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NON gettiamoci via, cerchiamo il meglio: Dichiarazione di voto Bilancio Previsionale 2017

NB: Questo è l’ultimo post del gruppo Federazione della Sinistra del Comune di Genova
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Signor Sindaco, Signor Presidente del Consiglio, cari consiglieri,

Non possiamo votare a favore di questo bilancio perchè avete bocciato le nostre proposte: impegno contro le politiche di austerità che soffocano gli enti locali, impegni finanziari a favore del risanamento idrogeologico della discarica di Scarpino, dei servizi sociali, del trasporto pubblico, dell’emergenza abitativa.

I Comuni hanno una ricchezza su cui da tempo puntano i grandi interessi finanziari e immobiliari: territorio, patrimonio pubblico, beni comuni e servizi (571 miliardi di euro), da immettere sul mercato  attraverso la trappola del debito e la gabbia del patto di stabilità e del pareggio di bilancio.

Nonostante i Comuni partecipino per non più del 2 % all’intero ammontare de ldebit complessivo, il Governo ha preteso ai Comuni – tra tagli ai trasferimenti e patto di stabilità – 1.650 miliardi del 2009 ai 16.655 miliardi del 2015.
Si usa lo shock del debito per scaricarne i costi sugli enti locali e sulle comunità territoriali per costringerle alla privatizzazione dei beni comuni.

E siamo passivi: perché paghiamo  interessi sul debito così alti quando il costo del denaro per il sistema bancario è a tasso quasi negativo? .
Inoltre il Parlamento ha introdotto gli sponsor per finanziare assunzioni impedite dal patto di stabilità, primo psso verso processi di privatizzazione e precarizzazione anche in questo campo.

Ai Sindaci cosa rimane se  tutti i servizi pubblici, e persino prestazioni lavorative comunali, sono stati privatizzati con multiutility e sponsor?
Minniti e Orlando ci hanno pensato: una stella sul petto, un vigile urbano con pistola nella fondina al fianco, e via per la città alla ricerca di mendicanti, marginali, profughi o semplicemente poveri.

Non è questa situazione che speravo 27 anni fa nel mio ingresso in politica.

Oggi al termine di questa esperienza mi permetto, sommessamente, di dare un consiglio.

Non lasciamoci incasellare. Vanno bene giardini sotto casa, cooperative, progetti sociali, centri di aggregazione.
Ma finché non mettiamo in discussione la politica saimo tollerati.
Non dobbiamo ridurci a un carro mascherato per contenere gli scarti del sistema, che non mette in discussione l’economia e i poteri forti.
Difendiamo la democrazia quando contestiamo, mettiamo in discussione le decisioni assunte
Siamo chiamati  a rivitalizzare, a rifondare le democrazie che stanno attraversando una vera crisi.
Non cadiamo nella tentazione di ridurci ad attori secondari o, peggio, a meri amministratori della miseria esistente.

Finisco salutando una grande persona che andra’ in pensione il mese prossimo: Carla Pedrazzi.
Una figura importante per il consiglio comunale di Genova, un aiuto per tutti noi, un punto di riferimento.

Termino augurando a tutti noi una grande buona onda, come dicono in Sudamerica.

Antonio Bruno

Bilancio Comune Genova: proposte per incrementare servizi sociali, salvare AMIU pubblica, intervenire nei quartieri collinari

Presentiamo alcuni emendamenti ai documenti sugli investimenti e sulla spesa corrente del Comune di Genova.

– Chiediamo di spostare investimenti non prioritari (Blueprint, Metro, Jean Nouvelle Fiera Genova, interventi su piscine) 120 milioni di euro in tre anni per risanare il dissesto idrogeologico della discarica di Scarpino, principale motivo delle difficolta’ economiche di AMIU

– Proponiamo di diminuire di 4 milioni gli ingenti stanziamenti per Ordine Pubblico e Sicurezza per investire negli interventi dei soggetti a rischio Esclusione Sociale e nel Trasporto Pubblico.

Queste sono le proposte principali, ma ce ne sono altre su cui i gruppi consiliari possono convergere.
Meno paranoia securitaria e piu’ servizi sociali, meno investimenti speculativi e piu’ sicurezza idrogeologica e, soprattutto, niente privatizzazione di AMIU e AMT.

 

Antonio Bruno

Il Ministero chiede di cercare amianto in tutto il materiale scavato, Cociv lo fa solo in un piccola parte

question time

il Ministero chiede di cercare amianto in tutto il materiale scavato, Cociv lo fa solo in un piccola parte.

