostaggio
in forse:
Ladurner, specializzata in biodigestori con compopostaggio e
trattamenti meccanico biologici degli scartital quale
VI LASCIO CON QUANTO SCRITTO DA ENZO FAVOINO CHE SEMBRA MOLTO CENTRARE
LO SPIRITO DELL’INIZIATIVA:
“”Questione Convegno – di sicuro proposta che è utile a stimolare
iniziative e riflessioni.
Senza pretesa di influenzare le vostre decisioni, ma come contributo
alle stesse, io suggerirei, come opzione “tattica”, di chiamare più
aziende (incluse quelle che propongono tecnologie di compostaggio, visto
che comunque ci dovrà essere la sezione di maturazione aerobica del
digestato, e che le “onde sonore” prodotte dal convegno potrebbero
stimolare anche l’iniziativa sul Tigullio, ove è previsto l’altro
intervento di Piano per la valorizzazione dell’organico) 2-3 aziende
sono sufficienti ad allontanare sospetti di collateralismo
Inoltre:
condivido che la finanza di progetto è uno strumento eccezionale per la
realizzazione degli interventi (il principale merito, a mio avviso, non
è tanto che un privato anticipa i capitali, che pure è importante – ma
non essenziale per quanto scrivo di seguito – quanto il fatto che in
questo caso chi fa la progettazione esecutiva è lo stesso che costruisce
e che gestisce, e questo evita la situazione che purtroppo spesso ci
troviamo ad affrontare in caso di criticità operative: ovvero, il
rimpallo delle respnsabilità tra tali 3 figure, se distinte, come nel
caso degli appalti di sola costruzione)
Dunque, la finanza di progetto è strumento eccezionale, dicevo, per
quanto sopra.
Non è invece l’unico strumento per affrontare gli investimenti. Perché
sinora parlando di “finanziamenti” abbiamo parlato essenzialmente di
quelli “a fondo perso” (Fondi UE o Regionali con contributi in conto
capitale). Ma con un Piano Industriale coerente con l’evoluzione
prevista (ed IMPOSTA!) dalla evoluzione delle strategie locali ed
Europee, non c’è a mio avviso alcun problema a richiedere fidi bancari –
alle banche nazionali o alla BEI (Banca Europea degli Investimenti) che
ora viene costretta dalla Commissione a non finanziare più gi
inceneritori e le discariche, e dare priorità a compostaggio e riciclo
(tanto che 2 anni fa ci commissionò uno studio sulle condizioni di
profittabilità degli investimenti in tali settori, ed AMIU era
individuato come uno dei potenziali destinatari di fidi, proprio perché
in una Città ed in una Regione in cui tali impianti ancora mancano…)
Tali finanziamenti non sarebbero “a fondo perso”, vanno restituiti, e
il relativo ammortamento entrerebbe (come pure nel caso della finanza di
progetto, in cui analogamente il privato richiede fidi alle banche per
affrontare l’investimento) nel costo industriale di esercizio
dell’impainto e dunque negli Euro/t della tariffa praticata al cancello,
ma questa sarebbe comunque inferiore (LARGAMENTE inferiore) a quanto
oggi i Liguri sono costretti a pagare per conferire l’organico fuori
Regione… I costi industriali “fisiologici” per compostaggio e
digestione oggi nel Nord Italia sono dell’ordine di 80-90 Euro/t per
l’umido, 30-40 per il verde, mentre Genova attualmente paga 110-120
Euro/t per l’ospitalità in impianti fuori regione…
Dunque, gli strumenti finanziari ci sono, e sono accessibili – ed il
quadro di riferimento costituito da Piano della Città Metroppolitana,
Piano Regionale, LR 20 e Dlgs 152 è più che solido per garantire il
ritorno di tali investimenti.
Categorie:Eventi
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