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Posts Tagged ‘comune di Genova’

Bilancio Comune Genova: proposte per incrementare servizi sociali, salvare AMIU pubblica, intervenire nei quartieri collinari

Presentiamo alcuni emendamenti ai documenti sugli investimenti e sulla spesa corrente del Comune di Genova.

– Chiediamo di spostare investimenti non prioritari (Blueprint, Metro, Jean Nouvelle Fiera Genova, interventi su piscine) 120 milioni di euro in tre anni per risanare il dissesto idrogeologico della discarica di Scarpino, principale motivo delle difficolta’ economiche di AMIU

– Proponiamo di diminuire di 4 milioni gli ingenti stanziamenti per Ordine Pubblico e Sicurezza per investire negli interventi dei soggetti a rischio Esclusione Sociale e nel Trasporto Pubblico.

Queste sono le proposte principali, ma ce ne sono altre su cui i gruppi consiliari possono convergere.
Meno paranoia securitaria e piu’ servizi sociali, meno investimenti speculativi e piu’ sicurezza idrogeologica e, soprattutto, niente privatizzazione di AMIU e AMT.

 

Antonio Bruno

odg Bilancio per disobbedire al pareggio di bilancio

Incontro pubblico sull’aggregazione Amiu-Iren Ambiente 22/4/2017

In attesa che la delibera di aggregazione Amiu-Iren Ambiente torni in Sala Rossa per la terza volta, il 2 e il 3 maggio insieme al bilancio, i comitati che da anni si battono contro la svendita dei servizi pubblici alle multiutility si sono incontrati sabato a Palazzo Tursi per fare il punto sulla situazione delle partecipate nel Nord Italia, anche in vista dell’incorporazione in Iren di ACAM La Spezia.

 

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Bilancio Comune di genova: dialogo con Forum Terzo Settore e CGIL

Alcuni Soggetti (Forum Terzo Settore e CGIL) hanno inviato ai consiglieri comunali appelli per approvare i Bilanci Previsionale e Triennale dei Lavori Pubblici del Comune di Genova e, sotto traccia, la privatizzazione di Amiu con la multiutility Iren.
L’approvazione di un Bilancio Previsionale non è un atto tecnico, ma segnala l’adesione a un’amministrazione ben precisa con una sua connotazione ideologica.
Abbiamo ricevuto le vostre note e le vostre preoccupazioni sono anche le nostre.
Consideriamo le vostre considerazioni come una attenzione alle problematiche sociali e del lavoro e non come una scesa in campo a favore di una fazione politica.
La situazione delicata che stiamo attraversando ha delle responsabilita’ che non possono essere gettate sulle spalle di chi ha contrastato le politiche nazionali e locali che sono all’origine della stessa.
La dissennata gestione dei rifuti, tutta volta a svendere AMIU alla multiutility Iren:
– non prolungamento contratto servizio – possibile se si mantiene l’azienda in house
– non richiesta a governo e regione di fondi per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino dopo gli eventi alluvionali del 2014,
– non attuazione delle politiche di riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio a termini di legge senza costruire negli anni gli impianti di compostaggio, isole ecologiche, separazione secco umido che chiediamo da decenni, ormai)
sta portando a una fastidiosa contrapposizione tra “poveri”, utile solo alla trama di potere affaristico che ci governa.
Il Piano degli investimenti triennali descrive questa situazione.
Decine di milioni per la speculazione del Blueprint e per interventi anche apprezzabili (come Chiostro Certosa, Palazzo Fortezza, Magazzini del Sale…) ma non prioritari di fronte alla messa in sicurezza di Scarpino, al risanamento dei quartieri collinari, all’acquisto di nuovi autobus e la manutenzione territoriale.
Il Sindaco, durante un incontro in Confindustria, ha sottolineato come virtuosa la sua politica di blocco delle assunzioni (.. in scuole e servizi sociali) ben oltre il famigerato “patto di stabilità” del Governo.
Quante volte, a titolo di esempio, abbiamo contestato i criteri di affidamento dei servizi le cui gare sono state basate su algoritmi che, di fatto, favoriscono un’offerta al massimo ribasso.
Da anni non condividiamo più le politiche dalla maggioranza di centrosinistra, per i motivi sopra espressi, oltre che per le politiche deficitarie in materia di servizi pubblici essenziali e, in particolare, per l’intenzione di privatizzare anche AMT. Intento, al momento, sventato dalla mobilitazione dei lavoratori.
In ogni caso presenteremo in Consiglio Comunale emendamenti per spostare finanziamenti e poste di bilancio dalle speculazioni e dagli sprechi (non ultima la paranoia securitaria) in favore delle aziende pubbliche e dei servizi sociali.
Siamo convinti che solo una nuova amministrazione, rivoluzionaria delle priorità e delle scelte della Giunta Doria, possa affrontare i problemi di Genova, tra i quali molte delle istanze da Voi perseguite sono in posizione assolutamente prioritaria.
Auspichiamo di lavorare insieme a Voi in questo senso.

i consiglieri comunali Antonio Bruno e Giampiero Pastorino
il consigliere municipale Valpolcevera Davide Ghiglione

Sindaco, non applichi il decreto Minniti

Il Sottoscritto consigliere,

premesso che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 10 febbraio 2017 un decreto che legge (Minniti) che non prevede nuovi reati né aggravanti di pena ma misure come la possibilità di applicare in modo più ampio il daspo.
Di fronte a reiterati elementi di violazione di alcune regole sul controllo del territorio le autorità possono proporre il divieto di frequentare il territorio in cui sono state violate le regole.