Il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, ad Alessandria, durante l’incontro voluto dal commissario straordinario della Grande Opera, Iolanda Romano, nell’istituto Nervi-Fermi, ha confermato i timori sulla correttezza sostanziale delle procedure sull’amianto del Terzo valico;
Secondo Robotto, il Cociv, per verificare la presenza di amianto nelle rocce scavate nell’Appennino, continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché cerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte.
Il ministero recepì la richiesta con una determina del settembre 2015 che imponeva le nuove regole al Cociv, addirittura ribadite nel marzo dello scorso anno ma, non si sa come, il consorzio decapitato dalle inchiesta giudiziarie nell’autunno scorso, continua a fare come meglio ritiene, poiché il nuovo metodo metterebbe probabilmente a rischio la fattibilità dell’opera e i suoi costi.
Visto che anche a Genova il consorzio Cociv adotta le stesse procedure, portando in giro per la città materiale proveniente da rocce amiantifere come Val Polcevera, Ponente cittadino (Pegli in particolare) e Val Varenna chiedo di fermare i cantieri e procedere a approfondimenti in ordine alla sicurezza sanitaria della popolazione, almeno fino all’adozione del metodo adottato dal Ministero con cui si cerca l’amianto in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte del prodotto estratto.

Antonio Bruno

Bilancio Comune di genova: dialogo con Forum Terzo Settore e CGIL

Alcuni Soggetti (Forum Terzo Settore e CGIL) hanno inviato ai consiglieri comunali appelli per approvare i Bilanci Previsionale e Triennale dei Lavori Pubblici del Comune di Genova e, sotto traccia, la privatizzazione di Amiu con la multiutility Iren.
L’approvazione di un Bilancio Previsionale non è un atto tecnico, ma segnala l’adesione a un’amministrazione ben precisa con una sua connotazione ideologica.
Abbiamo ricevuto le vostre note e le vostre preoccupazioni sono anche le nostre.
Consideriamo le vostre considerazioni come una attenzione alle problematiche sociali e del lavoro e non come una scesa in campo a favore di una fazione politica.
La situazione delicata che stiamo attraversando ha delle responsabilita’ che non possono essere gettate sulle spalle di chi ha contrastato le politiche nazionali e locali che sono all’origine della stessa.
La dissennata gestione dei rifuti, tutta volta a svendere AMIU alla multiutility Iren:
– non prolungamento contratto servizio – possibile se si mantiene l’azienda in house
– non richiesta a governo e regione di fondi per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino dopo gli eventi alluvionali del 2014,
– non attuazione delle politiche di riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio a termini di legge senza costruire negli anni gli impianti di compostaggio, isole ecologiche, separazione secco umido che chiediamo da decenni, ormai)
sta portando a una fastidiosa contrapposizione tra “poveri”, utile solo alla trama di potere affaristico che ci governa.
Il Piano degli investimenti triennali descrive questa situazione.
Decine di milioni per la speculazione del Blueprint e per interventi anche apprezzabili (come Chiostro Certosa, Palazzo Fortezza, Magazzini del Sale…) ma non prioritari di fronte alla messa in sicurezza di Scarpino, al risanamento dei quartieri collinari, all’acquisto di nuovi autobus e la manutenzione territoriale.
Il Sindaco, durante un incontro in Confindustria, ha sottolineato come virtuosa la sua politica di blocco delle assunzioni (.. in scuole e servizi sociali) ben oltre il famigerato “patto di stabilità” del Governo.
Quante volte, a titolo di esempio, abbiamo contestato i criteri di affidamento dei servizi le cui gare sono state basate su algoritmi che, di fatto, favoriscono un’offerta al massimo ribasso.
Da anni non condividiamo più le politiche dalla maggioranza di centrosinistra, per i motivi sopra espressi, oltre che per le politiche deficitarie in materia di servizi pubblici essenziali e, in particolare, per l’intenzione di privatizzare anche AMT. Intento, al momento, sventato dalla mobilitazione dei lavoratori.
In ogni caso presenteremo in Consiglio Comunale emendamenti per spostare finanziamenti e poste di bilancio dalle speculazioni e dagli sprechi (non ultima la paranoia securitaria) in favore delle aziende pubbliche e dei servizi sociali.
Siamo convinti che solo una nuova amministrazione, rivoluzionaria delle priorità e delle scelte della Giunta Doria, possa affrontare i problemi di Genova, tra i quali molte delle istanze da Voi perseguite sono in posizione assolutamente prioritaria.
Auspichiamo di lavorare insieme a Voi in questo senso.

