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Posts Tagged ‘Consiglio Comunale’

odg Bilancio per disobbedire al pareggio di bilancio

Iren impone a Giunta Doria l’eliminazione del piano industriale virtuso del Conai

Iren impone a Giunta Doria l’eliminazione del piano industriale virtuso concordato da Comune di Genvoa e Conai
Il Consiglio Comunale di Genova aveva bocciato la proposta di Iren di NON raggiungere il 65% di Raccolta differenziata. Nonostante questo, la nuova delibera proposta contiene nuovamente questa violazione degli obiettivi di legge. Infatti, a pagina 19 del Piano Industriale allegato alla delibera, Iren prevede il raggiungimento del 54% nel 2020 !!! Qualche riga prima si afferma di voler garantire “il riciclo del 65 % dei rifiuti”. Si fa volutamente confusione: la quota del 65 % di riciclo si raggiunge aggiungendo al 54 % di Raccolta Differenziata la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) per avviarlo all’incenerimento!! Questo è in aperto contrasto con il Piano Metropolitano dei Rifiuti e il Piano Industriale votato in precedenza dal Consiglio Comunale di Genova!
Il porta a porta rimane residuale.
L’impianto di trattamento dell’organico non potrà produrre compost di qualità, senza la raccolta domiciliare, perchè la raccolta stradale non può che produrre organico contenente molte impurità.
IREN vuole il CSS per alimentare i propri inceneritori di Torino e Parma, semivuoti per l’aumento di RD e la diminuzione dei rifiuti.
In questo modo i genovesi pagheranno sia i costi di trasporto sia quelli di smaltimento.
Il CSS, non viene venduto ma ceduto (smaltito), in alcuni casi gratis, in altri pagando una tariffa da 30 a 60 €/t, a centrali a carbone in Liguria, a cementifici in Piemonte, a inceneritori.
Esiste un’alternativa: il recupero di materia seconda da vendere e riciclare (FABBRICA DEI MATERIALI), con attrezzature per la selezione meccanica; in seguito, all’aumento della RD, la selezione separerà plastica, carta, vetro, metalli.
Solo aumentando la RD, si minimizza il ricorso alla discarica, creando molti nuovi posti di lavoro nel riciclo (200 nuovi posti di lavoro nel piano votato dal Consiglio Comunale e superato da Iren).
Antonio Bruno

Sindaco, non applichi il decreto Minniti

Il Sottoscritto consigliere,

premesso che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 10 febbraio 2017 un decreto che legge (Minniti) che non prevede nuovi reati né aggravanti di pena ma misure come la possibilità di applicare in modo più ampio il daspo.
Di fronte a reiterati elementi di violazione di alcune regole sul controllo del territorio le autorità possono proporre il divieto di frequentare il territorio in cui sono state violate le regole.

premesso inoltre che sono previste misure per prevenire l’occupazione di immobili, misura che va contro l’utilizzo di immobili tenuti artatamente sfitti per ragioni speculative. Compito del prefetto impartire prescrizioni per prevenire il pericolo di turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica e per assicurare il concorso della forza pubblica all’esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

considerato che tale misura ha forti elementi di incostituzionalità in quanto è emesso sulla base di una segnalazione e non necessariamente dopo una condanna penale;

sottolineato come alcuni Sindaci di Centro Desta hanno approfittato di questa normativa per imporre misure restrittive verso poveri e devianti;

Interpella la S.V. per conoscere se il Sindaco di Genova intenda NON utilizzare tale normativa, la fine di non scendere nella paranoia securitaria proprio di società autoritarie.

Antonio Bruno

Martedì in consiglio comunale Genova discussione contro incentivo inceneritori dello Sblocca Italia

MOZIONE

VISTO l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015;
PREMESSO CHE con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento dell’ inquinamento atmosferico ( metalli pesanti, diossine, particolato
ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.
Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull’ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona);
ESSENDO gli inceneritori infrastrutture “pesanti”, impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali;
ESISTENDO scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla;

Per tutte queste considerazioni

IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:

DIFFIDA dall’usare il sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica;
CHIEDE al Governatore della Liguria e al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali;
ADERISCE alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e on line “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com);
APPOGGIA la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti); b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti; c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione; d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.