premesso inoltre che sono previste misure per prevenire l’occupazione di immobili, misura che va contro l’utilizzo di immobili tenuti artatamente sfitti per ragioni speculative. Compito del prefetto impartire prescrizioni per prevenire il pericolo di turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica e per assicurare il concorso della forza pubblica all’esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

considerato che tale misura ha forti elementi di incostituzionalità in quanto è emesso sulla base di una segnalazione e non necessariamente dopo una condanna penale;

sottolineato come alcuni Sindaci di Centro Desta hanno approfittato di questa normativa per imporre misure restrittive verso poveri e devianti;

Interpella la S.V. per conoscere se il Sindaco di Genova intenda NON utilizzare tale normativa, la fine di non scendere nella paranoia securitaria proprio di società autoritarie.

Antonio Bruno

Nessuna norma comunitaria,statale, regionale può obbligare il Comune di Genova a mettere a gara il servizio dei rifiuti

E’ falso che l’aggregazione con Iren sia l’unico modo per prorogare il servizio dei rifiuti ad AMIU.
Anzi la presenza rilevante di privati può rendere illegittimo la proroga del contratto di servizio.
Infatti per la Sentenza del Consiglio di Stato del 15 marzo 2016, n. 1034, il Comune può gestire in proprio (in economia o mediante società in house) il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani.
Ciò secondo l’orientamento eurounitario e secondo la legislazione italiana.
Interessante il punto 6.1.3., sulla piena legittimità della gestione diretta, da parte del Comune, “anche mediante società in house [qual è AMIU]”.
Il punto successivo esclude che la Regione “possa legittimamente porre o mantenere una disciplina in tema di modalità di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica difforme rispetto a quella recata dallo Stato” anche perché questa è precisamente materia di competenza legislativa esclusiva dello Stato
Che la gestione del servizio debba obbligatoriamente andare a gara è una bufala.
Purtroppo i padroni di Amiu sono, al momento anche i padroni di Iren, l’interesse pubblico è del tutto sparito dalla scena, orfano di padre e di madre.

Antonio Bruno

Ordinanza traffico. Doria non faccia il gioco delle tre tavolette

antoniosmallIl 30 dicembre 2015 il Sindaco di Genova Marco Doria ha firmato un’ordinanza per la “Limitazione della circolazione nell’ambito del territorio genovese per alcune tipologie di veicoli al fine di prevenire e ridurre l’inquinamento atmosferico a tutela della salute pubblica.”
L’ordinanza segnala che nel territorio comunale ci sono pesanti insediamenti specificate come “significative componenti emissive” (aeroporto, centrale Enel, porto, autostrade e cantieri delle grandi opere, N.B.: dimentica il polo petrolchimico e gli impianti di stoccaggio petrolifero di Multedo e Fegino ndr.) ma che su essi la Civica Amministrazione non avrebbe competenze essendo individuate dalla Città Metropolitana (N.B. di cui il Sindaco di Genova Marco Doria è Presidente …).
Pertanto il Sindaco di Genova, dopo aver constatato il superamento dei limiti di legge per le polveri sottili si concentra esclusivamente sul traffico cittadino ordinando il divieto per i veicoli EURO 1 e EURO 2 dal 1 febbraio 2016 nel centro città, dal 1 giugno 2016 a tutto il territorio comunale, mentre da l1 ottobre 2016 viene vietata la circolazione dei veicoli EURO 3 nel centro città.
Non appaiono chiari i motivi dello scadenziario; probabilmente rispondono alla necessità di diluire i provvedimenti come misura legata al consenso sociale, piuttosto che alla tutela sanitaria.

Alcuni commenti:

– non intervenire per limitare l’inquinamento prodotto da Grandi Opere, impianti petroliferi e petrolchimici, Attività Portuali (comprese emissioni delle navi), Aeroporto è un simpatico “gioco delle tre carte”.
A mio avviso il Sindaco può intervenire in qualità di Ufficiale del Governo, pur tuttavia, se così non fosse , non sfugge a un consigliere comunale minimamente informato che il Sindaco di Genova Marco Doria è anche Presidente della Città Metropolitana e, pertanto puo’ intervenire avvalendosi di questa seconda carica, solo lo volesse.
– vietare l’ingresso a veicoli inquinanti è doveroso; le alzate di scudi di alcune organizzazioni corporative sono francamente insostenibili.
Il provedimento diventa però un modo di colpire le classi meno ricche (i poveri non si possono permettere i veicoli…) senza che venga aumentata l’offerta di servizio pubblico.
Al contrario, continua la rassegnazione dell’Amministrazione di Centro Sinistra verso la progressiva riduzione di servizi pubblici.
Non si fa alcuna richiesta verso Regione e Governo di aumentare gli stanziamenti in queto settore e non si attuano interventi a costo quasi zero, come le corsie riservate agli autobus.
L’Amministrazione Doria si distingue per una progressiva diminuzione di questi percorsi, fino ad arrivare a prevedere il non pagamento delle aree Blu e Azzurre per facilitare il trasporto privato (e anche l’inquinamento prodotto) durante i primi giorni di saldo.

Siamo di fronte, pertanto, a provvedimenti non incisivi, dettati più dal rispetto burocratico di norme decise in altro luogo, che dalla volontà di preservare la salute pubblica dei genovesi.

Antonio Bruno

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