i consiglieri comunali Antonio Bruno e Giampiero Pastorino
il consigliere municipale Valpolcevera Davide Ghiglione

Un piano triennale che non affronta le emergenze di Genova

La lettura del piano triennale dei lavori pubblici che il centrosinistra ha portato in aula è molto indicativa.
Parla a tutti/e, specie quelli che accusano i contrari alla privatizzazione di Amiu di tagliare i servizi pubblici.
Per opere propedeutiche alll’intervento (molto immobiliare) del Blueprint si prevedono 4 milioni nel 2017, 36 nel 2018, 32 e mezzo nel 2019.
In tutto 72 milioni di euro che la Giunta Doria ha chiesto e ottenuto dal Governo.
A cui si aggiungono 760.000 euro per il rifacimento del padiglione Jean Nouvelle.
Se, invece, la Giunta Doria avesse avuto a cuore le sorti dei servizi pubblici e non avesse avuto come obiettivo prioritario svendere la gestione dei rifiuti a Iren, avrebbe potuto chiedere al governo questi 72 milioni e rotti per risanare la discarica di Scarpino, dopo le alluvioni del 2014!!
Anche il “Patto per Genova” e il Patto per la Riqualificazione delle Periferie erano occasioni per avere risorse per la riqualificazione dei quartieri collinari, del patrimonio abitativo etc., ma si è scelto (con il governo amico) di finanziare opere, anche non disprezzabili, (Palazzo Grimaldi, chiostro di Certosa, Magazzini Sale, piscine etc.) ma che hanno, a mio avviso, una priorità molto inferiore ad altri obiettivi.

Antonio Bruno

Amianto Terzo Valico: il Cociv applica metodi con margini errore del 98%

Il Sottoscritto Consigliere,
premesso che il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, ad Alessandria, durante l’incontro voluto dal commissario straordinario della Grande Opera, Iolanda Romano, nell’istituto Nervi-Fermi, ha confermato i timori sulla correttezza sostanziale delle procedure sull’amianto del Terzo valico;
considerato che, secondo  Robotto, il Cociv, per verificare la presenza di amianto nelle rocce scavate nell’Appennino, continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché ricerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte;
tenuto conto che come riportato dal sito giornale7.it “Io stesso – ha spiegato Robotto – nel 2015 ho firmato la lettera con la quale si diceva che il metodo previsto dalla legge 161 del 2012 non era efficace”. Il ministero recepì la richiesta con una determina del settembre 2015 che imponeva le nuove regole al Cociv, addirittura ribadite nel marzo dello scorso anno ma, non si sa come, il consorzio decapitato dalle inchiesta giudiziarie nell’autunno scorso, continua a fare come meglio ritiene, poiché il nuovo metodo metterebbe probabilmente a rischio la fattibilità dell’opera e i suoi costi. “Non abbiamo mai denunciato il Cociv – ha detto ancora Robotto – poiché sta applicando la normativa vigente del 2012 e la legge in vigore è questa”;
sottolineato che non si comprende perché la prescrizione ministeriale, del tutto vincolante, non sia stata fatta applicare immediatamente nei confronti del consorzio, non essendo l’atto né sospeso né, finora, annullato dal Tar del Lazio, al quale si è rivolto il Cociv stesso.
preoccupato che anche a Genova il consorzio Cociv adotti le stesse procedure, portando in giro per la città materiale proveniente da rocce amiantifere  come Val Polcevera, Ponente cittadino (Pegli in particolare)  e Val Varenna;
interpella Sindaco e Giunta per conoscere se non sia il caso di fermare i cantieri e procedere a approfondimenti in ordine alla sicurezza sanitaria della popolazione.
Antonio Bruno

Privatizzazione Amiu-Iren: ci riprovano dopo Pasqua

Alla conferenza stampa appena conclusa la Giunta Doria (Pd, Sel, lista Doria, Possibile) ha deciso di ripresentare la delibera di aggregazione Iren Amiu, il cui mandato a trattare per fare l’accordo e’ stato bocciato, nonostante questo la delibera e’ stata presentata ma non posta al voto per mancanza di una maggioranza in consiglio. L’intenzione e’ quella di incamerare il voto del consigliere Repetto dell’Udc, sembra verrà candidato nel centro sinistra gia’ nominato dal Sindaco Marco Doria nel consiglio di amministrazione dell’ospedale Gaslini, qualche giorno fa contrario; dei consiglieri di Percorso Comune Gozzi e Vassallo, gia’ astenuti e della consigliera Nicolella, gia’ contraria.

Antonio Bruno

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