Nuova delibera sull’impiantistica del ciclo dei rifiuti

antonioterzovalicoLa Giunta Doria porta una nuova delibera sull’impiantistica del ciclo dei rifiuti. Ci si adegua a obiettivi di raccolta differenziata inferiori a quelli di legge (65%). Infatti prevede al 2016 il 50%. Al momento siamo al 33%: Inoltre, prevede un impianto di trattamento dell’organico da raccolta differenziata di 60.000 tonnellate/ANNO (il 12%) con capacità modulare espandibile fino a 90.000 t/a(18%) quindi ben inferiore al consueto 30%. Inoltre, un impianto per il trattamento del residuo secco di 200.000 ton/anno. (il 40%) quindi impianti che sottendono una raccolta differenziata ben inferiore a obiettivi di legge che ci condannano a pagare ogni anno 2,8 milioni di euro all’anno di Eco tassa . Delibera non condivisibile.

Antonio Bruno

Un piaga a Genova: Suicidi per sfratto

antoniobrunoQuestion time al Consiglio Comunale Genova 21 luglio 2015

5 giorni fa una persona di sessantasei anni si è lanciato dalla finestra di una casa popolare nella quale viveva da cinquanta anni. Da tempo gli avevano staccato le utenze. E quella mattina sarebbe stato sfrattato. Questo nostro concittadino era solo. Senza soldi.
Un mese fa, a Staglieno, una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa nel giorno in cui anche a lui avrebbero notificato lo sfratto.
La Regione Liguria ha approvato una legge, e il consiglio comunale di Genova lo sta recependo, in cui si inasprisce la lotta ai morosi.
Tranne poi cercare di riparare con la morosità incolpevole.
L’assessore comunale al Sociale Emanuela Fracassi ha previsto un fondo di solidarietà da 671 mila euro, per cui sarà possibile fare richiesta fino al 31 ottobre 2015.
E’ evidente che questo non basta, il sistema non funziona.
Perche’ se i suicidi di Sestri e Staglieno fossero stati ricchi che si fingevano poveri, allora andavano curati dalla salute mentale.
In caso contrario erano morosi incolpevoli e non andavano sfrattati.
Sono questi gli effetti della sottomissione alla logica della finanza e della tecnocrazia.
Infine chiedo
1) quali impegni hanno fatto seguito all’ordine del gfiorno approvato dal CC il 30 settembre 2014, che impegnava la Giunta ad intervenire presso le aziende partecipate per un piano di intervento straordinario di interventi miranti ad un piano straordinario anche in relazione dell’edilizia abitativa pubblica
2) come intende SPIM, proprietaria dell’alloggio di Sestri dove si è consumato il tragico avvenimento, utilizzare gli alloggi di cui ancora dispone -una volta tornati liberi-per mitigare il disagio abitativo, senza ridursi soltanto ad un ruolo di intermediazione e di svendita dei propri alloggi
3) quali verifiche sulla reale situazione economica degli inquilini di alloggi pubblici (compresi quelli di SPIM, oltrechè quelli di ARTE e Comune) vengono assunte prima di effettuare sfratti; non bastando la dichiarazione (un pò pilatesca) che quelli non si erano rivolti ai Servizi Sociale, giacchè è noto che spesso -chi precipita in una condizione di miseria- vive la cosa con vergogna e non sempre è disposto a rivolgersi all’Ente Pubblico per chiedere aiuto
4) quali iniziative vuole assumere il Comune rispetto alla vergogna di 20.000 alloggi di privati vuoti in città.
Insieme ai movimenti sociali che si sono incontrati in Bolivia con Jose’ Bergoglio “Respingiamo gli sgomberi forzati .. qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa per la sua famiglia, perché riteniamo che l’abitazione sia un diritto umano fondamentale che deve avere carattere universale. Esigiamo politiche pubbliche partecipative che garantiscano il diritto alla casa”

Antonio Bruno

Consiglio Comunale di Genova porte chiuse: un brutto segnale di arroccamento

antonioterzovalicoLa decisione del presidente del Consiglio Comunale di Genova Giorgio Guerello, suggerita dal Sindaco di Genova Marco Doria di tenere il consiglio comunale di domani Martedi 30 giugno a porte chiuse (dopo le proteste di martedì scorso) ed’ un brutto segnale di chiusura verso la citta’, lavoratori, le organizzazioni sindacali. E’ in discussione una delibera che scarica sui lavoratori delle aziende partecipate che gestiscono Rifiuti, Trasporti, Manutenzioni, le politiche di austerita’ della Troika, disinteressandosi del miglioramento dei servizi pubblici. Blindarsi in Palazzo Tursi e’ un brutto segnale di chiusura, indifferenti alla storia: domani sono 45 anni dalla rivolta delle 30 giugno a Genova.
I lavoratori saranno sicuramente in grado di manifestare la propria opinione, per un futuro solidale, nonviolento.

Antonio Bruno

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